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La vita eccezionale di Heinrich Schliemann di Alfredo Saccoccio

Posted by on Nov 26, 2020

La vita eccezionale di Heinrich Schliemann di Alfredo Saccoccio

Se esiste un personaggi controverso, è bene Heinrich Schliemann, l’uomo che resuscitò il mondo omerico. Megalomane, mistificatore ma geniale, Schlimann non lasciò e non lascia ancora nessuno indifferente.

   Nato nel 1822 in Germania, egli fa così pochi studi che lo si ritrova molto presto commesso di drogheria. Ambizioso e lavoratore, si lancia nel commercio e, grazie ad una memoria prodigiosa, ha padronanza, in pochi mesi, dellinglese, del francese, del portoghese e dell’italiano. Possedeva una straordinaria attitudine alle lingue: dicono i suoi biografi che a 17 anni parlava tredici lingue!

  Mercante di indaco da tintoria a San Pietroburgo, banchiere in California, sfruttando canne da zucchero a Cuba, tutto è buono per questo avventuriere, che, fatta fortuna, accumulando enormi ricchezze, decide di consacrare il resto della sua vita all’archeologia. Per far questo, egli studia le lingue antiche, si appassiona per Omero e percorre la Grecia alla ricerca dei siti antichi, “L’Illiade” e “L’Odissea” in mano. Per completare il quadro, Heinrich divorzia da una russa grinzosa, Ekaterina Lishu. e sceglie, su foto, una giovanissima ragazza greca la bruna Sophia Engastromenos, somigliante alla bella Elena, per seconda sposa.

   Disprezzato e   preso in giro dai saggi dell’epoca, egli intraprende scavi in Turchia al fine di ritrovare la città di Troia. Facendo affidamento su descrizioni topografiche del testo omerico, Heinrich esplora, nel 1870, la collina di Hissarlik, a sud del Bosforo, e scopre, contro ogni attesa, l’ubicazione di nove siti archeologici sovrapposti.

   Egli mette in luce (sembrava che avesse le mani di Mida) numerosi oggetti preziosi, il cosiddetto tesoro di Priamo, che attribuisce abusivamente al vecchio re di Troia.

   Tra due viaggi in Asia o a Cuba, Heinrich apre parallelamente dei cantieri in Argolide, dove dissotterra, nel 1874, l’oro delle tombe di Micene, tra cui la famosissima maschera  funeraria di Agamennone. L’Egitto lo fa sognare.

   E poi  c’è l’altra faccia della medaglia ! Mentitore, Schliemann ha barato. Si pensa anche che “il tesoro di Priamo”(gli ori e i monili sfoggiati da Elena oltre tremilaseicento anni fa), custodito dal museo Pushkin, insieme eteroclito di oggetti trovati in strati differenti, ha potuto essere acquistato in parte  presso antiquari. Ladro, Schliemann non ha rispettato gli accrdi presi con la Turchia, che doveva ricevere il dovuto. Heinrich ha trasferito questo tesoro, consistente in 8750 pezzi, segretamente in Grecia per proporlo al più offerente. Vandalo, Schliemann ha distrutto vestigia che non gli sembravano achee. Tutto ciò è notorietà pubblica, che importa ! Il buon diavolo, personaggio fantastico degno di Balzac, ha fatto progredire la scienza e ha fondato l’archeologia preellenica..Dicevano i suoi rivali che lo Schliemann non fosse un grande archeologo, ma una singolare mescolanza di avventuriero e di vanitoso ciarlatano, ma senza di lui non avremmo mai visto i tesori di Troia e di Micene, né Gabriele D’Annunzio avrebbe mai scritto “La città morta” , costruita su nove livelli.

  In ultima analisi, possiamo dire che il ricco negoziante, messosi al servizio del poeta Omero,usandolo come se fosse il Baedeker di Troia, ha affascinato molti esperti, tra cui Hervé Duchene, autore  de “L’Or de Troie ou le reve de Schliemann”, per i tipi dell’editore Gallimard/ La Découverte.

Alfredo Saccoccio.

1 Comment

  1. Interessante e grande questo ricercatore, personaggio incredibile.. Torino, Berlino.. musei pieni di antichità… Di lui esiste una documentata biografia? grazie di una risposta. caterina ossi

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