IL VIVA MARIA GIACOBINI E REALISTI STORIA DEL 1799 IN TOSCANA
IL VIVA MARIA GIACOBINI E REALISTI STORIA DEL 1799 IN TOSCANA CON DOCUMENTI INEDITI E. A. BRIGIDI SIENA ENRICO TORRINI, EDITORE-LIBRAIO 1882
Mi è capitato tra le mani un testo su i fatti del Viva Maria che risalgono al famoso triennio della “Vandea Italiana” 1797-1799 vissuti nel Gran Ducato di Toscana scritto nel 1882 ed anche se già dalle prime righe emergeva chiaramente l’apolegitica narraziona giacobina ho deciso di leggerlo facendo fondo a tutta la mia buona volontà. Alla fine è stato utile leggerlo perchè mi ha dato la possibilità di confrontarlo con la narrazione giacobina del nostro Regno e cosa sorprendente è che per la propaganda e la comunicazione sembra una sua fotocopia, se si cambiano i nomi e i luoghi sembra scritta dalla stessa penna. Gli stessi argomenti per esaltare il comportamento dei traditori giacobini autoctoni, la stessa tesi nel giudicare i sanfedisti che sono fatti passare, anche quelli toscani, per cannibali, bestie feroci, gente arretrata che non capivano il mondo che cambiava e fanatici religiosi, narrando i saccheggi fatti dai Viva Maria, salvo poi relativizzare che i più importanti furono fatti ai banchieri. Aspetto nuovo è la scesa in campo dell’antisemistismo per i fatti di Siena su i quali ancora bisogna fare piena luce come abbiamo già ampiamente documentato, ma aspetto vecchio invece è che anche questo testo è stato scritto a fine ottocento dopo la terza comune in Francia dove si evince con chiarezza la fanatica ideologica, in questo caso si, anticattolica che grazie soprattutto a Bendetto Croce ha stravolto i fatti storici realmente accaduti. Grazie però a questo testo ho potuto leggere documenti inediti anche sull’esilio di Pio VI e scoprire una figura femminile sanfedista che era un capo massa come l’amazzone, così definita dai francesi, Alessandra Mari che dovrebbe essere un idolo femminista ma che così non è, ignorata anche dalla storia prezzolata cosa non sorprendente ma che, altresì, rafforza sempre più il lavoro di chi opera per ripristinare verità storiche cancellate e che ridicolizza il mondo accademico italiano. Un ultima riflessione è che mentre in tutta italia i fatti della Vandea Italiana sono stati storicizzati dai giacobini e narrati, anche se in maniera superficiale, senza nessun condizionamento, a Napoli invece il giacobismo locale, che ha in mano le leve del potere politico, ammnistrativo, storico e culturale della città, la pagina storica del 1799 la mantiene ben viva e la utilizza come faro della propria operosità e ragione di vita che ci fa capire come sia un nervo scoperto. Non saprebbero cosa altro utilizzare per cercare di continuare nella loro opera di cancellazione della storia universale napoletana ma alla fine la loro narrazione poggia su gambe così fragili che hanno paura di cadere sapendo che non si rialzerebbero più. Di seguito il testo per chi volesse leggerlo
Claudio Saltarelli


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