Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Monsignor Saladino, l’ultimo baluardo del Sud

Posted by on Nov 1, 2025

Monsignor Saladino, l’ultimo baluardo del Sud

di Mario Garofalo 

Napoli, 1797. In una città che ancora respirava l’aria del Regno delle Due Sicilie, nasce Gennaro Saladino. Figlio di una terra dove Dio, il re e il popolo sembravano camminare mano nella mano, Saladino cresce tra chiese e conventi, tra fedeli devoti e contadini timorosi. La sua vita lo porta a diventare vescovo di Isernia e Venafro, territori di confine, montagne e campagne dove ogni novità era guardata con sospetto e ogni cambiamento con diffidenza.

Per Saladino, il suo compito era chiaro: proteggere una fede antica e un ordine sociale che aveva dato senso alle vite semplici e dure di quella gente. Lo fece con la parola, la presenza e la moralità che la Chiesa gli conferiva, diventando il custode di un mondo che stava per cambiare radicalmente.

Poi arrivò il 1860. L’Italia cominciava a muoversi: bandiere nuove sventolavano e soldati sconosciuti percorrevano il Sud. Nel Molise, come in tante altre regioni meridionali, la paura serpeggiava tra la popolazione. Il 30 settembre 1860 a Isernia scoppia una rivolta: contadini, artigiani, donne e uomini del popolo si sollevano, spinti dal timore di perdere tutto ciò che conoscevano e dalla voce dei preti che ancora parlavano come un tempo, quando tutto sembrava chiaro e stabile.

Monsignor Saladino diventa il simbolo di quella resistenza. Ai nuovi poteri appare colpevole: il pubblico ministero Nicola Tramontano lo accusa di aver usato religione e denaro per fomentare la ribellione; il governatore De Luca lo indica come il cuore della violenza, l’istigatore dei gesti più macabri, come i teschi infilzati a pali, simboli di un regno che crolla ma resta vivo nella memoria dei fedeli.

Ma Saladino è anche vittima della Storia. All’arrivo delle truppe garibaldine, fugge: prima a Gaeta, dove persino il re Francesco II lo respinge, poi a Roma, dove il Papa gli offre rifugio e consolazione. Lontano dalle sue terre, vive i suoi ultimi anni in silenzio, come un uomo che ha difeso ciò in cui credeva e ha pagato il prezzo della fedeltà.

La Storia lo giudica severamente: reazionario, traditore. Ma chi ascolta i sussurri delle campagne e le storie del passato sa che Saladino era un uomo coerente, pronto a difendere la sua terra e la sua fede in tempi di tempesta. Non è un eroe glorioso, né un santo immacolato. È un uomo travolto dalla storia, un uomo del Sud che ci ricorda quanto il cambiamento possa essere violento, quanto la memoria possa ingannare e quanto rimanga, nel cuore delle comunità, il desiderio di giustizia e riconoscimento.

La vita di Monsignor Saladino parla ancora oggi. In essa c’è tutto ciò che il Sud ha perso, e tutto ciò che ha sempre cercato: radici, identità, dignità e la possibilità di raccontare la propria storia senza filtri, senza vergogna, senza dimenticare chi eravamo

fonte

https://controsud.blogspot.com/2025/10/monsignor-saladino-lultimo-baluardo-del.html?fbclid=IwY2xjawNuinhleHRuA2FlbQIxMQABHp9XpCJkgBcGl_yMMynx3F1QMD9ej43qP29q3M2z1Jd7VwmOQcE9N4nV0Akq_aem_Gvc_CAY5UY1oZS8Bi5Nu-g

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.