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La scuola nel Regno delle Due Sicilie

Posted by on Mar 28, 2020

La scuola nel Regno delle Due Sicilie

Nell’ottocento, in riferimento all’istruzione, esistevano due tipi di eserciti: quelli di cultura e quelli di disciplina.

La differenza consisteva nel fatto che mentre il primo prevedeva l’istruzione obbligatoria (nel senso che i soldati dovevano imparare a leggere e scrivere) il secondo vietava tutto quello che poteva portare il soldato all’alfabetizzazione.

L’esercito del Regno delle Due Sicilie era del tipo di cultura.

Infatti fare il servizio militare era anche un’occasione per imparare i rudimenti della scrittura e della lettura o quantomeno a fare la firma.

Anche nelle scuole, per quello che è dato sapere, vigevano delle regole a primo acchito possono sembrare incomprensibili, ma dopo una attenta analisi si spiegano e spiegano anche che il periodo borbonico, ben lungi dall’essere oscurantista, tirannico, prevaricatore, aveva dei tratti di garantismo e, diremmo oggi , della difesa dell’intimo, encomiabile; infatti non era previsto fra i sistemi di accertamento, il tema, in quanto si pensava che l’assegnazione di un tema e lo svolgimento dello stesso potevano essere interpretati come mezzo di indagine di opinione, che invece doveva rimanere nella sfera più strettamente privata dello studente.

Anche per quanto riguardava i libri, non esistevano libri di testo; il libro era l’insegnante che si provvedeva o era provvisto dei testi più avanzati, che egli studiava e che poi mediava con gli studenti.

L’istruzione era per lo più demandata agli istituti religiosi, anche se non mancavano scuole pubbliche ed università.

Con l’unità d’Italia comincia l’azzeramento della cultura in Sicilia iniziata già con Garibaldi nel 1860 con la cacciata dei Gesuiti e successivamente con l’abolizione delle comunità religiose essendo la scolarizzazione un prodotto fortemente collegato con la Chiesa; con leggi varie il nuovo stato accentra, e segnatamente con la legge Coppino del 1877, avoca a sé qualunque attività scolastica. In questo contesto, avendo il nuovo Regno assegnate le massime priorità al presidio del paese con i Reali Carabinieri (nel 1862 tutto il meridione era presidiato dalle stazioni dell’Arma) e delle Intendenze di Finanza, e considerando le scuole religiose come detto, chiuse in seguito all’abolizione degli ordini ecclesiastici e le pubbliche fino a quel momento neglette, l’analfabetismo, endemico nel sud come nel nord, fu nei territori occupati soggetto ad aumento tale che nel primo censimento de Regno d’Italia risultò essere del 92%.

Come erano organizzate le scuole nel Regno delle due Sicilie?

Esistevano come detto scuole religiose e laiche. Collegi per maschi e femmine dove la scienza, la letteratura, la religione venivano insegnate ad alunni per la maggior parte appartenenti alla borghesia o alla nobiltà; scuole nautiche, etc.

Per curiosità riportiamo che nel nostro immediato intorno avevamo nel 1858 a Siracusa 12 scuole private tenute da sacerdoti e laici con 132 alunni, ad Augusta (Agosta) 3 con 42 alunni; a Floridia 2 con 20 alunni; a Lentini 2 con 30 alunni.

La maggior parte delle scuole appartenevano agli Scolopi (Scuole Pie) e vorrei di seguito rappresentare il programma di una di queste giunto fino a noi in una copia avventurosamente sfuggita all’olocausto di documenti perpetrato dagli occupanti.

Come si può vedere il programma si svolge in 10 anni di insegnamento in cui i protagonisti sono indicati essere: Dio, l’Uomo, la Natura:

Dio è soggetto di studio per 9 anni in tre gruppi di materie: Rudimenti della Dottrina Cristiana, Dichiarazione della Dottrina Cristiana, Catechismo.

Quadro  originale autografo di insegnamento attuato dai Padri delle Scuola Pie nelle Provincie Napoletane – 1861

L’Uomo viene considerato in quanto: Vive, Pensa, Sente, Vuole, Parla, Opera, Vive in Comunanza civile.

La Natura viene considerata: nell’astrazione di principi ed intenti; nell’entità dei principi organizzati, nell’entità delle cose organizzate.

Andando un poco nei dettagli:

L’Uomo in quanto vive; nei primi tre anni (dai sei a otto anni di età) studia anatomia, fisiologia, igiene, in quanto è peculiare del bambino la curiosità e l’esplorazione del proprio corpo.

L’Uomo in quanto pensa: nel 7° ed 8° anno studia logica e metafisica, nel 9° storia della filosofia e nel 10° filosofia della storia.

L’Uomo in quanto sente: studia estetica al 9° anno

L’Uomo in quanto vuole: all’8° anno studia etica

L’Uomo in quanto parla: lingue – dal 1° al 6° anno studia italiano, latino, greco,  e questo periodo viene definito “periodo grammaticale o di ermeneutica, mentre dal 7° al 10°, nel “periodo patetico o di critica” si svolgono gli esercizi di scrivere in prosa ed in versi, con esame critico di prosatori classici e poeti – traduzioni.

Come letteratura il ciclo inizia al 7° anno fino all’ 8° con, rispettivamente: Teoria dell’Arte, del componimento in prosa e poesia, e poi al 10° storia della letteratura.

L’Uomo in quanto opera: fa riferimento allo studio della Storia e dell’archeologia.

L’Uomo in quanto vive in comunanza civile: studia la buona creanza, diritto.

Fa parte dello studio della natura:

la natura considerata:

nell’astrazione dei principi e degli intenti: aritmetica, disegno, geometria piana e solida, algebra, trigonometria, meccanica, architettura.

nell’entità dei principi organizzati: fisica e chimica

nell’entità delle cose organizzate: geografia gen., zoologia, geogr. fisica e politica, geogr astronomica,  matematica, statistica, etnografia, geologia, mineralogia, agricoltura, astronomia.

Questo programma e la sua articolazione mi ha affascinato. Certo non ci è dato sapere il grado di approfondimento. Ci piace però pensare che di fronte a tanta acutezza di programmazione questo fosse elevato e che da queste scuole nascessero i quadri che fecero grande il nostro Regno.

Per cronaca vorrei aggiungere il finale del saggio “Le scuole in Floridia al tempo dei Borbone” di Alfio Crimi:

“Anche dopo l’allontanamento del sac. Impelluso (al termine dell’anno scolastico 1857-58), la scuola secondaria non restò chiu­sa. Essa fu affidata in via provvisoria (per la seconda volta) al sac. Reale. E questi, il 15 novembre 1859, dopo avere superato la prova scritta del concorso, conseguì finalmente la nomina a titolare: egli fu l’ultimo professore della scuola secondaria in Floridia che, a seguito dell’ordinamento scolastico promosso dal governo sabaudo, restò chiusa per tutto il resto del secolo XIX.

Nel gennaio del 1859, il sac. Russo aveva aggiunto alle sue mansioni di maestro dei fanciulli anche il compito di istruire gli adulti analfabeti nelle ore serali.` È legittimo pensare, perciò, che mentre cadeva la monarchia borbonica, almeno settanta o ottanta alunni frequentavano, nel 1860, le scuole pubbliche.”

Il primo censimento fatto dal governo del nuovo regno d’Italia, denunzia nel già Regno delle Due Sicilie il 92% di analfabetismo. Certo che 40 anni di scuole chiuse non furono un toccasana per l’istruzione!

Antonio Nicoletta

fonte http://www.adsic.it/2003/11/24/la-scuola-nel-regno-delle-due-sicilie/#more-148


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