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Lasciamo entrare i barbari?

Posted by on Gen 12, 2026

Lasciamo entrare i barbari?

di John Horvat

Durante il lungo declino dell’Impero Romano, le legioni romane difesero i confini dai barbari. Grazie alle loro capacità organizzative e militari, riuscirono a tenerli fuori.
Tuttavia, con il decadimento di Roma, divenne sempre più difficile mantenere il controllo. I cittadini non volevano più combattere, preferivano banchettare. I funzionari romani spesso stringevano alleanze con le tribù barbariche vicine per combattere le orde più aggressive che minacciavano l’impero.

Ad un certo punto, i Romani aprirono le loro frontiere e costruirono ponti sul Danubio. Invitarono i barbari più amichevoli all’interno delle frontiere affinché potessero aiutare a difendere l’Impero. Ma i barbari, essendo tali, non potevano essere considerati affidabili per tale compito. Come scoprirono poi i Romani, tali accordi non finiscono bene.

Un’analogia grosso modo

Il dibattito tra Nick Fuentes a capo del fenomeno Groyper vede il movimento conservatore in una situazione grosso modo analoga a quella dei romani. Cioè, una folla indisciplinata che vuole unirsi al detto movimento.

I conservatori più ‘alla antica’ credono giustamente nella difesa dei valori cari alla religione, alla famiglia e alla patria. Riconoscono l’esistenza di una legge morale. Tuttavia, questi conservatori soffrono della corrosiva decadenza della società che ne va assottigliando sempre di più le fila. Senza offesa per nessuno, ma questi conservatori potrebbero essere paragonati a quegli antichi romani che lottavano per sopravvivere.

D’altra parte, c’è quest’altra massa confusa di nuovi conservatori che hanno poco in comune e nessun chiaro obiettivo. Si riuniscono attorno a nozioni d’identità come mezzo di sopravvivenza. Non possono preoccuparsi di sottigliezze morali. Altri li stanno attaccando e loro devono reagire. Sono disposti a stringere alleanze, infrangere le regole e ricorrere a tattiche brutali. Senza offesa per nessuno, ma questi conservatori potrebbero essere paragonati a quei barbari più amichevoli. In effetti, alcuni groypers accetterebbero ben volentieri questa etichetta.

Sia i conservatori che i groypers, cioè, sia i romani che i barbari, concordano sul fatto di affrontare una minaccia comune rappresentata dai radicali di sinistra che attaccano tutta la società. Difatti, gli attivisti di sinistra cercano di imporre l’agenda woke che cancella tutto senza concedere tregua. La sinistra woke può essere paragonata alle orde nemiche che attaccavano l’Impero dall’esterno. Se gli si permette di vincere, distruggeranno l’America.

Una questione esistenziale davanti ai bisogni comuni

La grande domanda è come combattere questa minaccia di sinistra con la massa confusa di persone a disposizione. Con una tale varietà di componenti, il movimento conservatore si trova di fronte a una questione esistenziale su cosa significhi essere conservatori. Con l’attuale ordine in fase crollante, la questione assume un carattere di urgenza. La tentazione è di rivolgersi a chiunque sia disponibile a difendere la causa.

In effetti, la domanda centrale in questo momento è: lasciamo entrare i barbari? Non è una domanda facile cui rispondere, poiché alcuni barbari sono già dentro. D’altronde, ogni parte del movimento conservatore ha qualcosa di cui l’altra ha bisogno e ognuna ha anche alcune cose che l’altra non può accettare.

Tuttavia, i due gruppi condividono bisogni comuni. I conservatori romani hanno l’ordine, anche se all’interno di una società decadente. È un ordine sterile e secolare, frutto di alcune dottrine liberali. Ma un certo ordine deve essere difeso, perché l’alternativa è inaccettabile.

“L’ordine è il primo bisogno dell’anima”, ha scritto Russell Kirk. “Senza ordine, non si può essere liberi”, ha continuato Kirk. “La libertà, la giustizia, la legge o la virtù sono tutte estremamente importanti, ma l’ordine è il primo e più fondamentale bisogno”.

Abbandonare l’ordine in nome della convenienza politica è controproducente e pericoloso. Le mura esterne devono essere mantenute.

Da parte loro, i conservatori barbari, in particolare i seguaci della base, hanno uno spirito combattivo e un’energia che, se incanalati correttamente, potrebbero essere efficaci contro le orde caotiche e aggressive.

Elementi di separazione e di sovrapposizione

Ci sono anche molte cose che distinguono i due popoli. I romani tendono ad aggrapparsi al loro ordine sterile, mentre i barbari vogliono distruggerlo. I romani adorano divinità morenti (come il materialismo e l’individualismo) e non riescono ad allinearsi bene con gli dèi più tribali e barbari (come il nazionalismo, il falso misticismo o l’anarchismo).

Di più, i romani guardano alle pratiche e alle credenze barbariche (come il razzismo, l’anarchia, la lascivia, la volgarità, ecc.) e le trovano inaccettabili. I barbari lamentano l’imperialismo romano, l’autocompiacimento e il protocollo come tabù che devono essere distrutti.

