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Massoneria: storia e contenuti

Posted by on Mag 28, 2022

Massoneria: storia e contenuti

Quando si parla di Massoneria si ha subito l’impressione si inoltrarsi nella sabbie mobili. Tutti ne parlano; ma quando si desidera specificarne storia e contenuti allora si nota una grande incertezza. Questo può dipendere sia dal ‘segreto’ al quale gli iscritti al movimento sono tenuti come anche dal poco impegno nello studio di tale fenomeno ma specialmente da vaghe nozioni che si sono apprese sui banchi di scuola e non più approfondite.

Breve storia della Massoneria
Il nome Massoneria è stato assunto dal tipo di attività che veniva svolta. Per edificare le grandi costruzioni si dovevano lavorare ‘massi’, blocchi di pietra. Da ‘masso’ deriva Massone. Questi ultimi erano gli operai, scalpellini, tagliapietre addetti alla lavorazione dei ‘massi’ di pietra e di marmo.
Una osservazione preliminare: la Massoneria attuale, pur conservando il nome ed i simboli non ha niente a che vedere con questa antica Massoneria.
Normalmente l’evoluzione della Massoneria viene distinta in tre periodi.
Primo: periodo antico. Si rifà all’antichità classica (Medio Oriente, Egitto). I costruttori del medioevo intravidero le loro radici storiche nella costruzione dei grandi monumenti, piramidi, templi, edifici, eseguiti dai loro antenati.
Secondo: periodo medievale. Il nome ‘Massoneria’ veniva assunto dalle Corporazioni formate da maestranze ed operai incaricati di costruire le Cattedrali. Lo scopo dunque era eminentemente religioso, sacro. Per questo, edificare la casa di Dio, tutti gli addetti dovevano essere profondamente religiosi e cattolici e fare una Professione di fede in Dio Grande Architetto dell’Universo, il primo Massone e protettore della categoria.
Gli imperatori, tenendo conto della finalità sacra di questa attività esonerarono le corporazioni massoniche dal pagamento di alcune tasse. Da qui il nome di Liberi Muratori (Francs Maçons, Free Masons).
La Loggia era il locale delle riunioni.
Il segreto era motivato per non svelare i… segreti del mestiere.
Con il tempo le cose cambiarono. Un inizio di trasformazione fu motivato da due fattori.
Con la fine del medioevo si smise anche la costruzione delle grandi cattedrali. Di conseguenza queste corporazioni diminuirono di numero, di personale.
Inoltre l’uomo del rinascimento avvertiva ancora l’importanza di una formazione religiosa. Non trovandola altrove, chiese ‘ospitalità’ in queste corporazioni massoniche che conservavano ancora viva questa esigenza.
Questo fattore provocò verso il ‘600 in Inghilterra un fenomeno che avrebbe essenzialmente cambiato la struttura e finalità della Massoneria medievale. Furono infatti assunti anche membri estranei all’arte rnuratoria, specialmente nobili ed intellettuali, attratti dai principi di fratellanza. La loro presenza era semplicemente tollerata, accettata (accepted massons) in vista di protezione ed aiuti che potevano derivare alla corporazione.
Con il tempo, nel generale decadere delle corporazioni artigiane, i ‘Liberi Muratori Accettati’ finirono per prevalere anche come numero. Le Logge allora persero il loro carattere iniziale per assumere quello di associazioni più o meno mondane, pur conservando rituali e simboli dell’arte rnuratoria.
Così nello spazio di circa due secoli si entrò nel terzo periodo: il passaggio dalla Massoneria operativa alla Massoneria speculativa, in quanto i nuovi adepti appartenevano alla sfera intellettuale ed aristocratica.
Terzo: periodo moderno. Il suo inizio risale ad una data ben precisa.
Il 24 giugno 1717 a Londra, festa di S. Giovanni evangelista, quattro Logge si fusero insieme, sotto la guida di un protestante francese, Jean-Théophile Désaguliers membro della Royal Society, dando vita alla Grande Loggia di Londra, abbandonando definitivamente ogni carattere di associazione di mestiere. Da questo momento la Libera Muratoria da operativa si trasformò in speculativa, assumendo l’aspetto di un’ associazione chiusa e segreta, praticante determinate attività, anche civili e sociali.
