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Lo stemma delle Due Sicilie (Bandiera)Origini e Storia

Posted byon Set 5, 2026

Lo stemma delle Due Sicilie (Bandiera)Origini e Storia

Silvio Vitale

Le origini: Normanni e Svevi

La prima dinastia che governò le Due Sicilie fu quella normanna degli Altavilla (1041 – 1194). Re Ruggiero, come riferisce Giovanni Antonio Summonte, “portò per insegna una duplicata banda, ripartita in cinque parti, cioè cinque rosse, e cinque d’argento, la qual cala dalla parte destra alla parte sinistra per traverso, posta in campo azzurro, come portarono tutti i Normanni suoi predecessori: le quali secondo la ragione della Blason dell’armi, così dicono i Tedeschi, come composte di due principali colori, e del metallo d’argento, non significano altro, che un animo invitto in acquistar dominio” [1] (FIG. I).

Dopo i Normanni, gli Svevi della famiglia Hohenstaufen (1194 – 1266) adottarono il simbolo dell’Aquila di nero, in campo d’argento per la dignità regia, e in campo d’oro per la dignità imperiale[2], riferibile quest’ultima ai soli Corrado VI e Federico II. Peraltro Federico, oltre che imperatore, fu anche re di Gerusalemme dal 1229 al 1244. Spetta a lui, dunque, anche lo scudo di Gerusalemme che descriveremo più avanti.

Mentre dell’insegna dei Normanni non v’è più traccia negli scudi che nel tempo furono rappresentativi delle Due Sicilie, l’Aquila sveva ebbe, come vedremo in seguito, sorte diversa.

Gli Angiò

Quando gli Angiò (1282 – 1496) s’impadronirono delle Due Sicilie scacciandone gli Svevi , conferirono al regno l’insegna del proprio casato, un tappeto di gigli d’oro[3] in campo azzurro, sormontato da un Rastrello rosso. Il citato Summonte spiega che l’adozione del Rastrello valse a differenziare il ramo cadetto di Carlo I d’Angiò e dei suoi successori da quello principale dei re di Francia.
E smentisce che il primo re angioino abbia, come sosteneva una tradizione erudita, adottato il Rastrello con il motto NOXIAS HERBAS (=le cattive erbe) alludende alla rimozione della mala pianta del re Manfredi scacciato dal Regno[4]. Cade ugualmente la tradizione popolare secondo cui il Rastrello avrebbe simboleggiato l’estirpazione dei Musulmani dai territori conquistati.

Aggiunge il Summonte che Carlo, “poiché ottenne le ragioni del Regno di Gerusalemme accoppiò alle sue armi quelle di quel Regno, che è un H con un I in mezzo, fra quattro crocette piccole[5]‘ (FIG.II)

A questi due scudi gli Angiò aggiunsero , a partire da Carlo III detto di Durazzo, che fu incoronato re d’Ungheria nel 1385, il relativo scudo costituito da otto Fasce di rosso e d’argento.

Gli Aragonesi

Quando, nel 1282, a seguito dei Vespri Siciliani, Carlo d’Angiò fu scacciato dalla Sicilia, la corona dell’isola passò agli Aragonesi (1282 in Sicilia, 1442 a Napoli – 1496) e fu offerta a Pietro d’Aragona, sposo di Costanza di Svevia figlia di re Manfredi.

[1] GIOVANNI ANTONIO SUMMONTE, Dell’Hìstoria di Napoli, Libro II, pag. 33. Nelle descrizioni araldiche, per destra e sinistra s’intendono quelle dello scudo, non il punto di vista di chi guarda.[2] LUIGI BORGIA A. I. H., Lo Stemma del Regno delle Due Sicilie, Firenze, 2001, pagg. 12, 13.[3] LORENZO CARATTI DI VALFREI. nel suo Dizionario di Araldica,  Mondatoli, Milano, 1997. a pag. 100, spiega che “II giglio araldi  co, a tre punte, è il più nobile tra tutti i fiori che si adoperano nel  blasone, ed è diverso da quello naturale Simboleggia la speranza,  l’attesa del bene, la purezza, il candore dell’animo, la chiara  fama, ecc”. Il giglio araldico identificabile col Giglio di Francia  viene detto anche Fiordaliso.[4] SUMMONTE, Op. cit., libro III, pag. 318.[5] Ibidem. Il Summonte, in questo passo, spiega la vera origine dello scudo di Gerusalemme, che non è quello di una Croce centrale circondata da quattro croci più piccole (come si vede in tutti gli stemmi successivi del Regno), bensì quello dell’unione delle due lettere latine H e I, iniziali di Hierusalem.Una curiosità: Se osserviamo uno stemma dei Savoia anteriore all’unificazione, vi notiamo la stessa Croce di Gerusalemme esistente nello stemma delle Due Sicilie. Quale la ragione? Quando Federico II perse il regno di Gerusalemme, ne conservò il titolo e così i suoi eredi. Il titolo passò in prosieguo ai Lusingano di Cipro, mentre gli Angiò lo rivendicavano per proprio conto. Nel 1458 Ludovico di Savoia sposò Carlona di Lusingano, ultima erede al trono di Gerusalemme, e da lei prese il nome di re. Da ciò l’inserimento della Croce nello stemma.

fonte

https://www.eleaml.org/sud/borbone/alfiere2004_stemma.html

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