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Le insorgenze cilentane del 1799 andato in onda il 18 febbraio 2022

Posted by on Feb 22, 2022

Le insorgenze cilentane del 1799 andato in onda il 18 febbraio 2022

     Anche nell’intervista al professor Vincenzo Abramo avente ad oggetto le insorgenze verificatesi nel Cilento all’indomani della proclamazione della Repubblica Napoletana è emerso nettamente che le condizioni di oggi (politiche, sociali, economiche) – vantaggiose per alcuni e svantaggiose per altri –  sono figlie dirette del violento cambiamento che alcuni esaltati vollero imprimere negli usi, nei costumi, nella religione, nella storia e nella cultura di popolazioni che, a motivo della plurimillenaria stratificazione della loro storia, non ne avvertivano alcun bisogno, tanto che – ad innovazione avvenuta – la rivoluzione giacobina dovette amaramente registrare la totale assenza del popolo, il quale, anzi, le si rivoltò contro pur sapendo di non poter opporre nient’altro che il proprio coraggio e qualche arma sicuramente inefficace per far paura ad agguerriti, organizzati e famelici eserciti.

In una situazione di caos e di violenza quale può essere quella di una guerra, per la scomparsa di ogni certezza, rappresentata dall’assenza del potere estromesso dalla rivoluzione e dall’imposizione di un nuovo ordine onnicomprensivo, non è difficile che diventino quasi normali azioni ritenute impensabili fino ad un momento prima.

     La violenta imposizione di un ordine nuovo che intende modificare dalle radici – per poi annullare del tutto – storia, cultura, religione, identità ed appartenenza, specialmente se attuata con il ricorso ad un famelico e ferocissimo esercito straniero, non può aspettarsi che una reazione pari per intensità a quella che è stata la causa prima. A favore delle insorgenze, anzi, la differenza di cultura fra le due forze antagoniste fa sì che la reazione – contraddicendo le leggi della fisica – non sia “uguale e contraria”, ma di minore intensità. Alla fine della breve parabola rivoluzionaria, infatti, le vittime fatte dai giacobini saranno di gran lunga superiori a quelle imputabili alla monarchia ritornata al potere.

     Nella più grande categoria delle insorgenze non può non essere inserita la riconquista del regno da parte dell’esercito della santa fede. Qui, alcuni studiosi, anche intellettualmente onesti ad onore del vero,  si meravigliano che nell’esercito racimolato strada facendo dal Cardinale Ruffo possano trovarsi un Panedigrano, un Mammone o qualche altro nome di spicco, dimenticando che l’urgenza per il recupero del regno non dava il tempo per andare tanto per il sottile, anche in considerazione del fatto che tutti quelli che si presentavano erano volontari e che “ a caval donato non si guarda in bocca”. Ciononostante, per rimarcare la differenza fra le due forze antagoniste, è il caso di precisare  che, mentre l’esercito che doveva portare la libertà, l’uguaglianza e la fraternità era autorizzato al saccheggio, alla distruzione ed al massacro, all’esercito improvvisato raccolto dal Ruffo erano tassativamente vietati sia il saccheggio che la rapina. E quando qualcuno di quelli che si erano arruolati col proposito di approfittare della situazione si abbandonava ad atti non consentiti veniva severamente punito.

Castrese Lucio Schiano 19.02.2022

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