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Essere misericordioso è il modo d’essere del cristiano

Posted by on Giu 3, 2016

Essere misericordioso è il modo d’essere del cristiano

molte persone a me vicine mi fanno notare che molti vaticanisti sono contrari a questo papa e a quello che fa, a parte che chi si definisce vaticanista pubblicamente non parla mai male di nessun papa e chi lo fa persegue altri fini, ed io faccio notare che viviamo le stesse cose del XIII secolo che san francesco era deriso da molti e spacco la chiesa e siccome le mie competenze sono limitate in campo teologico abbiamo organizzato convegni anche su san tommaso, su testi apocrifi, su storia teologica e soprattutto divulgo ogni tanto la parola di francesco come di seguito riporto.

La prima giornata del Giubileo dei Sacerdoti è stata caratterizzata da un percorso spirituale scandito da tre riflessioni di Papa Francesco, la prima nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la seconda nella Basilica di Santa Maria Maggiore e, infine, la terza nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Durante la prima riflessione il Santo Padre ha esortato presbiteri e seminaristi a una misericordia sempre in “azione“: commentando la parabola del figlio prodigo, il Vescovo di Roma ha parlato della sovrabbondanza di misericordia di Dio, che grazie alla dignità che gli conferisce il padre, fa dimenticare al figlio la vergogna per il suo peccato. Al contempo Bergoglio ha ricordato come Dio è misericordioso con chi è misericordioso: è questa una direttiva di azione per tutti i sacerdoti nel confessionale, ma anche per tutti i cristiani che sono invitati a trattare i propri fratelli con la medesima misericordia con cui vorrebbero venire trattati da Dio per i propri peccati. La misericordia di Dio, infatti, non è teorica, è pratica: è una “misericordia che si sporca le mani, tocca, si mette in gioco, vuole coinvolgersi con l’altro, si rivolge a ciò che è personale con ciò che è più personale, non “si occupa di un caso” – non si occupa di un caso – ma si impegna con una persona, con la sua ferita”.

Nella seconda riflessione, invece, il Vescovo di Roma ha sottolineato come per dare misericordia è necessario aver ricevuto a propria volta misericordia. È la nostra condizione di peccatori, pertanto, che ci permette di ricevere quella misericordia che a nostra volta daremo. Per questo riconoscerci peccatori, riconoscere i propri peccati, grandi e piccoli, che tutti abbiamo è il primo passo per poter ricevere, e a nostra volta dispensare la misericordia di Dio. Tuttavia, ha aggiunto Francesco, “se qualche volta notate che si è indurito il vostro sguardo, per il lavoro, un po’ per la stanchezza… succede a tutti, che si è indurito il vostro sguardo, che quando avvicinate la gente provate fastidio o non provate nulla, fermatevi e guardate di nuovo a Maria! Guardatela con gli occhi dei più piccoli, dei più piccoli della vostra gente, che mendicano un grembo, ed Ella vi purificherà lo sguardo da ogni ‘cataratta’ che non lascia vedere Cristo nelle anime, lo guarirà da ogni miopia che rende fastidiosi i bisogni della gente, che sono quelli del Signore incarnato e vi guarirà da ogni presbiopia che si perde i dettagli, la piccola lettera, dove si giocano le realtà importanti della vita della Chiesa e della famiglia”.

Infine, durante la terza meditazione, il Santo Padre ha indicato come “essere misericordioso non è solo un modo di essere, ma il modo di essere. Non c’è altra possibilità di essere sacerdote” precisando come non si tratta di compiere ogni tanto qualche atto particolare di misericordia verso un bisognoso, ma di essere misericordiosi con gli altri in tutto il nostro agire.

 

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