L’ORO DEL REGNO
Nel 1861, con la cosiddetta Unità d’Italia, iniziò non un’epopea di fratellanza, ma una brutale annessione. Il Regno delle Due Sicilie, uno degli Stati più ricchi d’Europa, fu saccheggiato in nome dell’unità. I Savoia, coperti dalla retorica patriottica, trafugarono oltre 443 milioni di lire oro dalle casse napoletane – il doppio delle riserve del Regno di Sardegna – trasferendole a Torino. Non fu un atto d’unificazione, ma di rapina di Stato.
Il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia, tra le istituzioni finanziarie più solide dell’epoca, furono svuotati. La flotta mercantile smantellata, le industrie meridionali chiuse o delocalizzate al Nord. E il Sud, da motore economico, fu trasformato in colonia interna, serbatoio di manodopera e terra di conquista.
Oggi anche la serie Netflix Briganti comincia a raccontare, seppur romanzando, questa verità occultata per oltre un secolo: i “briganti” erano spesso ex soldati borbonici, contadini, donne, che si opponevano all’invasore piemontese. La storia scritta dai vincitori li ha chiamati banditi. Ma forse, i veri banditi indossavano uniformi sabaude.
Fonti:
L. Del Boca, Maledetti Savoia, Edizioni Piemme
N. Zitara, L’Unità d’Italia: nascita di una colonia, Jaca Book
G. Giacinto de’ Sivo, Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861
Serie Netflix Briganti (2023)
fonte
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