Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Lo stemma delle Due Sicilie (Bandiera)Origini e Storia (V)

Posted byon Ott 2, 2026

Lo stemma delle Due Sicilie (Bandiera)Origini e Storia (V)

Tra Filippo V e Carlo VI

Con la morte di Carlo II e l’estinzione del ramo Asburgo di Spagna, a questi successe Filippo duca d’Angiò, nipote di Luigi XIV, che assunse il nome di Filippo V e applicò sul tutto dello stemma ereditato quello proprio gentilizio, tre Gigli d’oro in posizione 2 – 1 in campo d’azzurro, bordato di rosso (FIG. Vili). Tale successione fu tuttavia rivendicata dall’imperatore Leopoldo I per il proprio figlio arciduca Carlo, quale erede del primo ramo di Casa d’Austria. Di qui la guerra di successione spagnola che, tra il 1707 e il 1734, vide l’occupazione austriaca di Napoli e l’assunzione al trono di Carlo divenuto VI imperatore. Peraltro, nel 1713, con la pace di Utrecht, la Sicilia fu staccata da Napoli e data a Vittorio Amedeo duca di Savoia, mentre fu di nuovo ricongiunta a Napoli nel 1720 in base a nuovi accordi internazionali, dandosi ai Savoia la Sardegna in cambio della Sicilia.

Durante il regno di Carlo VI il su tutto costituito dai tre Gigli fu sostituito col su tutto del rosso alla fascia d’argento della casa d’Austria e il resto dello scudo, come rileviamo dall’esame della monetazione dell’epoca, rimase immutato[18], salva l’inclusione d’Ungheria e Gerusalemme e l’esclusione di Fiandra e Anversa (FIG. IX).

Carlo di Borbone e il Regno indipendente

Nel 1734 Filippo V e la sua seconda moglie Elisabetta Farnese armarono un esercito ponendone al comando 1″ ultimo loro figlio don Carlos. Questi battè a Velletri le truppe austriache, conquistò Napoli e, nello stesso anno, la Sicilia. Come è noto, Carlo, per destinazione paterna, si insediò come sovrano indipendente, VII del Regno anche se più tardi universalmente conosciuto come III di Spagna. Da allora le Due Sicilie rimasero staccate dalla Corona spagnola.

Lo stemma di Carlo è ovviamente lo stesso di quello del padre Filippo. Ma appaiono in esso alcune aggiunte destinate a rimanere incluse nello stemma definitivo delle Due Sicilie Quali i motivi? Carlo aveva assunto nel 1731 il ducato di Parma ed era stato dichiarato da Giangastone, ultimo dei Medici, proprio successore col titolo di Gran Principe di Toscana[19]. Carlo trovò quindi naturale affiancare allo scudo dinastico familiare i due scudi di Parma e di Toscana19. Nel 1736 Carlo dovette rinunciare a Parma a seguito dell’occupazione austriaca del ducato e rinunciare alla successione toscana in favore di Francesco Stefano di Lorena, ma conservò la pretesa su quei territori. Quali dunque gli stemmi di Parma e di Toscana?

Lo stemma di Parma appariva interzato a palo, ovvero diviso verticalmente in tre parti. Nella prima in alto lo scudo dei Farnese d’oro dai Gigli d’azzurro posti 3 – 2 – 1, e in basso partito d’Austria e di Borgogna antica. Nella seconda il cosiddetto Palo della Chiesa di rosso alle Chiavi legate e passate in Croce di S. Andrea accollate del Gonfalone papale. Nella terza si ripetono in posizioni invertite gli scudi della prima. Sul tutto lo scudo del Portogallo. Seguendo le dotte informazioni del Borgia al quale si rimanda[20], apprendiamo che l’inclusione nello stemma del Palo della Chiesa fu dovuto alla nomina del duca di Parma da parte del papa Paolo III a Capitano generale della Chiesa e che il Palo ne fu poi escluso per intervenuti insanabili contrasti, mentre la pretensione sul Regno del Portogallo derivò inizialmente dal matrimonio contratto dal duca di Parma e Piacenza Alessandro con Maria del Portogallo nel 1565 e dalle controversie apertesi sulla successione a quel trono. Ecco come, unito da Carlo di Borbone lo stemma di Parma al proprio scudo, lo Stemma del Portogallo entrò di nuovo in quello delle Due Sicilie (FIG. X).

[18]Settecento napoletano. Sulle ali dell’aquila imperiale 1707 – 1734, Electa, Napoli, 1994, Monete e medaglie, pagg. 388 e segg.[19]Riprodotto da O. NEUBECKER, Araldica, Origini, simbili e significato,Milano, 1980, pag. 233, Stemma dell’infante Carlo di Borbone , gran principe di Toscana e duca di Parma, 1731 -1734, in BORGIA, Op. cit.. pag. 56.[20]BORGIA A. I. H., Op. cit., pagg. 29 e segg.

fonte

https://www.eleaml.org/sud/borbone/alfiere2004_stemma.html

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*

CAPTCHA
Refresh

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam.Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.