Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Jovan Vincentio Pinelli, un eccellenza giulianese

Posted by on Gen 17, 2026

Jovan Vincentio Pinelli, un eccellenza giulianese

Un giuglianese sopra tutti. Jovan Vincentio Pinelli. Graecorum Graecissimus. Massimo esponente della cultura e della tradizione greca in età moderna. Principe della nazione degli umanisti d’Europa. Primo cittadino della Repubblica Letteraria tardo cinquecentesca. Profondamente cattolico fu abile ambasciatore tra l’Inquisizione Romana e i ruteni e greco ortodossi della Repubblica di Venezia.

Gian Vincenzo Pinelli spese una lauta rendita annuale testamentaria, quasi esclusivamente in acquisto di libri antichi. Figlio secondogenito di Cosmo Pinello, feudatario di Giugliano dal 1536. Gian Vincenzo Pinelli, nel testamento del 1601, dispose che l’intera Biblioteca fosse trasferita da Padova nella sua amata terra natia. Per questi libri fu avvelenato a Venezia il feudatario, Gran Cancelliere, Cosmo II Pinelli. La determinazione della vedova Nicoletta Grillo, assistita dal cognato Giulio, riuscì a esaudire tale volontà. Tra mille difficoltà buona parte dei libri giunse nel 1603 a Giugliano. Prima sequestrati (in ragione dell’erede Galeazzo Francesco di anni otto) poi nel 1609 espropriati dal Viceré Conte di Benavente. Nel Vicereame di Napoli sempre di più aveva preso potere l’oscurantismo inquisitoriale. Buona parte di questi libri non poteva essere esposta al pubblico. Al prezzo fissato dal Viceré i libri furono acquistati dal cardinale Borrromeo, interessato a formare quel che sarà la Biblioteca Ambrosiana. I milanesi sostengono di aver salvato questa raccolta dal rogo e dal saccheggio. L’esilio di Gian Vincenzo era già stato previsto nel testamento del padre Cosmo.

«Sino per tutto lo anno 1560 si fra ditto termine volesse ditto Jovan Vincenzo uscire da Napoli Galiazzo (primogenito) li paghi a ragione ducati seicento lo anno terza per terza senza farli altrimente spese del victo». Dopo il 1560 (nel 1558 giunse a Padova) Galiazzo paghi a detto Jovan Vincenzo ducati quindece milia lassati [in eredità] per la sua parte, et che ad ogni sua requesta responda de la intrata di essi ad ragione di otto per cento»

Arturo D’Alterio

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.