Le encicliche politiche di Leone XIII
Gianandrea de Antonellis
Leone XIII è conosciuto come «il Papa della Rerum novarum», ma tale importantissima enciclica è solo una delle ben ottantasei che egli scrisse, per poter orientare i vescovi del suo tempo. Tra queste, dieci affrontano temi direttamente politici.
Le dieci encicliche politiche sono: Quod Apostolici Muneris (1878), sulle ideologie moderne e il loro esito distruttivo; Aeterni Patris (1879), sulla dottrina politica cattolica; Arcanum Divinae Sapientiae (1880), sul matrimonio cristiano, fonte della società; Diuturnum illud (1881), sull’origine dell’autorità civile; Humanum Genus (1884), sulla Massoneria, occulto regista della rivoluzione; Immortale Dei (1885), sulla costituzione cristiana degli Stati; Libertas (1888), sulla vera libertà cristiana, contrapposta alle pretese “libertà” moderne; Sapientiae Christianae (1890, sui doveri dei cittadini cristiani in politica; Rerum novarum (1891), sui diritti e i doveri del capitale e del lavoro; Tametsi Futura (1900), sulla regalità sociale di Gesù Cristo.
Le undici encicliche che compongono il corpus leoninum politico, sono qui raccolte per la prima volta in un unico volume.
In appendice, la condanna del cosiddetto americanismo e l’indicazione del corretto concetto di democrazia cristiana e la lettera apostolica Annum Ingressi (1902), che sintetizza il suo papato, indicando gli strumenti per resistere alla guerra scatenata contro la Chiesa.
Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino Pecci (1810-1903), fu Papa dal 1878. Nato in una religiosa famiglia di Carpineto Romano appartenente alla nobiltà di toga, era il sesto di sette fratelli. Formatosi presso la romana Accademia dei Nobili, fu ordinato sacerdote nel 1837. Fu subito inviato quale delegato papale a Benevento, allora appartenente allo Stato Pontificio, e poi a Spoleto. Fu anche nunzio apostolico in Belgio, prima di essere nominato arcivescovo di Perugia (1843) e cardinale (1853).
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La “Barbajada” è una bibita inventata dal mio bisarcavolo Domenico Barbaja, mischiando cioccolato, caffè e latte, per stimolare, irrobustire e addolcire. La presente rubrica intende rivolgersi al lettore stimolandolo con il caffè delle considerazioni, irrobustendolo con il cacao delle dimostrazioni e, possibilmente, addolcire il tutto, rasserenandolo con lo zucchero dell’ironia o la panna della leggerezza.


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