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La bellezza e la grandezza del Sabato Santo

Posted by on Apr 16, 2022

La bellezza e la grandezza del Sabato Santo

Il Sabato Santo è il secondo giorno del Triduo Pasquale. È il giorno in cui si prega Nostro Signore nel Sepolcro e nello stesso tempo si ricorda la Sua discesa agli inferi (v. n. 50 Catechismo maggiore di San Pio X).

Non è sempre vissuta e compresa da tutti l’importanza di questo giorno. Molti lo vivono come un semplice giorno di passaggio tra il Venerdì Santo e la Pasqua.

È, invece, importantissimo, perché è parte della preparazione alla Festa della Risurrezione.

Il Sabato Santo è il giorno del silenzio dell’attesa. È il giorno in cui la Terra intera attendeva l’Evento, in cui l’apparente fine di tutto ingannava apparentemente.

Proprio il Sabato Santo è il giorno in cui ci si deve raccogliere, in cui ci si deve unire spiritualmente attorno a Nostro Signore nel Sepolcro e vivere nello stesso tempo il dolore per la Sua Morte e il ringraziamento per l’Amore dimostratoci con il Sacrificio (Rom 5, 8).

Quelle del Sabato Santo sono le ore in cui ci si deve preparare, non distrarre. In cui è necessario il silenzio per raccogliere tutti i pensieri ed essere pronti a festeggiare all’alba della Domenica.

È naturale accostare il silenzio a questo giorno. Si immagina quello degli Apostoli, chiusi in casa, disorientati e spaventati, in forte contrasto col mondo intorno che continuava a rumoreggiare come se nulla fosse.

È il silenzio dello sgomento di quelle ore in cui tutto sembrava finito. È il silenzio della preghiera. È il silenzio del raccoglimento. È il silenzio dell’attesa. È il silenzio di Maria Santissima che sapeva fosse tutto un preludio ad una nuova Vita.

La Chiesa manifesta tutto questo: senza celebrazioni, senza il suono delle campane, solo meditazione e preghiera, Bontà e Bellezza

Pierfrancesco Nardini

fonte

La bellezza e la grandezza del Sabato Santo – Il Cammino dei Tre Sentieri

Tutto è finito. “Giuseppe d’Arimatea … fattosi coraggio, si presentò davanti a Pilato e gli chiese il corpo di Gesù.” (Mc 15, 43). Era un notabile e ricco, questo Giuseppe d’Arimatea. Anche lui discepolo di Gesù, “ma in maniera nascosta” (Gv 19, 38).

1 Comment

  1. Eppure io rifletto…c’e’ tanta crudelta’ nella morte del Cristo!… ma era proprio necessaria?… e” senza dubbio legata anch’essa ai costumi e alle leggi del tempo… Ma l’umanita’ si e’ evoluta ed oggi non si potrebbe concepire anche per chi si e’ macchiato di crimini che sia trattato per punirlo allo stesso modo… Almeno in questo i tempi sono cambiati.. e direi in meglio, guerre e distruzioni a parte, come stiamo vedendo purtroppo in questo periodo… Sta di fatto che il Cristo e’ morto come sappiamo pur essendo innocente di ogni colpa pagando di persona per l’umanita’ intera e aprendoci alla speranza del perdono in un aldila’ che ci aspetta tutti…caterina ossi

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