A complicare lo scenario, ci sono sovrapposizioni tra i due gruppi, che spesso rende difficile separarli. Pertanto, il movimento conservatore si trova in un vicolo cieco, giacché deve decidere se sia opportuno far entrare (altri) barbari. Da qui nasce una controversia infuocata.

Una via d’uscita: l’ingresso di un altro attore

La risposta semplice alla domanda è no. Mescolare le due cose e fingere che siano una sola è una ricetta sicura per il disastro. I barbari non sono giocatori di squadra. Qualsiasi tentativo di unione artificiale può degenerare in una brutale politica di potere. La caduta nel disordine favorirà sempre i barbari.

I due possono e devono ancora combattere duramente contro il nemico comune, l’orda caotica. Tuttavia, non condividono gli stessi obiettivi e questo deve essere chiarito. Infatti, se si vuole trovare una soluzione, questa deve andare oltre le categorie di romani e barbari. Deve fare appello a qualcosa che manca nel dibattito politico e che possa fungere da punto di unione.

Le due parti condividono qualcosa di più di un semplice nemico comune. Con il crollo dell’ordine attuale, settori espressivi di entrambe le parti soffrono di un soffocante vuoto spirituale, alla ricerca di un significato che vada oltre l’interesse e la gratificazione personali. Condividono un malcontento che spesso è nascosto dalla frenetica attività della vita moderna. Questo vuoto provoca depressione, tristezza e disperazione che coinvolge tutti i gruppi interessati. Trascende i sistemi politici ed economici.

Ciò che serve è qualcosa di così potente da poter colmare questo vuoto e rendere irrilevanti le categorie dei due gruppi. Ci deve essere una nuova cornice in cui inserire la vera trasformazione di cui l’America ha bisogno, non appena una pezza per mantenere le cose come sono.

Tornando all’analogia romana, ricordiamoci che un altro attore emerse con la disintegrazione dell’Impero. In mezzo al declino della civiltà, quest’attore, allora politicamente insignificante, iniettò una vitalità nei romani demoralizzati e domò il cuore dei barbari senza togliere loro il dinamismo. Sulle rovine di quell’Impero decadente, questo attore forgiò una unione delle due parti, romani e barbari, costruendo una civiltà gloriosa.

Naturalmente, l’attore che allora entrò in gioco è Dio, attraverso la Sua Chiesa, realizzando ciò che nessuno avrebbe mai immaginato possibile con così scarse risorse.

Qualcosa si sta muovendo

Questa trasformazione spirituale che sovrasta le ideologie è ciò di cui abbiamo bisogno oggi. È una proposta così audace da stupire e persino terrorizzare un mondo scettico e cinico.

Tuttavia, ci sono segni che alcuni conservatori, sia romani che barbari, stanno mettendo in discussione alcune premesse liberali ed esprimono il desiderio di un grande ritorno alla grazia e a Dio per colmare il vuoto creato da un mondo senza bellezza e verità.

I giovani, e in particolare i giovani uomini, stanno pensando fuori dagli schemi e dentro i banchi della chiesa in un movimento che sorprende gli osservatori e gli ecclesiastici più esperti. Anche quelli che provengono dall’orda ostile sono toccati da quest’appello e stanno cambiando drasticamente la loro vita.

Le persone si stanno convertendo. Non si tratta ancora di numeri enormi, ma qualcosa si sta muovendo.

Qualcuno si sta muovendo

Forse ancora più importante, Qualcuno che può cambiare tutto si sta muovendo. All’interno d’innumerevoli anime, Dio sta agendo quasi senza l’intervento umano a causa della crisi apocalittica all’interno della Chiesa. Coloro che sono stati toccati dalla grazia appaiono dal nulla nonostante la completa mancanza di evangelizzazione. Sono povere anime che gridano con Sant’Agostino: «Troppo tardi ti ho amato, o Bellezza così antica e così nuova! Troppo tardi ti ho amato!».

In tali trasporti di ardore e gioia, i vecchi idoli, moderni e postmoderni, crollano. Nulla sembra impossibile. Viene in mente la scena di una simile conversione «impossibile» avvenuta molto tempo fa, che diede inizio alla fondazione della Cristianità.

Il giorno di Natale del 496, San Remigio, vescovo di Reims, disse a Clodoveo, re pagano dei Franchi, mentre lo battezzava: «Adora ciò che hai bruciato e brucia ciò che hai adorato».

I romani e i barbari di oggi dovrebbero unirsi sotto questa stessa risoluzione. È un buon punto di partenza per un ritorno all’ordine. La politica e l’economia possono venire dopo. Prima di tutto, soddisfiamo il desiderio di tante anime in cerca di significato.

Fonte: Tfp.org, 29 dicembre 2025. Traduzione a cura di Tradizione Famiglia Proprietà – Italia.

fonte

https://www.atfp.it/notizie/analisi/3190-lasciamo-entrare-i-barbari

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