Alta Terra di Lavoro

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La lettera di Joseph Marie Garibaldì

Posted by on Giu 18, 2022

La lettera di Joseph Marie Garibaldì

Questa è la “lettera scritta” da Giuseppe Garibaldi, o per meglio dire Joseph Marie Garibaldì, che 2 giorni prima di morire inviò al professor Carlo Lorenzini, …meglio conosciuto come Carlo Collodi. E’ tratta dal romanzo “Le confessioni di Joseph Marie Garibaldì”, di Francesco Luca Borghesi.


«Illustrissimo professore Carlo Lorenzini,
Scrivo con rispetto e gratitudine a Voi che decideste di farmi cosa grata riportando le mie memorie al popolo di una penisola che mai amai come avrei potuto, che mai difesi come avrebbe meritato.
Una penisola che non fu mai e mai sarà la mia patria.
Una penisola meravigliosa che io non solo non unificai, se non unicamente al nome, ma che addirittura divisi, e, per mia colpa, divisa sarà per sempre.
[…] codesto giorno, trentuno maggio ottantadue del secolo milleottocento, sono a ricordare la mia vita trascorsa, in attesa che venga definitivamente compiuto il mio destino […] forse non temo neppure: diciamo che attendo che presto sia fatta giustizia e chi mai può sapere se dopo la morte vi sarà giustizia?!
Voi infatti penserete che io sia felicemente italiano: se così fosse le sorprese non vi mancheranno.
Se vi aspettavate un patriota, troverete un avventuriero.
Se vi aspettavate un probo, troverete un dissoluto.

La spedizione dei mille fu realmente la più vile porcata che il suolo della penisola possa aver mai vissuto e, a questo punto, spero che mai sia costretta a rivedere.
La mia vita era rivolta alla ricerca di fama e ricchezza: mi venne in mente di unificare l’Italia in quanto sarei potuto diventare potente e ricco.
Cercai appoggi, soldi e falsi ideali su cui far leva e trovai qualcuno che, dopo avermi usato, mi mise da parte.
Diciamo subito e senza giri di parole: il patriottismo in Italia non è mai esistito.
Mi ricordano tutti come il patriota Giuseppe Garibaldi, ma queste sono voci, magari leggende, ma certamente menzogne.
Mi chiamo Joseph Marie Garibaldi e, contrariamente, a quanto pensano molti, sono e mi sento francese.

* VA PRONUNCIATO COSI: Joseph Marie Garibaldì (accento sulla i finale)

Fonte: Venetian History

http://associazione-legittimista-italica.blogspot.com/search/label/Garibaldi

2 Comments

  1. Garibaldi e’ stato sicuramente un gran personaggio e non va denigrato lui ma quelli che l’hanno usato!… che fosse francese e’ vero perche’ nasce a Nizza, e che alla fine si sia ritirato e abbia mandato al diavolo tutti di Torino, malato o no che fosse, lo si capisce… a Caprera in vista del suo mare malato o no aveva il tempo di meditare e lascio’ scritto lui stesso riflessioni sugli eventi per cui fu coinvolto… Personalmente detesto chi l’ha usato e ancor piu’ chi in tempi successivi ha continuato e continua a farlo! Pace all’anima sua! caterina ossi

  2. Per cortesia, rimaniamo coi piedi per terra. A prescindere dal fatto che lo stile in cui è stata scritta “questa lettera” è infinitamente lontano da quello di Garibaldi, c’è da aggiungere che egli, già infermo da anni e praticamente immobilizzato su una carrozzina, vide peggiorare la sua salute proprio dal 29 maggio: si riacutizzò la bronchite, il respiro divenne sempre più affannoso e sopraggiunse un’infiammazione alla gola alla quale seguì una paralisi faringea che gli impediva perfino di bere. In quelle condizioni poteva mai pensare di inviare una simile lettera? E a chi, poi? Ad un Collodi qualsiasi che, seppur massone come lui, non occupava alcun ruolo di rilevanza?
    Se questo è un documento, si citino le fonti, l’ubicazione, affinché gli si possa dare un riscontro.
    Non rendiamoci ridicoli amplificando simili fanfaluche. Grazie.

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