Alta Terra di Lavoro

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La “Donna” Manager

Posted by on Mar 31, 2022

La “Donna” Manager

In un contesto come quello italiano, al sentir la parola donna in carriera o addirittura donna manager, alzi la mano chi non ha mai pensato ad una distinta signora su trent’anni, taieur grigio topo, borsa 24 ore, capelli sempre in piega, ma soprattutto una bella cadenza lombarda o padana in genere. La domanda che il sottoscritto pone a voi lettori è:

ma sarà veramente così?

La donna manager italiana veramente rispecchia lo stereotipo della milanese affermata ed emancipata come si crede e come si cerca di far passare?

Da un’indagine fatta a metà gennaio 2005 ed emessa anche da un telegiornale della televisione nazionale, risulta tutt’altro. Tale sondaggio afferma che la concentrazione delle donne che occupano almeno un gradino nella piramide di un’azienda è maggiore in regioni come la Lombardia, seguita dalla Campania e dalla Sicilia. Inoltre le regioni dove le donne occupano posti di rilievo o addirittura sono la punta di diamante della piramide dirigenziale, sono l’Abruzzo, il Molise e la Basilicata.

Interpretando questi risultati vengo coinvolto da numerosi interrogativi. Che la Lombardia e tutta la padania in genere offra più opportunità lavorative questo nessuno lo mette in dubbio, visto la loro ricchezza economica che sappiamo tutti da dove viene. Ma la posizione della donna in quel territorio rispecchia veramente quel grado di indipendenza sociale che in altri paesi occidentali si è riusciti a ricavare con tanta fatica? O nella società padana, la donna può ambire soltanto ai piccoli gradini della scala gerarchica in quanto donna? Insomma le donne del nord Italia riescono veramente a farsi valere per le loro capacità o svolgono principalmente attività ordinarie, per quanto assidue, tanto da guadagnare lo stipendio necessario a far fronte al caro vita del nord?

Al sud le cose sono diverse, sicuramente le opportunità di lavoro sono inferiori visto il grado di colonizzazione a cui è sottoposto, ma qui le donne, sicuramente, riescono maggiormente ad affermarsi per le loro capacità manageriali ed organizzative. Lo dicono i dati del sondaggio e lo si vede anche nel mondo politico, visto che i napoletani hanno eletto una “Donna” come primo cittadino della ex capitale del Regno delle Due Sicilie e ciò è avvenuto anche in molti altri comuni del Sud.

Ma l’interrogativo che mi sconvolge di più è un altro. Se la donna manager italiana parla abruzzese, molisano, lucano, campano o siciliano, insomma parla meridionale, come mai i media continuano a bombardarci di messaggi stereotipati sulla libertà lavorative delle donne padane, e come mai le nostre “Donne” vengono ancora raffigurate con un lutto eterno, con orribili copri capi e rinchiuse nelle loro mute abitazioni sempre in domestiche faccende affaccendate?.

A voi l’ardua sentenza.

Giovanni De Crescenzo

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La “Donna” Manager

1 Comment

  1. Secondo me perché nei salotti radical chic dove è nata e dove contunua ad alimentarsi la ” cultura” imperante, non avendo contatti con il mondo reale ( quello lasciato fuori dai salotti) non è in grado di vedere come la società evolve, né ha interesse a vederlo, essendo piena e tronfia della “propria cultura”.

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