“LA CARBONERIA A FROSINONE”
Il passaggio delle truppe austriache e gli episodi prima ricordati sono accaduti nello stesso anno in cui fu aperta a Frosinone una Vendita della Carboneria.
Lo Zirizzotti nel suo volume su Nicola Ricciotti ci informa a sufficienza sull’origine della setta nella nostra città. Il merito di averla fatta nascere e di averla avviata nella Ciociaria spetta a Nicola Fabrizi di Torrice, ex capitano della sussistenza nell’esercito di Giuseppe Napoleone.
I carbonari, ancor prima che fosse aperto il loro circolo nella nostra città, avevano preparato una rivoluzione per il 10 gennaio 1821: «Quando, nel 1820, Napoli venne sconvolta da una rivoluzione che rovesciò il trono, proclami incendiari furono sparsi per i domini papali, chiamanti il popolo ad insorgere e ad unirsi con i quattro campi rivoluzionari di Pesaro, di Macerata, di Spoleto e di Frosinone».
Il progetto però non andò in esecuzione, sia perché il popolo non rispose ai proclami e sia perché gli organizzatori mancavano ancora dell’esperienza e preparazione necessaria. Così falli anche il tentativo del mese successivo. Frattanto le autorità governative incominciarono a dare la caccia ai carbonari e quindi questi continuarono a lavorare nascostamente e a mantenere i contatti con gli iscritti di altri centri in attesa del momento giusto. Il numero preciso degli iscritti alla setta non si conosce con esattezza. Lo Zirizzotti riferisce che «Nella sola Frosinone Nicola Ricciotti vantava più di 400 Carbonari».
In questo elenco vi figurano solo 102 frusinati, tra cui alcuni del regno di Napoli e solo domiciliati a Frosinone.
In simili circostanze si tende sempre ad esagerare per dare entusiasmo e sicurezza. Anche nella cospirazione del 1801 di cui abbiamo già parlato, avvenne un fatto simile. Anzi in quella circostanza si disse che i rivoluzionari dei paesi limitrofi erano due o tre mila.
Poiché abbiamo citato l’elenco conservato nell’Archivio Vaticano, ci piace far notare che ad ogni nominativo segue un’osservazione. Non potendole riferire tutte, ci limitiamo a quelle che riguardano le persone già nominate e più note.


Marcocci Luigi – «Possidente. In tempo della costituzione napolitana era capo Carbonaro. Adesso non dà luogo a rimarchi».
Tornei Nicola – «Impiegato al tribunale civile. Si porta bene».
Trina Giam battista – «Possidente. Maestro dei Carbonari. Mediocre è la sua condotta».
Zolla Francesco – «Spacciatore di sali e tabacchi. Buona è la sua condotta».
Riccio fu Nicola – «Bottegaio. Condannato per cause politiche».
Ricciotti Domenico – «Calzolaio. Condannato per cause politiche».
Riccio fu Giacomo – «Calzolaio. Condannato per cause politiche».
Marcocci D. Nicola – «Sacerdote. Sospetto. Effeminato»
Marcocci Giuseppe – «Avvocato. Sospetto – Buona è la sua condotta».
Nel già citato Archivio Vaticano esiste un copioso materiale riguardante Frosinone negli anni 1820 – 1821.
E’ notevolmente più nutrito di quello che si riferisce agli altri anni. Vi si trova anche la documentazione della forte crescita del banditismo. Non c’è quindi da meravigliarsi se le autorità del tempo, sia di polizia, che giudiziarie, assolvessero il loro compito con impegno, dato che il lavoro segreto della carboneria appariva in certi casi alleato con la delinquenza comune. Peraltro esse non si lasciavano trascinare da falsi allarmi. Una prova ce l’abbiamo nella nostra Frosinone. Dopo che Pio VII condannò la Carboneria e scomunicò gli iscritti il 3 settembre 1821, i rivoluzionari cercavano di mimetizzarsi e camuffarsi in altri modi. Nacquero così le società degli «Eremiti Riformatori» e degli «Eremiti fedeli».
Per formarsi un giudizio più equo, oggettivo e meno partigiano in tutta la storia risorgimentale, bisogna tenere presente i molti altri problemi che l’accompagnarono e che qui non possiamo neppure elencare, quali, per es., la virulenza politica e antireligiosa, la convinzione degli individui di ogni fronte ed estrazione che, crollando il potere temporale, sarebbe crollata nel Papa la possibilità di governare la Chiesa.
Padre Ignazio BARBAGALLO Agostiniano Scalzo(FROSINONE – Lineamenti storici dalle origini ai nostri giorni) – “Editrice Frusinate 1975”
Per le citazioni storiche, la bibliografia ed altro, si rimanda ad una consultazione diretta dell’opera.


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