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Monastero Cistercense di Casamari, 17 aprile 2021

Posted by on Giu 12, 2022

Monastero Cistercense di Casamari, 17 aprile 2021

Non essendo in possesso dell’invito di partecipazione alla cerimonia ho seguito attentamente e in preghiera in diretta TV alla beatificazione dei fratelli di cui al titolo del presente scritto. Da anni conoscevo la storia che avevo largamente approfondito, perchè legata alla straziante strage di ca. 600 fedeli innocenti civili perpetuata il giorno precedente il 12 maggio 1799, dalle truppe francesi in ritirata all’interno della mia cara parrocchia di San Lorenzo Martire in Isola Del Liri.  

Erano uomini fragili e timorosi: vulnerabili, come lo siamo un po’ tutti noi e come si mostra soprattutto questa fase di pandemia”. È quanto ha sottolineato il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, cardinale Marcello Semeraro, durante la Messa che ha presieduto nell’abbazia Cistercense di Casamari.

Sono parole profonde queste espresse dal Cardinale, sono parole che si inseriscono pienamente al periodo della pandemia che stiamo vivendo con angoscia, è un’angoscia di cui non dobbiamo esagerare perchè non possiamo dimenticare la promessa del Risorto:
“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.” (GV 15,18). Sono parole di una promessa che il Signore ha mantenuto nel giorno delle Pentecoste: la discesa dello Spirito Santo in noi ha cambiato il nostro modo di vivere di non sentirci più soli, ma di vivere la fratellanza come ci ha ricordato Papa Francesco nell’ Angelus del 18 aprile sotto riportato.

Anche l’Abate Don Loreto Camilli  si è inserito pienamente  nella realtà di oggi: “La beatificazione è un dono di Dio che, pur riversato sulla nostra ecclesia particularis, si espande sulla Chiesa universale. I santi sono il segno della vivacità delle diocesi, degli ordini religiosi, dei movimenti ecclesiali”. “Anche se la pandemia ha impedito di realizzare molte iniziative, tra i fedeli siamo riusciti comunque a promuovere l’esempio di questi martiri, per invocarne la protezione”.

Adesso ritengo utile riportare la cronaca diretta degli eccidi di Isola Del Liri e di Casamari:

“Nella primavera del 1799 i rivoluzionari francesi che avevano instaurato in Napoli la repubblica Partenopea, erano stati costretti dall’esercito borbonico riorganizzato dal cardinale Fabrizio Ruffo, e dalla presenza della flotta inglese, ancorata nelle isole di Ischia e di Procida, a prendere la via del ritorno, risalendo la penisola per la litoranea, attraverso Gaeta e Terracina. Un distaccamento dell’esercito, però, calcolato dalle cronache del tempo sulle tredici-quindicimila unità, agli ordini dei generali Vetrin e Oliver, si diresse verso l’interno. Dopo i saccheggi di Montecassino, Aquino ed Arce si diressero verso Isola Del Liri era il 12 maggio. Forzato lo sbarramento e rotta la resistenza, i francesi penetrarono nella cittadina seminando violenza, lutto e sangue, non risparmiando le molte persone che si erano rifugiate, come ultima speranza nella chiesa di San Lorenzo Martire. Il canonico Giuseppe Nicolucci ci ha lasciato, nei libri dei defunti, una agghiacciante testimonianza: “Memorando né mai dimenticabile il giorno, che fu di Pentecoste, 12 maggio 1799, che il gallico furore che noi e tutte le nostre case rovinò e travolse nell’ultimo eccidio – Nulla che il cammino ferro non avesse devastato e mietuto – Non gregge, non armento sicuro alla campagna, nei presepi e negli ovili – Non uomo che scampasse da morte; non donna, ancorché fanciulla, risparmiata dalla militare licenza brutale. Né altari, né cose sacre le scellerati mani rispettarono – Chi voglia più saperne legga la triste memoria scritta a pagina…(si guardi l’elenco dei morti) di questo giorno ed apprenderà perché registri cinquecento e più nomi di trapassati nel solo e medesimo giorno 12 maggio 1799”. Dopo l’eccidio della cittadina di Isola, mentre la truppa riprendeva la ritirata verso Nord, un drappello di venti soldati sbandati, – “venti leopardi”, secondo la ricostruzione di un teste oculare – il 13 maggio irruppe nell’abbazia di Casamari, alle otto di sera quando la comunità si accingeva al canto della ‘compieta’. Fu notte di spavento, di dispersione, di sangue, di morte…di martirio. Sei monaci rimasero assassinati, martiri della Santa Eucaristia (Cfr.  I martiri di Casamari – 13 Maggio 1799, Tip. “La Monastica”, Abbazia di Casamari (FR).

Preghiera ai martiri di Casamari

Dio padre di misericordia, mirabile nei tuoi santi, ascolta la preghiera che innalzo a te per intercessione di questi nostri fratelli, martiri dell’Eucarestia, che, ad imitazione del tuo Figlio Gesù Cristo e con il conforto del tuo Spirito di fortezza e di sapienza, hanno offerto il loro sangue come prova suprema d’amore, e concedimi la grazia che umilmente ti domando.

Desidero terminare questa breve sintesi dell’evento con la sensibilità spirituale che ha donato Papa Francesco nell’Angelus del 18/04/2021:

“Ieri, nell’Abbazia di Casamari, sono stati proclamati Beati Simeone Cardon e cinque compagni martiri, monaci cistercensi di quell’Abbazia. Nel 1799, quando soldati francesi in ritirata da Napoli saccheggiarono chiese e monasteri, questi miti discepoli di Cristo resistettero con coraggio eroico, fino alla morte, per difendere l’Eucaristia dalla profanazione. Il loro esempio ci spinga a un maggiore impegno di fedeltà a Dio, capace anche di trasformare la società e di renderla più giusta e fraterna. Un applauso ai nuovi Beati!”

Cerimonia di Beatificazione di Simone Cardon e cinque fratelli martiri religiosi cistercensi

assassinati dai soldati francesi il giorno 13 maggio 1799 nell’Abbazia di Casamari

Riflessione spirituale di ELIA Eugenio

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