LA NAPOLI DEL 1600, LA PIU’ GRANDE METROPOLI D’EUROPA
La veduta a piè di pagina“Veduta della città e del porto del Golfo di Napoli”, ci riporta nel 1600, nella Napoli Vicereale, l’opera è custodita a Palomares del Campo, un paesino di 680 anime situato nella comunità autonoma di Castiglia-La Mancia, in Spagna.
L’opera di autore ignoto è databile ai primi del XVII secolo, è un olio su tela (2,60 x 1,70 metri) in cui è rappresentata una veduta aerea della città di Napoli dall’ingresso del porto, dove si distinguono i più importanti edifici della città come i castelli dell’Ovo, Castelnuovo (Maschio Angioino) e Castel Sant’Elmo sulla collina del Vomero, la collina di Pizzofalcone e il Palazzo Reale e le chiese di Santa Chiara e del Gesù. In basso l’arsenale e sulla destra si stagliano la Lanterna del Molo ed il fortino di San Gennaro.
Una grande galera con la bandiera degli Alarcòn appare in primo piano, con a bordo il capitano, forse proprio don Hernando de Alarcòn, al quale Carlo V concesse il Vicereame della Sicilia per i servizi resi nella presa della Tunisia dell’anno 1535. Sul Castel dell’Ovo sventola l’aquila bicipite imperiale su campo ovale rosso e fascia centrale bianca, stemma di Carlo V.
Nel grande sistema imperiale spagnolo dell’epoca, la Napoli Vicereale costituisce la più rilevante anomalia. Durante quasi tutta la parabola dell’Impero spagnolo, essa sarà infatti non solo la città più grande e popolosa della penisola italiana, ma di tutti i territori, europei ed extraeuropei, dominati dal monarca iberico, madrepatria compresa.
Per la precisione, Napoli, all’inizio del 1600, e fino alla peste del 1656 (che ne dimezzò la popolazione), era con i suoi 410.000 abitanti, la più grande metropoli d’Europa, la terza al mondo dopo Pechino (tra 700.000 e 1.000.000 di abitanti) e Istanbul (650.000), Parigi 325.000, Madrid e Venezia 180.000, Londra e Milano 150.000, Roma e Mosca 100.000.
Dopo la peste del 1656, che portò la popolazione a circa 190.000 abitanti, Napoli si rialzò velocemente e tornò ad occupare un ruolo da protagonista nello scacchiere culturale europeo.
Antonio Panico

fonte


invio in corso...



