Alta Terra di Lavoro

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LEGGETE COME CHI CI HANNO INVASO , E TENTATO DI DISTRUGGERCI

Posted by on Dic 4, 2021

LEGGETE COME CHI CI HANNO INVASO , E TENTATO DI DISTRUGGERCI

Quello che fu fatto alle Popolazioni Meridionali dalla possente armata sabauda, durante la guerra di conquista del Sud del 1860, è di molto più grave di quanto, in questi ultimi tempi, apprendiamo inorriditi dalla stampa e dalla TV.

Violenze di un’inaudita ferocia rappresentarono per quel tempo degli abominevoli primati di una barbarie e di una crudeltà senza precedenti.Il primo assaggio fu lo scontro di Castel Fidardo, dove il generale papalino Lamorciere, esterrefatto da quella guerra condotta dai piemontesi senza regole e senza pietà che coinvolgeva paesi e civili inermi, presentandosi al cospetto del Papa Pio IX esclamò: “Santità , davanti a noi non abbiamo un semplice nemico ma il demonio in persona!”.

A Gaeta, Cialdini sperimentò la prima guerra batteriologica moderna, infettando l’acquedotto di Monte Conca con carcasse di animali morti e provocando quella tremenda epidemia di tifo petecchiale che fu la vera causa che indusse il giovane Re Francesco II a porre fine all’assedio. La medesima tattica fu adottata durante la rivolta siciliana del 1866, per costringere alla resa quella Palermo che aveva osato ribellarsi alla nuova Italia.Di certo è che le esecrande e diaboliche strategie di guerra, la rappresaglia sulla popolazione inerme come arma di dissuasione, le torture e le sevizie come metodo sistematico di repressione, le Popolazioni Meridionali non le avevano mai conosciute, nemmeno durante le invasioni saracene.

Questa pagina di storia, anche se macchia pesantemente la coscienza di uno stato democratico, à ora che emerga in tutta la sua crudezza a fianco delle lusinghe risorgimentali, ammettendo, finalmente, che l’Italia è nata anche su azioni violente gravissime, “lesive della dignità della persona umana” ed in profondo contrasto proprio con quei principi di libertà che si diceva di propagare e difendere.Continuare a glorificare il risorgimento senza parlare anche dei soprusi e delle devastazioni subite dalle popolazioni Meridionali, nel maldestro intento di ricercare in esso solo il volto dorato di un’unità ottenuta con la forza e con lo spargimento del sangue di centinaia di migliaia di innocenti, non fa altro che accrescere la profonda divisione culturale, sociale ed ideologica di un Paese, di fatto, unito solo territorialmente.Le torture e le sevizie che fecero a noi Meridionali i fratelli del nord, oggi le rivediamo negli occhi della nostra gente e nella devastazione morale e culturale di una società sempre più lontana dalle nostre concezioni etiche e politiche, sempre più lontana da quel senso di rispetto, di amore e di carità per i bisognosi, gli oppressi e gli indifesi che il Signore ci ha insegnato e che un tempo erano l’anima popolare di una nazione laboriosa, pacifica ed indipendente. (Cap. Alessandro Romano).

Nel 1860 le carceri sabaude erano divenute dei luoghi di atroci sevizie, dove si consumavano nella sporcizia e nell’umidità le vite di migliaia di giovani Meridionali.Le campagne, le contrade ed i paesi delle province meridionali furono sottoposte alle più efferate violenze ed ai più esecrandi soprusi. “Quando visitai nel 1861 le prigioni di Aquila vidi, se no erro, da 700 prigionieri dell’ultima classe (militari borbonici) che giacevano ammonticchiati sulla nuda terra in antri malsani con cibo misero, da più mesi, senza che alcuno avesse mai interrogato buona parte dei prigionieri o ne avesse un elenco. Molto va attribuito al disordine della rivoluzione (sovvertimento dello Stato del Sud)). Ma fui colpito quando, informandomi presso alcun giudice, mi disse che mancando il Procurator generale titolare, chi ne faceva le veci non voleva prendersi le responsabilità di andare innanzi, tanto più che non si sapeva se il Governo volesse esser mite oppure no, come se la legge non sovrastasse al Governo…”.Generale (piemontese) Giuseppe Govone

Francesco Romeo

1 Comment

  1. Questo articolo dovrebbe esser inviato a qualche quotidiano di oggi, che simili situazioni pubblica ovviamente condannandole, e sono presenti in contesti di guerra e occupazioni ad esempio nel medioriente… E’ passato qualche secolo ma si ripetono gli stessi disumani trattamenti che nella nostra penisola si sono praticati con crudelta’ anche maggiore e sempre sottaciuta, e non ebbero invece mai la condanna che oggi ci sentiamo di dover fare riguardo a situazioni analoghe!… Ebbene, leggete: cosi’ fu fatta l’Italia unita… non e’ mai troppo tardi per una condanna! E’ giusto che si sappia!…Tutto e’ stato seppellito per non suscitare critiche al progetto unitarista nato altrove e contro i popoli dell’intera penisola… ma la violenza usata e subita non puo’ continuare ad essere ignorata! caterina ossi

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