Alta Terra di Lavoro

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Le riflessioni del 25 novembre 2019 di Fernando Di Mieri

Posted by on Nov 25, 2019

Le riflessioni del 25 novembre 2019 di Fernando Di Mieri

Il ministro delle tasse sulle merendine, quello che promette di dimettersi se non gli danno tre miliardi (si dimetterà sì, o sarà”dimissionato”, ma non per questo), quello che vuol togliere i Crocifissi dalle scuole, quello di una serie troppo lunga di amenità ci spieghi se non intenda protestare sul serio

(al di là di dichiarazioni di superficie) anche per una ragione molto più seria: il Fondo di Finanziamento Ordinario degli Atenei continua ad essere penalizzante per il Sud, assegnando risorse sostanzialmente sulla base del criterio storico (vedi “IlSole24ore”, 25 nov.2019: http://scuola24.ilsole24ore.com/…/sui-fondi-atenei-vince-sp… ). Ora la Lega, sempre più ricca di consensi anche nel Mezzogiorno, ha un’ulteriore occasione per dimostrare che è realmente un partito nazionale e non regionale. Ora le associazioni meridionaliste hanno un ulteriore motivo per far sentire la propria voce, al di là delle pur apprezzabili manifestazioni folkloristiche. 

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Inutile negarlo: tutti noi, ormai piuttosto avanti negli anni ed educati al modo tradizionale, abbiamo sempre un riguardo speciale per i sacerdoti. Senza nulla togliere a quanto ho appena scritto, non posso evitare di esprimere il mio disorientamento dinanzi all’iniziativa di don Massimo Biancalani di far cantare “Bella ciao” al termine di una Messa. Sarò un nostalgico, ma avrei preferito altro (disturba tanto il nostro vecchio inno “Salve, Regina”?). Avrei invece voglia di chiedere: sa il nostro sacerdote, ardente di serafico amore, che quello è identificato come canto di guerra? Sa che, tra enormi difficoltà storiografiche (perché tante?), si sta ricostruendo la “strage dei preti” condotta dai partigiani? Negli anni Sessanta, in un lavoro monumentale condotto in sostanziale solitudine da Pisanò, si diceva che i sacerdoti uccisi erano circa cento, ma il giornalista dell'”Avvenire” Roberto Beretta, in un suo libro di oltre dieci anni fa, ha ricostruito le vicende di 129 preti uccisi dai partigiani social-comunisti ed ora ho letto da qualche parte, ma la memoria comincia a farmi difetto, che si sta parlando di un numero ancora più alto (circola la cifra di 150. Rimane stabile il numero di circa sessanta uccisi dallo schieramento nazi-fascista). Sa il nostro Biancalani che nella percezione comune del tempo i partigiani, ovviamente quelli social-comunisti, erano ritenuti pericolosi nemici della religione cattolica in quanto tale (vada un po’ a rileggersi qualcosa degli atti relativi all’assassinio di Rolando Rivi, seminarista santo, lui sì ardente di vero amore per il prossimo!)? Sa che la Messa, o comunque la Chiesa, dovrebbe essere “luogo cattolico”, dove nessuno debba sentirsi escluso? Sono sicuro che don Biancalani non ha riflettuto abbastanza.  

Ferdinando Di Mieri

1 Comment

  1. …quello che diceva del prete che in Chiesa intonava Bella ciao a conclusione di una funzione …
    Insopportabile degenerazione delle buone pratiche del culto che la tradizione dovrebbe salvaguardare tenendole fuori dalle mode del tempo, sempre che le si voglia veramente!..e lo sa quel prete quanti suoi confratelli sono stati uccisi lungo le coste dalmate col passaggio della Jugoslavia all’Unione sovietica?
    Si vergogni! caterina ossi

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