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LETTERA AL PROFESSOR MASSIMO GALLI

Posted by on Mar 26, 2020

LETTERA AL PROFESSOR MASSIMO GALLI

Gentile collega, non è il momento, non ora. Solo dopo che la bufera sarà passata, lei potrà dare sfogo al suo livore. Sa perché? Perché in guerra, se ci si trova nella stessa trincea, mentre piovono le pallottole sulla testa (cioè i morti che in massima parte sono nella sua regione), non si polemizza con il commilitone sul nuovo fucile che ha portato.

L’importante è sparare! Anche perché c’è un mondo che guarda l’Italia come un Paese in ginocchio, e non è bene cominciare un gioco al massacro. Se poi partiamo con la storia delle “eccellenze” della sanità lombarda, dobbiamo citare l’eccellenza dott. Giuseppe Poggi Longostrevi, che poverino, pace all’anima sua, si tolse la vita.

Egli mise in piedi una truffa di miliardi a danno della sanità, corrompendo centinaia di medici di base che emettevano false prescrizioni per esami “costosi e inutili” (così recita la sentenza penale) da farsi presso le sue cliniche private. Poi saremmo costretti a citare il meraviglioso sistema dell’immenso Formigoni. Condannato in modo definitivo a 7 anni di carcere (che non ha scontato) per aver creato un sistema corruttivo con milioni di euro distratti dalle casse pubbliche a favore delle cliniche private, comprese il “San Raffaele” e la clinica “Maugeri”.

Poi saremmo costretti a parlare dell’assessore del celto padano Maroni (pregiudicato anch’egli tra le altre cose per un morso dato a un poliziotto), Fabio Rizzi, “Padre della riforma” della sanità lombarda), che segue solo di poco l’arresto di un altro grande esponente dell’eccellenza lombarda: Mario Mantovani, assessore di Maroni. Ma sopratutto, ci parrebbe scomodo, ricordarvi della clinica PRIVATA che praticava la medicina NAZISTA, dove si commettevano gli orrori più inconfessabili, operando malati sani, rovinandoli per sempre: la meravigliosa clinica Santa Rita di Milano e il suo eccellente primario, all’ergastolo per omicidio volontario: Pier Paolo Brega Massone, per la morte procurata a 4 pazienti e 45 lesionati permanenti.

Dalla nostra parte potremmo cominciare citando Vincenzo Tiberio, microbiologo Molisano ricercatore dell’Università di Napoli che nel 1895 scopri la Penicillina 35 anni prima di Fleming, e chissà quant’altro, ma no professore, non lo vogliamo fare, per adesso… intanto lo ha saputo? L’AIFA ha approvato la sperimentazione su 3000 pazienti. Non è questa una bella notizia? P.S. il professor Ascierto sta aspettando ancora la risposta: Se lo avete testato prima voi e funzionava, perché non lo avete subito rivelato come hanno fatto a Napoli?


Fabio Santanelli Di Pompeo, Napoletano


Professore Ordinario di Chirurgia Plastica, Sapienza Universitá di Roma.

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