Questa Gran Loggia di Londra desiderava darsi statuti propri. Per questo incaricò il pastore protestante James Anderson ed il già nominato Desaguliers per stenderne la redazione. Il 17 gennaio 1723 fu approvata la prima edizione nota come Costituzioni di Anderson, divenute la Magna Charta della Massoneria universale.
La prima fase di questo nuovo periodo fu caratterizzata da una fede religiosa e da filantropia. Si richiese ancora l’accettazione dell’articolo di fede nel Glorioso Architetto dell’Universo. Furono conservati i tre gradi di apprendista, compagno e maestro.
Seconda fase: dopo il 1720 la massoneria si estese nel continente. Le logge riconoscono come suprema autorità dell’Ordine la Grande Loggia di Londra. In Italia sorse verso il 1730.
Terza fase: si abbandona la struttura inglese dei tre gradi (massoneria azzurra) e si inaugurano gli alti gradi (massoneria scozzese).
Quarta fase. A cavallo tra il ‘700 ed ‘800 si può porre l’inizio della vera cultura massonica. Sotto l’influsso del positivismo, dell’enciclopedismo e da tendenze anarcoide politiche fu abbandonata l’idea religiosa per andare verso un agnosticismo di stampo materialista ed anticlericale.
Con la seconda metà dell’800 la massoneria perde completamente la sua unità ideologica e culturale.
La Massoneria speculativa in poco tempo si estese in tutta l’Europa: Francia (1721), Olanda (1725), Spagna (1726), Russia (1732), Italia (1724 o 1735), Svezia (1735), Svizzera (1736), Polonia (1739), Austria (1742), Danimarca (1743), Norvegia (1745). In America (Massachussets-1735).

Massoneria in Francia.
E’ intervenuta molto nella storia francese ed ha assunto una decisa carica anticlericale. Alla fine dell’800 si pone il problema della separazione della Chiesa dallo Stato.
Introdotta dall’Inghilterra nel 1721, fondò la prima Loggia nel 1725 a Parigi che verrà chiamata Grande Loggia di Francia. Dopo gli Statuti pubblicati nel 1773 prende il nuovo nome Grande Oriente di Francia.
All’inizio accettò l’accettazione di fede di Londra. Nel 1746 il Gran Maestro della Massoneria in Francia nel suo testamento dichiarava espressamente di morire come ‘fedele figlio della Chiesa Cattolica’. Con il tempo l’adesione religiosa scomparve del tutto.
Nel 1865 si confermò la scelta antireligiosa e anticlericale abolendo l’articolo di fede in Dio.
Nel 1922 il Partito Comunista Francese dichiarò per i suoi membri l’incompatibilità di essere iscritti alla Massoneria.

Massoneria in Italia.
Gli inizi sono un po’ dubbi. Alcuni sostengono un primo insediamento nel 1724 a Roma dove avrebbe operato una pseudo-loggia dei Gorgomoni; altri ne pongono la nascita solo nel 1735 con l’introduzione di una regolare Loggia sulle rive del Tevere.
Durante il Risorgimento la Massoneria non operò in maniera diretta. E’ tuttavia indubbio che le Società Segrete ne furono derivazioni ed affiliazioni. Molti uomini politici e rivoluzionari ne erano iscritti (p. e. Crispi, Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele II). Il corrispondente italiano della Massoneria era la Carboneria, organizzata in ‘Vendite’, corrispondente alle Logge nella Massoneria.
