Alta Terra di Lavoro

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MAESTRO ENZO AMATO….GRAZIE

Posted byon Apr 4, 2016

MAESTRO ENZO AMATO….GRAZIE

siamo veramente orgogliosi come Associazione Identitaria Alta Terra di Lavoro di aver organizzato ad Atina di concerto con il comune e la biblioteca comunale e a Napoli insieme allaLibreria Neapolis il convegno sul libro La Musica del Sole  del Maestro Enzo Amato che ormai sta squarciando quel muro di silenzio sulla ambigua figura di Mozart. di seguito un articolo uscito sul Fatto Quotidiano sull’argomento.

 

Le sinfonie di Mozart che forse non sono di Mozart: “Quella firma per oscurare l’italiano Luchesi”

Dalla Jupiter alla Parigi, le opere che potrebbero essere state composte da altri autori, ma attribuite al genio di Salisburgo. Lo studio di Luca Bianchini e Anna Trombetta: “Chi acquistava la musica ne deteneva i diritti, compreso quello d’attribuirla ad altri, vincolando al silenzio il vero autore”
LaJupiter, laHaffner, laPosthorn, laParigi, laPraga. Sono tra le sinfonie di maggior successo diWolfgang Amadeus Mozart. Ma che potrebbero non essereLa caduta degli deidi Mozart. Almeno secondo due ricercatori italiani e studiosi della Wiener Klassik, Luca BianchinieAnna Trombetta che stanno per pubblicare il risultato delle loro ricerche ventennali, Mozart, la caduta degli dei, una biografia critica di Mozart che mette a fuoco “i punti contraddittori della sterminata bibliografia mozartiana: li verifichiamo e li analizziamo”. Su Mozartè stato scritto di tutto, lebiografie si sprecano, ma come fa notare il ricercatore e musicologoLuca Bianchini“ciascun biografo ha provato a dipingerciuna figura diversa del genio di Salisburgo, rendendo evidente – com’era nello spirito del Romanticismo e dei movimenti nazionalistici del Novecento – quanto di grande e di bello vi fosse contenuto”.

 

Il loro lavoro, così comeLa musica del sole del direttore d’orchestra e compositoreEnzo Amato, emerge che le sinfonie e serenate di maggior successo di Mozart sarebbero attribuibili ad altri. La Jupiter (Sinfonia n. 41, K 551), la Haffner (Sinfonia n. 35, K 385), la Posthorn (Serenata n. 9, K 320), la Parigi (Sinfonia n. 31, K 297), la Praga (Sinfonia n. 38, K 504) e altre opere. Mozart, scrive Amato, “in soli 35 anni di vita, considerando che nei primi cinque anni la produzione è scarsissima, scrive circa settecento lavori. Una media di ventitré lavori all’anno,due al mese per trent’annidi seguito. Durante i suoi frequenti spostamenti Amadeus passava molti giorni in carrozza: non credo che con le strade sterrate dell’epoca fosse possibile scrivere musica senza errori per giunta”.A corroborare le tesi degli studiosi sono i manoscritti presenti nel fondo musicale dellaBiblioteca EstensediModena, nella quale, spiegano Bianchini e Trombetta “ci sono le parti staccate dellasinfonia Jupiter, che hanno attribuito a Wolfgang Amadeus Mozart, ma che lìsono anonime. Quelle dell’anonimo autore sonodel 1784o forse precedenti. La partitura di Mozart, stessa musica, è del1788, quindi Mozart deve aver copiato da una partitura preesistente, che risale almeno al 1784”. Affermazioni che faranno saltare sulla sedia gliMozart 2 nuovo 905amanti de talento austriaco e potrebbero aprire orizzonti inediti nella storiografia musicale: “Occorre considerare – aggiungono Bianchini e Trombetta – che i problemi che il fondo di Modena solleva, non si limitano alla Jupiter. Ci sono in quell’archivio modenese altre sinfonie anonime attribuite poi a Mozart e molte anonime attribuite successivamente adHaydn”, la qual cosa potrebbe essere spiegata solo prendendo in esame alcune delle costanti che regolavano la fruizione e la diffusione musicale ai tempi del cosiddetto classicismo viennese. “La musica poteva essereacquistata da ricchi, arbitrariamente sottratta al vero autore, attribuita ai direttori a servizio dei nobili di turno. Chi acquistava la musica ne deteneva i diritti, compreso quellod’attribuirla ad altri,vincolando al silenzioil vero autore, solennizzando l’accordo col notaio”.

A far supporre che le musiche in questione potessero essere, in mezzo ad altri, anche dell’italiano (veneto) Andrea Luchesiè, oltre a diversi altri indizi, una firma autografa di Mozartsotto la quale emerge quella autografa di Luchesi, come lo stesso compositore, che per circa un ventennio fuKapellmeisterdellacorte di Bonned ebbe tra i suoi allieviLudwig Van Beethoven,andava firmandosi: “I frontespizi dei lavori di ModenaLondra, all'asta da Sotheby's il più piccolo ritratto al mondo di Mozartvennero strappati. Il nome di Luchesi compare nella partitura d’una sinfonia – trattasi della summenzionata ‘Parigi’ – conservata aRegensburg, che è significativamente anche nell’archivio di Modena, ma è stato cancellato da qualcuno, che vi ha sovrapposto la firma di Wolfgang Amadeus Mozart”. Ed è a proposito di questa sinfonia che tanto Amato quanto Bianchini e Trombetta riportano la vicenda secondo la quale Mozart, una volta giunto aParigi (nel 1777, a 21 anni) fu  cacciato dalla città poi dal baroneMelchiorre Von Grimm, dopo che quest’ultimo aveva scoperto che la sinfonia di Mozart era in realtàun falso. Una serie di circostanze e di studi che, se la storia e il tempo dovessero confermare, ridimensionerebbero il numero di composizioni di Mozart, senza di certo sfiorare la grandezza del genio.

 

  da Il Fatto Quotidiano

 

 

1 Comment

  1. Ho letto il libro La musica del sole del Maestro Amato e adesso pure quello di Bianchini e Trombetta Mozart la caduta degli dei. Sono tutti e due straordinari. Il secondo è una biografia completamente nuova che riguarda tutta la vita. Adesso ho letto il primo volume. Entrambi i libri ribaltano la visione su Mozart. Complimenti per la conferenza organizzata, e per le notizie interessanti.

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