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Maryland (USA): verso la legalizzazione dell’infanticidio? di Fernando Di Mieri

Posted by on Mar 15, 2022

Maryland (USA): verso la legalizzazione dell’infanticidio? di Fernando Di Mieri

Non ci vuol molto oggi per essere pessimisti. Ricordo bene quando già negli anni Settanta potevo leggevo scritti di teorici dell’infanticidio come Michael Tooley. Ne parlavo con amici e questi mi dicevano che si trattava di esercitazioni accademiche. I miei timori erano ben altri.

L’attuale insistenza di troppe e troppo importanti istituzioni sulla cosiddetta “salute riproduttiva delle donne” in realtà tradisce l’intenzione di disporre della vita altrui anche quando questa non è ospitata nel seno materno. Di seguito riporto un articolo di Steve Warren sul gran lavorio che uno stato come il Maryland sta facendo in questi mesi, dopo aver constatato il fallimento di ogni tentativo di blocco della notissima legge texana detta del battito cardiaco (Hearbeat Act) e nel timore che la Corte Suprema (a maggioranza conservatrice) possa capovolgere l’impostazione dettata dalla sentenza Roe vs. Wade (1973). Nell’articolo si parla di due iniziative politiche di grande importanza per mostrare come l’oltraggio della vita sia ormai un punto qualificante in certe proposte politiche. In questo momento preferisco evitare ogni commento alle proposte di legge in questione. Invito solo a riflettere su alcuni punti del “Senate Bill 668”: a) ormai si parla di disponibilità della vita perinatale (non soltanto prenatale); b) il bambino non nato non è degno di alcuna tutela, se così vuole la madre; c) si parla di diritto delle persone alla libertà riproduttiva (non erano solo le donne a partorire bambini?). Insomma, c’è molto da riflettere.

In vista della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti (attesa per quest’estate), che potrebbe sovvertire la Roe v. Wade, il Maryland è lo stato che più di recente prova a inserire l’accesso all’aborto nella sua costituzione.

Due disegni di legge ora all’esame delle istituzioni competenti puntano a questo obiettivo. La “House Bill 1171” intitolata “Dichiarazione dei diritti – Diritto alla libertà riproduttiva” ( ….. )  è una proposta di emendamento alla Costituzione del Maryland, in base al quale “ogni persona, come nucleo e centro dei diritti individuali alla libertà e all’uguaglianza, ha il diritto fondamentale alla libertà riproduttiva; vieta allo Stato di negare, gravare o ridurre direttamente o indirettamente tale diritto, a meno che non sia giustificato da un prevalente interesse conseguito con i mezzi meno restrittivi”.

Se tale proposta venisse approvata dalla legislatura, gli abitanti del Maryland voterebbero l’emendamento proposto alle elezioni generali di novembre.

L’altra legge si chiama “Senate Bill 669”, o “Pregnant Person’s Freedom Act of 2022” (Legge sulla libertà della persona in stato interessante. NdT).

Lo scopo viene sintetizzato in questi termini: “[…] modificare alcune disposizioni di legge relative all’interruzione della gravidanza e alle indagini o sanzioni penali o responsabilità civili per una persona incinta o una persona che assiste una persona incinta; proibire che una certa disposizione di legge che richiede l’interruzione della gravidanza da parte di un medico autorizzato sia interpretata come applicabile a una certa persona incinta; e generalmente relativa all’interruzione della gravidanza.”

Il disegno di legge ribadisce l’attuale legge statale, che priva le persone non ancora nate di ogni diritto.

Vi si legge infatti: “Niente in questa sezione deve essere interpretato come un voler conferire personalità o un qualsiasi diritto al feto”.

I sostenitori della vita avvertono che con questa legge, un bambino sopravvissuto a un aborto potrebbe essere lasciato morire senza cure. Ma il provvedimento, secondo quanto riferito, va ancora oltre. Nessun tipo di indagine legale sarebbe consentito né ci sarebbe alcuna pena applicabile a chiunque sia coinvolto nel lasciare morire un bambino.

L’”American Center for Law and Justice”  (ACLJ) mette in guardia a proposito dei due progetti di legge del Maryland, specialmente a proposito del Senate Bill 669, che, secondo lo studio legale no-profit sui diritti costituzionali e religiosi, potrebbe “legalizzare efficacemente l’infanticidio”.

In un post sul blog, l’avvocato dell’ACLJ Olivia Summers ha chiarito: “Il disegno di legge propone anche una revisione dello statuto dell’assassinio/omicidio colposo fetale che bloccherebbe le indagini sulle morti infantili non legate all’aborto. In altre parole, questa legge legalizzerà effettivamente l’infanticidio”.

Il disegno di legge citato recita: “Questa sezione non può essere interpretata per autorizzare qualsiasi forma di indagine o sanzione per una persona . . . che sperimenta una . . . morte perinatale legata a un mancato intervento”.

“In altre parole, un bambino nato vivo e vegeto potrebbe essere abbandonato e lasciato morire di fame o di freddo, e non si potrebbe fare alcunché per punire quanti hanno preso parte a quella morte crudele”, ha notato Summers. “Il progetto di legge include anche una sezione che permetterebbe a ‘una persona {di intentare una causa per danni se la persona è stata soggetta ad arresto illegale o indagine penale per una violazione di questa sezione come risultato di […] aver sperimentato una […] morte perinatale.'”