Porto soltanto qualche esempio per mostrarne l’incidenza nella società e l’accanimento contro la Chiesa. Nel 1819 l’Alta Vendita italiana emana queste istruzioni: “Schiacciate il nemico, ovunque esso sia, schiacciatelo con potenza a forza di maldicenze e di calunnie… Dovete sembrare semplici come colombe, ma sarete prudenti come i serpenti… Dovete presentarvi con tutte le apparenze dell’uomo serio e morale. Una volta che la vostra buona reputazione sia stabilita nei collegi, nei ginnasi, nelle università, nei seminari, una volta che abbiate catturato la confidenza di professori e studenti, fate in modo che a cercare la vostra compagnia siano soprattutto quanti sono arruolati nella milizia clericale… Si tratta di stabilire il trono degli eletti sul trono della prostituta di Babilonia: che il clero marci sotto la vostra bandiera mai dubitando di seguire quella delle chiavi apostoliche” (1) (J. Crétineau-Joly, L’Eglise romaine en face de la Révolution, Paris 1861, vol. II. P. 76-78; da ricordare che secondo il loro linguaggio la prostituta di Babilonia è la Chiesa cattolica).
Un’astuzia è stata quella di usare il termine ‘anticlericalismo’ e non ‘anticattolico’. “Il termine ‘anticlericalismo’, comunemente utilizzato per descrivere l’atteggiamento dei liberali nei confronti della Chiesa in questo periodo, è decisamente inappropriato. Qui non si osteggia né il clero, né una parte del clero: si combatte la Chiesa cattolica in quanto tale. La stessa fortuna del termine attesta i risultati di quella lotta: se ancora oggi si parla dell’anticlericalismo dei liberali dell’Ottocento, ciò significa che la campagna orchestrata ai danni della Chiesa ha ottenuto un successo duraturo. Quella campagna, infatti, ha uno dei suoi punti di forza nel saper confondere le acque, impedendo ai cattolici di rendersi conto del vero bersaglio: la Chiesa cattolica… La politica anticattolica è infatti l’unico ‘valore’ che accomuna gli sforzi di gruppi politici estremamente eterogenei: monarchici, repubblicani e socialisti, liberali di destra e di sinistra, massoni nazionali e internazionali” (2).
La stessa Autrice nelle p. 133 ss. sottolinea come il pensiero massonico e liberale coincidevano nel tentativo di appropriarsi della scuola per distruggere lo spirito religioso (l’attaccamento alla Chiesa) nei giovani.
Di fronte alla scomunica, la Massoneria ha negato alla Santa Sede il diritto di scomunicarla.
Nell’aprile 1914 Mussolini al XIV Congresso Socialista dichiarò la non compatibilità tra socialisti e Massoneria (3).
Il fascismo la sciolse con un provvedimento del Gran Consiglio il 13 febbraio 1925. Dopo la liberazione si è ricostituita con obbedienze dipendenti dal Grande Oriente di Francia e dal Rito Scozzese.

Massoneria: contenuti
Le Costituzioni di James Anderson costituiscono il documento più significativo del passaggio dalla Massoneria operativa a quella speculativa. Propongono un’utopia di religione naturale con temi di umanitarismo, cosmopolitismo e tolleranza.
Lo stesso Anderson ne curò una nuova edizione del 1738.
In ambedue le redazioni appare manifesta la preoccupazione di rimediare in qualche modo agli effetti della riforma protestante, cercando di stabilire pacifica convivenza sulla base della aconfessionalità e dello spirito di tolleranza. In particolare si nota il tentativo di staccare definitivamente la Massoneria dal cattolicesimo per inserirla nell’anglicanesimo. E’ vero che ambedue le redazioni fanno un richiamo alla Bibbia come norma dottrinale e morale, ma in una forma così vaga e indeterminata da potervi accogliere persone d’ogni setta ed opinione religiosa. Del resto insistere molto sulla Bibbia staccandola dal magistero della Chiesa è già un passo esplicito verso il protestantesimo.
Delle quattro parti in cui sono divise le Costituzioni, notevole è la seconda contenente i punti fondamentali della Libera Muratoria, le caratteristiche antropologiche e sociali della Massoneria attuale.
