MONTEMILETTO INSORGE 8 LUGLIO 1861
Montemiletto insorge. dopo la repressione da parte dell’esercito pemontese/italiano seguì la più spietata rappresaglia sabauda con fucilazioni indiscriminate. Non si è mai potuto appurare il numero delle vittime. L’arrivo della legione ungherese, nota per la sua crudeltà, mise in fuga gli abitanti.
Lo storico svizzero Monnier fa ammontare a 4.000 i cittadini in fuga dalla truppa. Nonostante la feroce repressione subita dal paese, “L’irpino” del 10 agosto 1861 riportava la notizia che Montemiletto si preparava ad insorgere ancora una volta conto il governo unitario. A Lapio, furono effettuate diverse esecuzioni sommarie; tra i giustiziati vi furono anche il trombettiere ed il tamburino della banda musicale del paese, rei di aver suonato, durante i giorni della rivolta, l’inno nazionale delle Due Sicilie. A Castelfranci, invece, Nicola Roberto fu arrestato per aver pronunciato discorsi avversi al governo; riuscito, a darsi alla fuga, fu nuovamente catturato e fucilato. A Prata, un fabbro, Alfonso Luongo, fu accusato di inneggiare a Francesco II e di ingiuriare Garibaldi ed il governo. Fu per questo incriminato per cospirazione. A Volturara, un capobanda fu impiccato e lasciato esposto per diversi giorni; mentre De Luca, governatore della provincia di Avellino, così qualificava il paese ed i suoi abitanti:
«Volturara, paese barbaro e incivile, quantunque grosso di 7.000 abitanti. Feci sfilare tutte le truppe ed i cannoni per il paese, perché quegli ebeti si persuadessero della forza del governo»
firmato: Nicola De Luca, governatore della provincia di Avellino



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