Summers ha anche sottolineato che secondo questa proposta di legge, se un bambino è morto per essere stato abbandonato, e la polizia indaga e arresta la persona responsabile, la madre potrebbe fare causa alla polizia e ottenere un risarcimento per essere stata indagata e arrestata.

L’avvocato associato dell’ACLJ ha anche avvertito che, poiché il linguaggio del disegno di legge non è chiaramente definito, la misura “potrebbe impedire qualsiasi indagine sulla morte dei neonati fino ad almeno sette giorni DOPO la loro nascita, e potrebbe estendersi a neonati di quattro settimane!

“Non c’è una chiara definizione del termine ‘perinatale’ nel Maryland Code”, spiega Summers. “Notate che il termine usato nella legislazione è ‘perinatale’, non prenatale. Prenatale significa naturalmente ‘prima’ della nascita. La definizione medica di ‘perinatale’ è molto diversa: “Il periodo perinatale è definito in diversi modi. A seconda della definizione, inizia tra la 20a e la 28a settimana di gestazione e termina da 1 a 4 settimane dopo la nascita”.

Il Maryland ha già la sua legge sul “rifugio sicuro”. La legge impedisce a qualsiasi persona che lascia un neonato illeso di non più di 10 giorni con un adulto responsabile e poi non torna per il bambino non può essere considerato civilmente responsabile o perseguito penalmente.

“Questo disegno di legge fornisce protezione legale agli individui che possono costringere le donne ad abortire, compresi quanti commettono abusi sessuali e i trafficanti di sesso. Il disegno di legge lega le mani dello stato e impedisce alle forze dell’ordine di indagare o perseguire i delinquenti sessuali, i trafficanti di sesso, e autorizza questi predatori a continuare ad abusare delle loro vittime”.

Scrivendo per The National Review, Wesley J. Smith ha avvertito che tali disegni di legge porterebbero a permettere “iniezioni letali” su neonati lasciati morire.

“Sulla base dell’attuale traiettoria dei sostenitori, tali proposte alla fine si estenderanno a permettere l’infanticidio attivo, che è già promosso come legittimo moralmente da molti nella bioetica tradizionale, e che attualmente è permesso nei Paesi Bassi sui bambini malati terminali e quelli nati con gravi disabilità”, ha scritto Smith. “Dopo tutto, una volta che la legge permette la morte per abbandono, permettere le iniezioni letali sarebbe visto come più ‘umano’ della sofferenza prolungata che altrimenti sarebbe causata”.

“Non c’è assolutamente alcuna ragione per il tentativo del “Maryland Senate Bill 669” di impedire che qualcuno che lasci morire il proprio bambino venga indagato. Questo disegno di legge espone ulteriormente la completa mancanza di considerazione che i sostenitori dell’aborto hanno per la vita umana innocente”, ha scritto. “Se vogliono veramente proteggere la vita e le donne, allora i legislatori potrebbero semplicemente estendere la durata della disposizione di approdo sicuro già in vigore. Ma chiaramente non è questo l’obiettivo”.

L’organizzazione pro-vita Maryland Right to Life ha anche notato sul suo sito web che la legge potrebbe legalmente proteggere gli abusatori sessuali e i trafficanti di sesso che potrebbero costringere le donne ad abortire.

[…]

Steve WARREN, CBN NEWS

https://www1.cbn.com/cbnnews/us/2022/march/aclj-warns-proposed-maryland-senate-bill-could-legalize-infanticide-up-to-28-days-after-birth

(Traduzione di Fernando di Mieri)

3 Comments

  1. Un tema complesso e infinito… affidato a chi?…alle coppie? ..ma quali coppie??…alla madre? .. alla medicina?… alla societa’?… La prima chiamata in causa comunque resta la donna, alla quale va in prima istanza ogni appoggio, perche’ l’aborto avviene nel suo corpo se non accetta la gestazione e la nascita di un nuovo essere vivente. Tutto ok se c’e’ il padre e la donna non ha subito violenza… ma se non c’e, o se e’ dubbio, a decidere se portare a compimento la gestazione e’ comunque la donna, alla quale in primis va tutto il supporto insieme alla responsabilita’ di una decisione, che si impone quanto prima… Eterno dilemma: fino a quando puo’ decidere lecitamente, ovvero con aiuto della scienza medica?.. Ma una donna che subisce violenza va in primis protetta, perche’ lei e’ viva. caterina OSSI

  2. Non so cosa dicono le statistiche… Per la donna l’aborto e’ sempre un fatto traumatico… credo che vi acceda comunque nella maggior parte dei casi indotta dal dubbio di chi sia il genitore…padre? caterina ossi

  3. ho letto il terrificante articolo (avevo iniziato a farlo dopo averlo notato sul tuo canale Telegram, ma non avevo retto).
    La situazione è più grave di quanto sembri e denota il totale rifiuto dell’intelligenza da parte dei gestori dei mass-media e dei politicanti
    gianandrea de antonellis

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