L’Art. I si riferisce ai doveri dei massoni riguardo a Dio ed alla religione: “Un massone è per sua natura obbligato a seguire la legge morale e se intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Nei tempi antichi i massoni erano obbligati a seguire la religione dominante nel loro Paese, qualunque essa fosse; oggi si ritiene più conveniente vincolarlo unicamente a professare quella religione sulla quale tutti gli uomini concordano, lasciando ciascuno libero delle proprie opinioni, cioè di essere uomini buoni e leali, onesti e probi quali che siano le denominazioni o le persuasioni che le possono distinguere; per cui la Massoneria diventa il Centro di unione e il mezzo per conciliare sincera amicizia tra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti”.
Il II Art. invece descrive l’atteggiamento della Massoneria di fronte allo Stato: “Il massone deve essere un pacifico suddito dei poteri civili, qualunque sia il luogo ove lavori o risieda, e non deve mai essere coinvolto in complotti o cospirazioni contro la pace e il benessere della nazione, né mancare ai suoi doveri nei confronti dei magistrati inferiori… Se un Fratello si ribella contro lo Stato non lo si deve appoggiare nella sua ribellione”.
Nell’Art. VI si evidenzia l’obiettivo unificatore: “Non bisogna dire né fare nulla che offenda o metta in pericolo la libera conversazione, perché guasterebbe la nostra armonia ed i nostri lodevoli propositi. Pertanto non si promuoveranno dispute né discussioni private nell’ambito della loggia e tanto meno contese sulla religione, nazioni o politica dello Stato, perché in quanto massoni non solo siamo membri della religione universale ma anche di tutte le nazioni, lingue e razze e ci opponiamo ad ogni lotta di parte perché non ha mai contribuito, né mai lo potrà, al benessere delle logge” (4). Da queste Costituzioni non si può dedurre l’atteggiamento negativo contro la religione, ed il cattolicesimo in particolare, aspetto che si è maggiormente affermato nell’Ottocento. Tuttavia è possibile riscontrarvi elementi introduttivi che ne hanno aperto la strada.
Il concetto fondamentale su cui poggia lo stato massonico è quello della libertà della religione: ognuno è libero di praticare la religione che preferisce; lo Stato non può intervenire né mostrare preferenze per una piuttosto che per un’altra. Per lui tutte le religioni sono uguali ed hanno pari diritti.
Ad una lettura superficiale può apparire che questi principi siano carichi di equilibrio e rispecchino molto bene il diritto naturale e la dottrina del Concilio Vaticano II. In realtà, ad una riflessione più attenta e matura, questa visione è pregna di ambiguità ed apre la strada al più gretto laicismo. Come poi si è realizzato nella storia, lo Stato che nel diritto si mostra ‘aperto’ verso tutte le religioni, in realtà non ne fa propria nessuna, finisce con il disconoscere un Dio sopra di lui (Stato agnostico ed ateo), si sente svincolato da una legge morale. Di conseguenza lui si erge a divinità (Stato totalitario-dittatoriale) ed ai propri sudditi lui stesso si pone come inventore e fondamento della norma morale (Stato etico).
Inoltre la religione viene ridotta ad un fatto puramente privato. La sua pratica viene presentata come qualcosa che può nuocere all’armonia del genere umano e alla concordia.
Salta il principio di un riferimento oggettivo (legge naturale) ma prevale il soggettivismo etico: ognuno può diventare legge di se stesso, ciascuno può formarsi una morale ‘su misura’.
Il problema religioso ed i riferimenti morali diventano irrilevanti. Uno Stato non può permettersi di esprimere un suo parere ‘etico’ sulla vita cittadina. Per cui l’ateismo può risultare un fatto positivo. Comportamenti considerati immorali (specialmente in ambito sessuale) vengono a perdere questa connotazione e possono diventare non solo legittimi ma perfino auspicabili (facilitati anche da certe correnti di ambigua interpretazione della psicoanalisi).
Non si arriva a negare un Dio trascendente ma lo si emargina dal tessuto sociale. Lo stesso matrimonio e famiglia, che sono alla base e fondamento della società civile, perdono la loro valenza e riferimento religioso. Per cui si possono avere più tipi di famiglia e forme di vita parallele al matrimonio (convivenze, coppie gay, scambi di coppie…).
