L’EQUITAZIONE NAPOLITANA
Napoli è stata per secoli riconosciuta come centro di eccellenza e capitale mondiale dell’equitazione, un primato che si radica nella straordinaria esperienza della cosiddetta Scuola Napoletana.
A questo tema ho dedicato un libro, di cui quest’anno intendo ripubblicare una nuova edizione rivista, Arte Equestre Napolitana, con l’obiettivo di restituire al pubblico e agli studiosi un quadro più approfondito della genesi e dello sviluppo di questa tradizione, mentre parallelamente ho ripreso l’attività di allenamento in vista dei tre rilevanti eventi equestri in programma per il 2026.
Figura centrale di questa stagione è Federigo Grisone (Napoli, 1507 – dopo il 1560), cavaliere e maestro di equitazione che con la pubblicazione del trattato Gli ordini di cavalcare (Napoli, 1550) inaugurò la letteratura equestre moderna. L’opera, definita “il primo manuale organico di equitazione dell’età moderna”, ebbe un’eco vastissima, tanto da essere tradotta in francese, spagnolo, tedesco e inglese, contribuendo a diffondere in tutta Europa i principi della scuola napoletana. La sistematicità del metodo di Grisone e la sua attenzione alla formazione del cavaliere ne fecero un riferimento imprescindibile per le corti rinascimentali.
La tradizione inaugurata a Napoli non era solo espressione di abilità tecnica, ma si intrecciava con il prestigio culturale e militare del Viceregno, divenendo simbolo di un’identità aristocratica e cavalleresca che trovava nel cavallo un elemento di rappresentazione e potere.
Non a caso, le grandi scuole europee che si svilupparono successivamente – dalla francese di Pluvinel alla Scuola Spagnola di Vienna – riconobbero il debito nei confronti del modello napoletano. Napoli costituì nel Cinquecento un laboratorio unico, in cui equitazione, arte e politica si saldavano in un linguaggio comune.
Buona Equitazione a tutti !
( Gruppo Storico Napoletano )
Roberto Cinquegrana



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