Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Martin Lutero di Angela Pellicciari

Posted by on Gen 30, 2020

Martin Lutero di Angela Pellicciari

L’Italia politica nasce 150 anni fa partorita da un pugno di protestanti e liberal-massoni alleati delle grandi potenze protestanti e liberal-massoniche. Da allora di Lutero, in Italia, non si fa che parlar bene. Padre della modernità e dello spirito di libertà sempre osteggiato da Roma, si dice.

Chi era Lutero? Ho appena pubblicato un libro che chiude la mia ventennale attenzione per il Risorgimento. Chiude nel senso che descrive le dinamiche che ne sono all’origine. Come sempre faccio mi sono concentrata sulle fonti e cioè sugli scritti di Lutero. Se si parte dagli scritti il pensiero di Lutero diventa incomprensibile. Nel senso di pieno di contraddizioni violente e insanabili. Con conseguenze drammatiche.

Qualche esempio: in nome della libertà, libertà da Roma, dal magistero, dal papa, dalla gerarchia, Lutero consegna la vita della Chiesti alla “santa” volontà dei principi. La libertas ecclesiae è annullata per volere di un monaco che riporta l’orologio della storia indietro di 1.500 anni quando ancora non esisteva la distinzione tra Cesare e Dio.

Libertà? Sì, e assoluta, ma solo per i principi. Quando i cavalieri e i contadini (cioè il popolo) ne pretenderanno un po’ anche per loro, sarà guerra e guerra spietata. Benedetta e incoraggiata dall’uomo di Dio, all’origine di un assolutismo allora sconosciuto in Europa, diretto antenato della statolatria moderna.

Libertà? Lutero nega che la volontà umana sia libera. La vita dell’uomo dipende dalla lotta che Dio e Satana combattono per aggiudicarsi la sua anima. Dio crea gli uomini per mandarli o all’inferno o al paradiso senza che questi possano minimamente incidere sulla loro sorte: doppia predestinazione. Le opere non contano perché, essendo la volontà schiava, le persone non sono responsabili delle proprie azioni. Tra le opere impossibili da compiere ci sono i voti monastici che Lutero nega alla radice: se ci impegnassimo per sempre, per tutta la vita, che fine farebbe la nostra libertà? Seguendo questa logica (radicalmente contrastante con le premesse) i voti, tuttalpiù, potrebbero essere emessi pro tempore: fino a quando saremo in grado di osservarli. Siamo di fronte a uno dei passaggi costitutivi della modernità: quello che dalla libertà della volontà porta alla libertà sganciata dalla verità. Al libero desiderio. Lutero apre la strada a quel relativismo affettivo-sentimentale che rende l’uomo schiavo della volubilità delle passioni. Con lui finiscono le scelte fatte per sempre. Nella buona e nella cattiva sorte. Scelte assolute che poggiano sul comandamento divino di essere santi perché Lui è santo. Che poggiano sull’onnipotenza dell’amore di Gesù, figlio di Dio incarnato, unita alla libertà della nostra volontà.

La libertà tratteggiata da Lutero si coniuga con l’odio: per Roma, per il papa e per gli ebrei. Nel testo Su gli Ebrei e le loro menzogne Lutero auspica la distruzione di tutte le sinagoghe e delle stesse case private degli ebrei. Che lavorino! “Sia imposta”, scrive, “la fatica ai Giudei giovani e robusti, uomini e donne, affinché si guadagnino il pane col sudore della fronte”. Non fa meraviglia che nel 1936 sia Hitler a ristampare il testo scritto nel 1543 dal padre spirituale della Germania, apostrofato con gli appellativi di Hercules Germanicus e Propheta Germaniae.

Quanto al papa e a Roma il fatto che continuino a esistere nonostante il monaco rivoluzionario li abbia scomunicati con tutte le sue forze è, per Lutero, un’ossessione. Un’ossessione insopportabile. Abolito il culto cattolico, distrutte le immagini ritenute idolatriche della devozione a Maria e ai santi, Lutero compone, fa incidere da Lucas Cranach il Vecchio, e diffonde a tappeto, immagini blasfeme, immonde, su Roma, sui monaci e sul papato. Immagini che faranno scuola ai rivoluzionari francesi. Di queste immagini si è persa la memoria. All’inizio del Novecento due gesuiti le hanno con fatica riportate alla luce, poi più nulla. Ne ristampo alcune in appendice.

Grazie a Dio il flagello luterano è rimasto al di là delle Alpi. Perlomeno fino a metà dell’Ottocento.

segnalato da Raimondo Rotondi

1 Comment

  1. Una bella coppia.. ma nessuno mai osa parlare di Hitler che si è ispirato a Lutero a proposito degli ebrei, e non solo, anche se sono gli unici che oggi ci fanno sentire tutti in colpa… cioè veramente lucrano sulle loro disgrazie, quando non sono stati i soli a subire le follie di onnipotenza di Hitler…sei milioni di vittime tra gli ebrei, ma altrettanti appartenenti ad altre categorie che a rigore non c’entrano… oppositori ideologici filocomunisti, omosessuali, zingari che sommati risultano essere altrettanti milioni di cui non si parla mai… A trarre vantaggi, si fa per dire, delle loro disgrazie facendoci sentire tutti in colpa sono rimasti solo gli ebrei…e non si dice che ebrei erano pure i grossi banchieri che finanziarono Hitler, e furono complici oculati delle ruberie di tutto che era arte in giro sia presso privati che di collezioni pubbliche… E, chissà per quale miracolo della storia, non si accenna mai neppure ad un altro personaggio allevato, in Germania e poi in Svizzera, che fece cento milioni di vittime in Russia… Insomma, stragi negli ultimi secoli, dalla rivoluzione francese in poi, l’Europa ne ha una collezione…ma solo gli ebrei sono riusciti a volgerle a loro vantaggio e a farci sentire tutti in colpa!…caterina

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