Potremmo sintetizzare il pensiero massonico nella formula: “Non serviam-Non servirò” a Dio.
Dal punto di vista cattolico, inoltre, sminuisce completamente il valore unico della religione cristiana, depositaria dell’unica salvezza operata da Cristo e del contenuto della rivelazione. Non per niente, nella evoluzione della dottrina e prassi massonica, gli strali si sono appuntati maggiormente contro la religione cristiana, specialmente nella forma cattolica, contro il Papa vicario di Cristo e contro la dottrina rivelata.
Eliminato dunque il problema religioso e morale, alla luce di una falsa interpretazione della modernità, l’attenzione massonica si pone praticamente al benessere dello Stato.
In realtà il problema religioso è accantonato, come si evince dall’intento di opporsi a qualunque formula e pratica religiosa.
Riporto un citazione: “Nello stato massonico il problema, almeno apparentemente, non è più per nulla religioso, ma solo politico. Dico ‘apparentemente’ perché, in realtà, sia pure sotto la forma negativa della persecuzione selvaggia e feroce e subdola e corruttrice, la religione resta sempre l’interesse primario; basta pensare alla rivoluzione liberale francese e a quella comunista russa; inoltre, è noto quale rilievo rivestono nell’ambito delle sette massoniche la magia e il culto satanico. In questo clima di politicizzazione, l’uomo moderno viene invitato a scegliere tra formule politiche, ideologiche, partiti; la religione e la morale vengono considerati fatti privati, socialmente e praticamente irrilevanti, così come irrilevanti, di conseguenza, appaiono, nelle prospettive della società e del diritto odierni, appunto il bene e il male. Il compito di guidare lo Stato, quindi, viene affidato alle ideologie e ai partiti che le incarnano: ognuno di essi propone la sua ricetta di felicità” (5).
Ora si può comprendere perché alcuni partiti hanno considerato inconciliabile l’iscrizione al partito e contemporaneamente alla massoneria
Ripeto:questo non emerge direttamente dalle Costituzioni di Anderson. Lui però ne ha posto le premesse. In seguito questi obiettivi sono emersi con chiarezza nei programmi massonici. E’ sufficiente leggere semplicemente alcune delle 40 conclusioni del Congresso Internazionale di Buenos Aires del 1906:
“n. 3) E’ necessario adottare una morale più ampia e generosa e liberarsi da quella vacua, imbecille morale ecclesiastica;
n. 4) Si deve stabilire il divorzio;
n. 7) L’insegnamento pubblico deve essere laico;
n. 8) L’insegnamento dogmatico e le pratiche religiose costituiscono un ostacolo per il recupero dei reclusi; pertanto devono essere bandite dal regime penitenziario;
n. 15) I conventi femminili devono essere aboliti;
n. 17) La scuola laica è l’unica che risponda agli interessi della società moderna;
n. 18) E’ necessario impedire la fondazione di nuovi conventi;
n. 20) Bisogna dare maggior spazio all’istruzione laica dello Stato ed esercitare il più severo controllo sull’istruzione data dai privati;
n. 22) Gli ordini religiosi devono essere aboliti;
n. 27) Si riconosce la necessità di creare a Roma un giornale combatta il Vaticano;
n. 33) Le processioni pubbliche devono essere abolite in quanto pericolose per la pubblica tranquillità” (6).

Massoneria e Chiesa.
E’ comprensibile che da quando la Massoneria assunse un carattere areligioso, laicista ed anticristiano, la Chiesa dovette illuminare i fedeli, come in seguito hanno fatto anche alcuni partiti per i loro iscritti.
La prima condanna fu emanata da Clemente XII con la Lettera Apostolica In Eminenti, 28 aprile 1738. Si comminava la scomunica riservata al Sommo Pontefice agli aderenti al movimento e si ordinava ai Vescovi di procedere contro i Massoni in quanto ritenute persone sospette di eresia (7). Benedetto XIV rinnovò la scomunica con la Costituzione Providas (18 maggio 1751).
