La tradizione cumano liternina
La tradizione cumano liternina. In porticibus templi Liternensium bellum Punicum I. Quando Atella ADERL entusiasta batteva moneta in lingua osca con l’elefante cartaginese trionfante. La leggenda della fondazione di Giugliano vuole che i cumani avessero fondato un avamposto distante quattro miglia su un campo rigoglioso di gigli. L’Africano Annibale, di stanza a Capua, più volte partecipò alle incursioni della lega Campana in ager cumanus, nel tentativo di sottomettere la mai doma Cuma. Da lì a poco ci sarebbe stato il soccorso dei Romani con l’epica battaglia di Hamae, alle porte di Cuma (ambito II guerra punica, località torre San Severino Giugliano, anno 215 a. C.). Le scorrerie di Annibale a Liternum cumana filoromana (Kumelternum) raccontate da Silio. “La ruinosa scorreria nel mite Suolo della Campania , che la guerra senza difesa nel suo grembo accoglie . Mirava il condottier le case , il tempio di Literno stagnosa e gittò il guardo su le pitture che smaglianti e spesse I portici abbellian . A onor degli avi, monumenti della prima guerra eran quivi dipinti , ed ogni impresa Storiata per lungo ordine e bello”. Dal Libro VI de “Le Puniche” di Silio Italico (poema composto sul finire del I secolo d. C).
Arturo D’Alterio




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