Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

LA “NEO GIOVINE ITALIA” SUBISCE UN CLAMOROSO CAPPOTTO A VILLAMARE DI VIBONATI

Posted by on Ago 19, 2020

LA “NEO GIOVINE ITALIA” SUBISCE UN CLAMOROSO CAPPOTTO A VILLAMARE DI VIBONATI

Fino a qualche anno fa il calcio ancora era un evento sportivo, non come oggi che è diventato un evento televisivo, ed era  praticato a tutti i livelli e in tutti i nostri paesi con una forte partecipazione popolare che spesso per la grande passione faceva perdere di vista il contatto con la realtà, come alle squadre dilettantistiche che bastava facessero un paio di promozioni di fila per far pensare ai loro calciatori e alla comunità per cui giocavano, di essere grandi calciatori.

Questa convinzione era cosi forte che si cercava di organizzare, soprattutto quando si vinceva il campionato di riferimento, amichevoli con squadre professionistiche per poter dimostrare che si era alla loro altezza e che solo per pura casualità non calcavano gli stessi  campi. Alla fine, però, accadeva sempre che i dilettanti peccando di …”dilettantismo” subivano enormi goleade.

La stessa cosa è accaduta giovedi 13 agosto ’20 in quel di Vibonati, per esattezza a Villamare, ma non in una partita di calcio ma in un convegno storico da titolo “Ma che storia è?” dove una squadra di casa, da me ribattezzata la “Neo Giovine Italia”, composta da quattro studiosi locali ha sfidato una compagine di quattro storici venuti dal Regno, sempre da me ribattezzata “Napolitani Insorgenti”, che ha inflitto un sconfitta clamorosa agli ospitanti assumendo le dimensioni di un cappotto.

Ma veniamo alla cronaca della partita che inizia dopo i consueti saluti di rito con l’inizio del gioco affidato alla squadra ospite che ha cominciato con prudenza per testare il terreno di gioco e controllare che i tacchetti delle scarpette erano a posto ma questo preliminare ha confuso i calciatori di casa che, pensando di far un sol boccone dei napolitani, sono partiti all’assalto guidati dal loro prode capitano, che nulla aveva del suo illustre omonimo argentino che negli anni 60 vinse trofei prestigiosi con l’Indipendiente e che l’Italia conobbe perché perse la Coppa Intercontinentale contro l’Inter, ma appena perso palla hanno preso un contropiede micidiale andando sotto per uno a zero. Inviperiti per l’inattesa rete subita ripartono all’attacco ma questa volta non superano nemmeno la metà campo e nulla possono di fronte al pressing, da sottolineare non particolarmente intenso, degli insorgenti che addirittura arrivano in porta con tutta la palla.

A questo punto dopo aver preso due cazzotti in faccia la “Neo Giovine Italia” decide di assumere un atteggiamento più attendista per riordinare le idee e riprendere il controllo del gioco ma subiscono un altro uno due che alla fine del primo tempo li vede soccombere per quattro a zero. Increduli per quanto stava accadendo cominciano a sbraitare e ad “incazzarsi” con l’arbitro perché il pallone di gioco non era regolamentare, che le porte non erano a norma e che le linee non erano di colore bianco ma gialle dimenticando che loro giocavano in casa e se tutto fosse stato vero la stessa cosa valeva per la squadra ospite.

Inizia il secondo tempo  e  i “Neo Giovini Italiani” cercano da subito di ridurre le distante ma subiscono un autentica goleada, ad un certo punto non reagivano più e non sapendo più cosa fare invocano e citano il loro punto di riferimento e autentico fuoriclasse, dal loro punto di vista, che è un accademico che opera in una università italiana ma vengono clamorosamente zittiti perché le tattiche di gioco del loro beniamino vengono ridicolizzate dagli “Insorgenti Napolitani”.

La partita finisce con un clamoroso cappotto, otto a zero per la squadra ospite, ma questo non viene accettato dagli ospitanti che irosi e guidati dal loro capitano cominciano ad accusare l’arbitro di essere stato di parte, che loro avevano preparato benissimo e nei minimi particolari la partita alla play station e sul campo giocato non gli è stato permesso di fare quello che desideravano, che ha permesso ai giocatori “napolitani” di attuare un gioco troppo duro, ma nessuno se ne è accorto, per finire ad accusare il pubblico che, numerosissimo, si era permesso di contestarli adducendo come conclusione che erano di parte e che era stato permesso loro di arrivare in pulman, come tifo organizzato, pagato dalla squadra ospite dimenticando che c’era solo un dirigente accompagnatore a cui hanno proibito, dal Comune di Vibonati, di esporre la sua bandiera, meno male che i mazzini boys gridano libertà e rispetto dei diritti!!!

Per concludere la squadra della “Neo Giovine Italia” tornerà a giocare nei campetti del Golfo di Policastro per il campionato intercomunale viaggiando sul pulman chiamato “Cagliari” guidato da Zio Carluccio della società di trasporto “i due Peppino” dove saranno accolti da bagni di folla collezionado vittorie schiaccianti senza storia.

Gli “Insorgenti Napolitani” con la stessa umiltà con cui sono arrivati, hanno preparato la gara come se stessero giocando con i campioni del mondo per rispetto di chi gli ha accolti e della squadra avversaria, sono andati via con l’unico rammarico di non aver nemmeno fatto una partita d’allenamento degna di tale nome pensando alle nuove sfide che li attende in tutto il Regno, in Italia e in Europa.

I nomi dei Cavalieri del Re in ordine di apparizione sono i seguenti

Vincenzo Gulì

Fernando Di Mieri

Fernando Riccardi

Ennio Apuzzo

Arbitro dell’incontro Umberto De Rosa alla Var Magda Mancuso   

Claudio Saltarelli

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.