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La morte del massone Carducci

Posted by on Lug 14, 2026

La morte del massone Carducci

Matteo D’Amico

La morte “mariana” di uno dei più importanti massoni dell’Italia risorgimentale e post-unitaria deve riempire ogni credente di fiducia e rafforzare in tutti la devozione al Santo Rosario

Giosué Carducci (1835-1907), figlio di un carbonaro della prima ora, entrò in massoneria , nel Grande Oriente d’Italia, nel 1862, e, fondatore a Bologna della Loggia “Felsinea”, ne fu espulso nel 1867. Rientrò in massoneria nel 1886, aderendo alla Loggia “Propaganda massonica” di Roma, dove raggiunse il 33° grado nel Rito Scozzese Antico e Accettato, ovvero il grado più elevato. Rimase massone in pratica fino a poco prima della morte. Anticlericale e avido lettore di Proudhom, nel 1865 aveva pubblicato, sotto pseudonimo, il blasfemo “Inno a Satana”. Poeta per definizione del Risorgimento e della nuova Italietta da questo partorita, repubblicano, anticlericale, aveva però ricevuto da fanciullo e da giovane la sua formazione scolastica da un bravo sacerdote e, successivamente, dalle Scuole Pie dei Padri Scolopi a Firenze. Negli ultimi anni di vita, affetto fra l’altro da una forma di crescente paresi agli arti, pare che si sia riavvicinato alla Chiesa (secondo una testimonianza che proviene dal santo sacerdote don Luigi Orione – fonte: Wikipedia) e che abbia ricevuto i sacramenti, prima di morire, da un sacerdote travestitosi da barbiere per riuscire a introdursi nella camera del morente eludendo la guardia che vi facevano i “fratelli” della sua Loggia.

La sua morte da convertito a buon diritto può essere considerata una vittoria di Maria Vergine. Lo stesso Carducci, infatti, era solito dire: “Spero che Dio mi userà misericordia perché non ho mai detto male della Madonna”. Egli aveva confidato a sua moglie il desiderio di essere sepolto con una medaglia della Madonna sul petto (da La Civiltà Cattolica).

La conversione in articulo mortis anche di grandi peccatori deve esserci di estremo conforto e deve spronare tutti alla più grande devozione per Maria Santissima, vera, grande patrona della buona morte.

fonte

vitis vera

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