Stessa condotta fu seguita da Pio VII (Ecclesiam a Iesu Cristo del 13 settembre 1821) (Enchiridion delle Encicliche, vol. 1, EDB., 1994, p. 1450-1461).
Da Leone XII (Ubi primum ad summi del 5 maggio 1824) (Enchiridion delle Encicliche, vol. 1, EDB., 1994, p. 1152-1169).
Pio IX, Costituzione Apostolicae Sedis.
Di fronte a queste scomuniche, la Massoneria ha contestato alla Santa Sede il diritto di scomunicarla: “I cattolici romani non sono tenuti a obbedire agli ordini del Pontefice, come capo della Chiesa, se non nelle materie puramente ecclesiastiche, o di giurisdizione spirituale. Ora, l’Associazione massonica non essendo ecclesiastica, né occupandosi menomamente di religione, egli è evidente che nell’emanare un ordine a suo riguardo, i Papi oltrepassarono i limiti della loro giurisdizione… Ognun vede del resto come con pretesti speciosi la Corte romana abbia voluto e voglia arrogarsi il diritto di intervenire in affare temporali” (8).
Ma la Santa Sede non si è lasciata impressionare. Per cui i Pontefici seguenti hanno seguito le orme dei loro predecessori.
Leone XIII enciclica Humanum Genus, 20 aprile 1884 (Enchiridion delle Encicliche, vol. 3, EDB, 1997, 286-321).
Lo stesso Pontefice ritornò sulla massoneria in Italia con due documenti datati lo stesso giorno Inimica vis e Custodi, 8 dicembre 1892 (Enchiridion delle Encicliche, vol. 3, EDB, 1997, 1562- 1579).
In questo documento Leone XIII espone tutto i negativo della Massoneria non solo nella ideologia ma anche dell’operato. “Una setta che dopo diciannove secoli di cristiana civiltà si sforza di abbattere la Chiesa cattolica, e reciderne le divine sorgenti; che, negatrice assoluta del soprannaturale, ripudia ogni rivelazione, e tutti i mezzi di salute che la rivelazione ci addita…; tale setta non può essere altro che il sommo dell’orgoglio, della cupidigia, della sensualità… Vi additiamo la massoneria come nemica ad un tempo di Dio, della Chiesa e della nostra patria… Ricordatevi che essenzialmente inconciliabili tra loro sono cristianesimo e massoneria… La massoneria si è impadronita delle scuole pubbliche… Voi, cattolici italiani, fate anche voi la vostra professione di fede”.
Pio X Allocuzione concistoriale del 20 novembre 1911
Ne seguirono parecchie altre, convalidate dal Codice di Diritto Canonico del 1917, can. 2335, da parte di Benedetto XV: “Coloro che danno il nome a sette massoniche o a qualunque altro genere di associazioni che macchinano contro la Chiesa o contro le legittime autorità civili, contraggono ipso facto la scomunica riservata alla Sede Apostolica”.
Dopo il Concilio Vaticano II, specialmente durante il periodo di preparazione del nuovo Codice, girarono voci di cambiamento di posizione da parte della Chiesa. Per questo ritenne opportuno ribadire la condanna del Codice mediante una Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede in data 19 luglio1974, nella quale si legge: “Il predetto canone 2335 riguarda soltanto quei cattolici che si iscrivono ad associazioni le quali di fatto operano contro la Chiesa. Rimane tuttavia in ogni caso la proibizione a chierici, religiosi e membri di istituti secolari di iscriversi alle associazioni massoniche” (Enchiridion Vaticanum, vol. V, EDB, 1992, p. 350 s.).
Ci fu anche una ratifica il 17 febbraio 1981 nella quale si conferma che la disciplina del Codice del 1917 rimane immutata in attesa del nuovo Codice (Enchiridion Vaticanum, vol. VII, EDB, 1997, p. 1036-1039).
