Alta Terra di Lavoro

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LA NOSTRE GENTE USATA, COME PALLE DA CANNONE, DAGLI INTERESSI BIECHI DEL NORD

Posted by on Mag 27, 2020

LA NOSTRE GENTE USATA, COME PALLE DA CANNONE, DAGLI INTERESSI BIECHI DEL NORD

Il 24 maggio 1915,
105 anni addietro, l’esercito italiano dichiara guerra all’impero austro-ungarico.

L’imperatore Francesco Giuseppe, a Vienna, proclama:
“Il Re d’Italia ci ha dichiarato guerra. Un tradimento quale la Storia non conosca, fu compiuto dal Re d’Italia contro i suoi due alleati. Noi non minacciamo l’ITALIA,noi non diminuiamo il suo prestigio, noi non intacchiamo né i suoi beni né il suo interesse. Quando l’Italia rivolse la sua cupidigia sopra i nostri confini,ci decidemmo, per mantenere la pace e l’alleanza, a grandi e dolorosi sacrifici, ma l’avidità italiana fu insaziabile.”

La prima guerra mondiale per i meridionali fu la quarta guerra d’annessione del regno savoiardo ( la successiva alle tre guerre ,vergognosamente, chiamate guerre d’indipendenza ) , la prima per “liberare ” Milano dagli austriaci, la seconda per il Sud dai “violenti e retrogradi” Borbone, la terza per annettere il Veneto e la quarta per spostare i confini al di là dell’impero austro-ungarico, avendo la solida protezione delle matrigne Francia ed Inghilterra.

Per raggiungere questi “nobili” scopi costrinsero all’arruolamento numerosi meridionali che neanche conoscevano per chi e per cosa dovessero combattere (tra i soldati del Nord e quelli del Sud ci fu l’ausilio di un interprete, per farli comprendere) .

Finì così che, ancora una volta , attinsero al ricco serbatoio del Sud mandando sul fronte a morire, per una guerra non nostra, tanti giovani del Sud (600mila figli del Sud che non furono più giovani, padri, nonni) ,considerati alla stregua di palle di cannone come ci ricorda il triste epilogo della brigata Catanzaro, falcidiata da un nemico che non aveva mai conosciuto.

Novembre 1917
Ci voleva Armando Diaz, napoletano, subentrato all’inetto generale Cadorna, sabaudo, per far vincere due battaglie agli italiani ( il Piave e Vittorio Veneto). al suono di una marcia orrenda : “la leggenda del Piave” ( che per un periodo è stata addirittura inno dei fascisti e inno della neocostituita Repubblica Italiana), composta vergognosamente da un napoletano, lo stesso della meravigliosa “Tammurriata nera”.
Tristezza. Infinita.

Patrizia Stabile

per associazione Sud100cento

3 Comments

  1. Ammiro il comportamento della Eroina di Gaeta verso i feriti napolitani, ma non condivido l’epiteto di vergognoso attribuito alla Leggenda del Piave, a demerito dell’Autore napoletano. Fu merito di Diaz trasformare la disfatta di Caporetto (Coparid) nella vittoria del Piave. Ma fu anche merito della Leggenda che influì sul morale delle truppe. D’altronte se le truppa austriache fossero arrivate a Roma non è che sarebbe stato ripristinato il Regno dei Borbone!

  2. Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta… e si va avanti marciando come beoti! E’ solo di qualche hanno fa la decisione di dichiarare “inno nazionale” la famosa marcetta che inizia con “Fratelli d’Italia”… hanno aspettato evidentemente che chi sapeva che i fratelli richiamati erano i “framassoni” sparissero dalla scena per non generare molto probabilmente contestazioni e polemiche… ma oggi sappiamo che tutta la cosiddetta unificazione è stata un inganno, e chi conta ha anche la spudoratezza di farcelo cantare… Con la ricchezza di musici e poeti che onorano la penisola, non sono stati capaci i governanti di trovare qualcosa che potesse inorgoglirla davvero, al di là di ogni sentimento identitario bandendo semmai un concorso di idee… ma sarebbe stato come ammettere ufficialmente la verità sull’inganno della storia dell’unificazione forzata e non ne hanno avuto il coraggio! “Fratelli” erano e sono i framassoni che ieri come oggi giocano di astuzia sottobanco, continuando ad umiliarci tutti! caterina ossi

  3. Ho letto la Sua amarezza, direi meglio condanna della carneficina che fu la prima guerra mondiale finita nel ’18 per l’Italia… e volevo passarle una notizia, che non ricordo dove ho letto, perche’ e’ tenera e allarga il cuore: la Regina Maria Sofia, anziana ma sempre Regina di Napoli, riusciva a intrufolarsi negli ospedali del fronte dalla parte austriaca dove finivano anche feriti della parte avversa e si faceva indicare quelli napolitani per avvicinarsi per una parola di conforto facendosi riconoscere come la loro antica regina…L’hanno riportato testimoni a guerra finita e lei stessa lo confido’ a qualche suo intimo di servizio che ne lascio’ memoria…. caterina ossi

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