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La città di Napoli nel 1765 di Filippo Morghen

Posted by on Mar 8, 2022

La città di Napoli nel 1765 di Filippo Morghen

Una bottega artigianale, fu all’inizio della sua storia, quella dei fratelli Morghen a Firenze. La storia di questa bottega di quasi certa origine francese (Montpellier), venne in città per svolgere la propria attività di ricami. Merletti e trine, furono probabilmente i primi manufatti di questo esercizio commerciale antico, ma l’abilità del lavoro minuto, la ricerca della precisione del decoro tessìto, spinge ad intraprendere con strumenti all’inizio semplici, una nuova attività: l’incisione cartografica.

Figli di Morghen furono Giovanni Elia e Filippo e furono proprio loro ad intraprendere il difficile percorso della produzione cartografica. Filippo fu un grande disegnatore e tecnicamente divenne presto insuperabile, avendo egli iniziato l’arte dell’intaglio e dell’incisione su lastra di rame, proprio nell’intento di preparare le lastre da inchiostrare per le stampe. Qui, nella bellissima Firenze di quel secolo XVIII, Filippo ebbe come maestro Carlo Bartolomeo Gregori, maestro incisore che gli commissionò la realizzazione delle Pitture del salone Imperiale del palazzo di Firenze, nell’anno 1766.

Ma Napoli chiamava con le sue straordinarie scoperte archeologiche che aveva mostrato a tutto il mondo il grande Carlo III di Borbone. I Morghen così, si trasferirono nel 1756 a Napoli, nella capitale della cultura europea, dove da subito vennero ingaggiati nella redazione dei testi relativi alla Antichità di Ercolano. Questa fu un’opera in più volumi. L’opera fu imponente. Pietra miliare dell’iconografia archeologica napoletana e mondiale. Nel 1760 un rientro a Firenze. Nel Filippo Morghen pubblicò 1767 pubblicò sei tavole che ritraevano i templi di Paestum, ispirate alle splendide tele di Antonio Joli. Prese parte inoltre all’impresa editoriale di Pietro Paolo Montagnani volta a riprodurre i dipinti degli ambienti vaticani in Roma, contribuendo al volume del 1789 insieme, tra gli altri, ad Alessandro Mochetti e a Luigi Cunego.

In questo articolo la bellissima planimetria della città di Napoli del 1765, dove in calce si legge la firma di Filippo Morghen e alla quale partecipò anche Raffaello suo fratello. L’incisore, il Cardon ne curò i dettagli con maestria unico, creando così un prodotto importante e a tutt’oggi, per certi versi insuperato.

Un documento iconografico imprescindibile, per coloro che vogliono intraprendere la ricerca storica della città di Napoli. Ricchissimo di dettagli, che richiamano all’antico, offre spunti di studio unici.

Il contributo del grande storico e cartografo Niccolò Carletti, qui si coglie nella firma in calce.

Particolari di rilievo.

1  –  Nella parte centrale, della città una linea tratteggiata delimita l’area del Monterone, dove ebbe sede nel periodo ducale, ma molto probabilmente anche in epoca greco-romana, la cittadella del potere militare, politico e amministrativo della città. Durante il periodo della Napoli Ducale qui doveva esserci il Palazzo Ducale, con l’aula del trono, quella delle udienze e le stanze di alloggio della corte e dei suoi dignitari. Sempre qui il Pretorio e le stanze presidiate dal corpo militare. E sempre qui il Tabularium, la biblioteca, le carceri e la stanza del tesoro.

2  –  Molto interessante tutta l’area che recede il Ponte della Maddalena con lo slargo della Cavallerizza e delle gabelle.

3  –  Importante seguire sulla mappa di Napoli il percorso murario ancora in piedi (in parte) dal periodo greco-romano, con le sue torri e le sue porte.

4  –  Non deve sfuggire al lettore l’esame della costa con il molo grande e la sua lanterna, con il vicino porto del Mandracchio

Le didascalie sicuramente di rilievo sono del Carletti, del quale se ne riconosce lo stile, in quanto questi da solo editò nel 1776 diede alle stampe un testo con un’allegata cartografia di Napoli, dal titolo: Topografia universale della città di Napoli in Campagna. In questo test si riconoscono molte delle indicazioni didascaliche che ritrovo in questa cartografia del Morghen. Lo stesso Carletti, grande architetto napoletano, contribuì e non poco all’a realizzazione della straordinaria Carta Topografica del Duca Di Noja.

Bibliografia

L’immagine è di e-rara: https://www.e-rara.ch/zut/content/zoom/14157499

fonte

La città di Napoli nel 1765 di Filippo Morghen – VesuviowebVesuvioweb

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