Il 25 gennaio 1983 veniva promulgato il nuovo Codice di Diritto Canonico. Nel can. 1374 veniva attutito il tono di quello del 1917 abrogando l’espressione “sette massoniche”, ma riferendosi a sette in genere. Questo aveva dato l’idea che il pensiero della Chiesa fosse cambiato. Per tale motivo la stessa Congregazione dovette rettificare l’interpretazione con una Dichiarazione del 26 novembre 1983.
Per la sua brevità e chiarezza riporto il testo per intero: “E’ stato chiesto se sia mutato il giudizio della Chiesa nei confronti della Massoneria per il fatto che nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene esplicitamente menzionata come nel Codice anteriore. Questa Congregazione è in grado di rispondere che tale circostanza è dovuta ad un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie. Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla santa comunione. Non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche con un giudizio che implichi deroga su quanto sopra stabilito, e ciò in linea con la dichiarazione di questa s. congregazione del 17 febbraio 1981” (Enchiridion Vaticanum, vol. IX, EDB, 1997, p. 482-487).
A questa seguì un testo esplicativo de L’Osservatore Romano del 10 marzo 1985.
Prima della promulgazione del nuovo Codice, la Conferenza Episcopale tedesca pubblicò un Documento a conclusione di incontri e studi durati alcuni anni (1974-1980) circa la compatibilità dell’appartenenza simultanea alla Chiesa Cattolica ed alla Libera Muratoria. Nella conclusione del Documento (datato: Würzburg, 28 aprile 1980) (9) emerge una completa inconciliabilità.
Considerata la sua grande importanza, mi dilungo nella esposizione del Testo.
I Vescovi precisano che le loro conclusioni si deducono dall’esame dei Rituali ufficiali dei primi Tre Gradi della Libera Muratoria (i Testi sono stati messi a disposizione): Apprendista, Compagno, Maestro. Le discussioni durate sei anni mostrano la serietà del lavoro svolto.
Si chiarisce un equivoco ai quali i Massoni si rifanno. Molti pensano che: “la precedente posizione della Chiesa fosse superata e che ogni cattolico potesse appartenere senza problemi ad una loggia massonica… L’opinione menzionata fu favorita da un certo modo, completamente falso, di interpretare l’ultimo Concilio… Secondo questa concezione, il Concilio, con una vera svolta copernicana, avrebbe messo da parte, nella Chiesa, l’idea orientatrice di una verità obiettiva, sostituendola con quella della dignità umana” (p. 489).
“Il fatto che la Libera Muratoria metta in questione la Chiesa in modo fondamentale non è mutato” (p. 489). I Vescovi si rifanno al Documento massonico Tesi per l’anno 2000 (pubblicato nel 1980). “In esso si nega in linea di principio il valore della verità rivelata, e con questo indifferentismo viene esclusa fin dall’inizio una religione rivelata” (p. 490).
Il risultato dei colloqui: “La Libera Muratoria non è mutata nella sua essenza. Un’appartenenza ad essa mette in questione i fondamenti dell’esistenza cristiana. L’esame approfondito dei Rituali della Libera Muratoria e del modo di essere massonico, come pure la odierna immutata autocomprensione di sé, mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla Chiesa Cattolica e alla Libera Muratoria è esclusa” (p. 490).
Il Documento prosegue evidenziando i motivi di questa inconciliabilità.
Circa la visione del mondo si nota che “il relativismo appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi massoni… Un soggettivismo di questo genere non si può armonizzare con la fede nella parola di Dio rivelata e autenticamente interpretata dal Magistero della Chiesa” (p. 491). Nella stessa pagina su questo punto viene citato il Lessico internazionale dei Liberi Muratori: “La Libera Muratoria è verosimilmente l’unica istituzione che è riuscita nel tempo a conservare, in larga misura, libere da dogmi ideologia prassi”.
Inoltre “i liberi muratori negano la possibilità di una conoscenza oggettiva della verità… La relatività di ogni verità rappresenta la base della Libera Muratoria… Un tale concetto di verità non è compatibile con il concetto cattolico di verità, né dal punto di vista della teologia naturale, né da quello della teologia della rivelazione”.
