Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

LE ANTICHE PIRAMIDI EUROPEE

Posted by on Nov 27, 2021

LE ANTICHE PIRAMIDI EUROPEE

LE PIRAMIDI DI BENEVENTO (CAMPANIA, Italia)
Tutte le immagini e i testi sono di proprietà della Ecospirituality Foundation
e non è consentito il loro utilizzo, anche parziale, senza l’autorizzazione esplicita della stessa.

In Campania, nella zona compresa tra le province di Caserta e di Benevento, si elevano tre grandi piramidi che per le loro dimensioni assomigliano a delle vere e proprie colline.
Si trovano sparse per il territorio casertano. Una si eleva vicino a Sant’Agata dei Goti, un’altra vicino a Moiano e un’altra ancora vicino a Caiazzo.
Appartengono da millenni alla tradizione più nascosta della zona e sono oggetto di interesse ancora oggi da parte di alcune comunità esoteriche locali.
Si è cominciato a parlare di loro dopo la scoperta delle piramidi di Visoko, avvenuta in Bosnia. La ripercussione culturale della scoperta le ha riportate alla luce della storia contemporanea, sia pure con molte controversie e vari segreti da parte degli abitanti della zona.
La prima ad essere stata scoperta “ufficialmente” è stata quella di Sant’Agata dei Goti, conosciuta come “collina Ariella”. Venne rilevata casualmente nel settembre del 2008 da Leonardo B. Romano che accorgendosi della similitudine con quelle bosniache ne diede notizia ai media italiani.
Le altre due piramidi sono state in seguito rilevate durante le indagini della Ecospirituality Foundation condotte in loco che hanno portato alla loro scoperta.
In questa occasione è stata raccolta anche la notizia che negli anni 50-60 è stata tentata l’apertura di una cava estrattiva, sullo spigolo a nord della piramide di Sant’Agata dei Goti. Evidentemente lo scavo è stato attuato con l’intenzione di utilizzare il materiale con cui era costruita la piramide, come era già accaduto in un primo tempo per quella di Barnenez in Bretagna.
Nel caso della piramide campana la cava venne quasi subito chiusa, e ad oggi non se ne conoscono ancora i reali motivi.
Si ignora quale civiltà antica possa essere stata tra i costruttori di queste piramidi. La zona è stata abitata in più epoche storiche da varie popolazioni. Ma nessuna di queste, per quanto si conosce, ha mai manifestato caratteristiche costruttive di questo genere.
Possiamo ricordare gli Osci, gli Ausoni e i Sanniti, di ceppo indoeuropeo, e quindi gli Etruschi che abitarono la Campania dal secondo millennio a.C. Poi i Greci che giunsero e colonizzarono successivamente queste zone nel sesto secolo, dove fondarono Cuma, il primo nucleo cittadino dell’attuale Napoli. Dopo le tre guerre sannitiche, 343-290 a.C., queste terre furono quindi occupate dai Romani, che vi fondarono parecchie colonie come l’attuale Pozzuoli. Sul finire del V secolo d.C. giunsero infine i Longobardi.
Si ritiene che nessuna di queste culture abbia potuto costruire piramidi di quelle dimensioni. Probabilmente occorre riferirsi a una civiltà sconosciuta, ancora più antica e evoluta tecnologicamente di quelle citate, e andare indietro nel tempo approssimandosi ad una datazione risalente ad almeno 5-10.000 anni a.C.
Intorno alla piramide di Sant’Agata dei Goti sono state rinvenute nei campi circostanti grandi sfere di pietra di varie dimensioni. Esse si presentano simili a quelle scoperte nei pressi delle piramidi bosniache di Visoko e a quella di Monte D’Accoddi in Sardegna.
Si ipotizza che la funzione di questi manufatti potrebbe essere quella di “accumulatori orgonici”, utilizzati secondo le pratiche degli antichi popoli per assorbire l’energia positiva catalizzata dalla piramide. Per curiosità, altri manufatti moderni, a cui viene data la stessa attribuzione, sono stati trovati presso le piramidi della Val Curone, in Brianza.
Nella misteriosa atmosfera di questi luoghi alcune di queste sfere di pietra sono state sottratte da ignoti. Ne rimagono comunque altre a testimoniare la loro enigmatica presenza, ben protette dalla gente del luogo che le nasconde in luoghi segreti, forse conoscendo il valore che esse rappresentano.
Vicino a Caiazzo, nei pressi della piramide omonima, ci sono resti di mura megalitiche oggi fondamenta di un castello, vestigia delle antica civiltà degli Osci che ha avuto sede proprio in questi luoghi.

Servizio di: Giancarlo Barbadoro
Immagini di:
Marco Pulieri, Ivana Pizzorni e Sergio Garofolo

fonte

Ecospirituality Foundation (eco-spirituality.org)

Una vista dal satellite della piramide di Sant’Agata dei Goti.
La sua forma geometrica si evidenzia in maniera inequivocabile.
La piramide di Sant’Agata dei Goti.
E’ stata la prima delle piramidi scoperte in Campania.
Una vista aerea della piramide di Sant’Agata dei Goti.
La vista aerea della Piramide di Caiazzo.
La Piramide di Moiano.
Una delle sfere di pietra rinvenute nei pressi della piramide di Sant’Agata dei Goti.
La funzione di questi manufatti potrebbe essere quella di “accumulatore orgonico” utilizzato secondo le credenze degli antichi popoli per assorbire l’energia positiva della piramide.
Una seconda sfera di dimensioni più ridotte rispetto alle altre, ancora seminterrata.
Un’altra sfera di pietra.

1 Comment

  1. Veramente singolare che siano cosi’ poco note…neppure indagate, almeno per saperne le origini.. sono manufatti o naturali?… Si sa tutto di quelle che sono in giro per il mondo e niente delle nostrane… caterina ossi

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.