Per quanto riguarda “il concetto del ‘Grande Architetto dell’Universo’… Si tratta di una concezione di stampo distico. In tale contesto non vi è alcuna conoscenza obiettiva di Dio nel senso del concetto personale di Dio del teismo. Il Grande Architetto dell’Universo è un ‘Esso’ neutrale, indefinito e aperto ad ogni possibile comprensione… Questa rappresentazione mina i fondamenti della concezione di Dio dei cattolici” (p. 492).
Dichiarazione conclusiva: “Le opposizioni indicate toccano i fondamenti dell’esistenza cristiana. Gli esami approfonditi dei Rituali e del mondo spirituale massonico mettono in chiaro che l’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla Libera Muratoria è esclusa”.
Nonostante questo, la Chiesa continua nell’approfondimento per comprendere meglio contenuti e finalità di questi movimenti, sempre disposta a coglierne gli aspetti evolutivi positivi.

Note
1) J. Crétineau-Joly, L’Eglise romaine en face de la Révolution, Paris 1861, vol. II. P. 76-78; da ricordare che secondo il loro linguaggio la prostituta di Babilonia è la Chiesa cattolica).
2) Angela Pellicciari, Risorgimento da riscrivere-Liberali & Massoni contro la Chiesa, Ares, Milano 1998, p. 98 s. e 103).
3) Foschi Enrico, Documento LXXVI-Socialismo e Massoneria, Biblioteca dell’Istituto di Studi per la storia del Movimento Repubblicano, Documenti 1, Archivio Trimestrale, Roma 1991, p. 99-101.
4) Questi tre articoli si trovano in: James Anferson, The Constitutions of the Free-Masons, Ed. Lauzeray International, (ed. Bilingue inglese-francese), Paris 1973, p. 50 e 54. Per il testo italiano: cfr. James Anderson, Le Costituzioni dei Liberi Muratori 1723, Bastoni, Foggia 1991, p. 87-95.
5) AA.VV., La massoneria-Società segreta iniziatica, Ed. Civiltà, Brescia 1994, p. 13.
6) Lazaro Pedro Alvarez, Libero pensiero e massoneria, Ed. Gangemi, Roma 1991, p. 94-96.
7) Testo in Foschi Enrico, o.c., p. 119-122.
8) In AA.VV., La Framassoneria in dieci domande e risposte, Genova 1867, Appendice 1, p. 91 e 94; cit. anche in A. Pellicciari, o.c., p. 153).
9) Testo e commento di Giovanni Caprile in: La Civiltà Cattolica, 20 settembre 1980, n. 3126, p. 487-502.
Per saperne di più – Breve bibliografia in lingua italiana, oltre quella citata nelle Note:
AA.VV., Il mondo della massoneria, Bastoni, Foggia 1991-1995. Si tratta di 10 volumi monografici raccolti in cofanetto.
AA.VV, La massoneria-Ecco il nemico!, Ed. Civiltà, Brescia 1995.
Epiphanius, Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia, Trento, senza data.
Introvigne Massimo, Massoneria e Religioni, a c. del CESNUR, LDC, Torino 1994.
Jacq Christian, La massoneria-Storia e iniziazione, Mursia, Milano 1975.
Mola Aldo Alessandro, Storia della massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani, Milano 1992.
Troisi Luigi, Dizionario massonico, Bastogi, Foggia, senza data.

Autore:Mattioli, VitalianoCuratore:Mangiarotti, Don Gabriele

Fonte:CulturaCattolica.it

1 Comment

  1. Con i loro cambiamenti, i loro rituali, le loro regole sempre in evoluzione, le loro incertezze tranne nel tentativo di tirar dentro tutti… questa e’ la massoneria! Ma non e’ meglio e piu’ logico tenerci le nostre tradizionali e sicure certezze, supportate da storia vera e testi certi almeno nei principi fondamentali, che da duemila anni accompagnano il vivere dei popoli, pure in evoluzione costante? caterina ossi

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