Napoli dalla nascita greco-romana al declino imperiale
Nell’immagine allegata l’antica Neapolis viene inserita approssimativamente nella nuova città evidenziando il perimetro in rosso e i tre decumani in giallo.
Il tracciato del confine sulla destra era lungo l’attuale corso Umberto dove arrivava il mare, mentre la zona del Gesù Nuovo, l’area in basso, era ancora fuori le mura e attrezzata a orti e giardini.
La parte superiore dell’immagine era delimitata da via Duomo mentre a sinistra il confine era delimitato dalle attuali aree di piazza Cavour e via Foria.)
<Origini e sviluppo urbanistico del V secolo a.C.>
La città di Napoli, nella sua fase greco-romana, prese forma nel V secolo a.C. con un impianto urbanistico regolare, basato su una griglia stradale ben definita che è tuttora riconoscibile in alcune parti del centro storico.
Le prime mura fortificate rafforzarono le difese naturali offerte dal territorio – tra colline e mare – includendo anche zone ancora non completamente edificate, che lasciavano spazio a potenziali sviluppi futuri.
L’assetto della città si orientava funzionalmente: la valle principale si apriva verso il porto, punto cardine per il commercio e i rapporti con altre colonie greche del Mediterraneo, mentre il versante nord si estendeva verso la necropoli, area dedicata ai sepolcri secondo le consuetudini ellenistiche.
<L’epoca romana: continuità e ampliamento>
Le successive espansioni dell’insediamento, anche dopo l’arrivo dei Romani, non modificarono sostanzialmente la griglia originaria, che divenne la base su cui si fondò la città romana.
Il controllo romano portò a un ampliamento dell’area urbana fino alla costa, con la realizzazione di nuove infrastrutture: strade, acquedotti, terme, anfiteatri e edifici pubblici che trasformarono Napoli in un importante centro amministrativo e culturale del Sud Italia.
La città mantenne tuttavia forti legami con le sue radici greche, sia nel tessuto sociale che nelle pratiche religiose e culturali, diventando un crocevia tra tradizioni ellenistiche e romana.
<Il declino dell’impero e i cambiamenti del IV secolo d.C.>
Nel IV secolo d.C., con il progressivo declino dell’Impero Romano e l’arrivo di invasioni barbariche, il processo di sviluppo urbanistico e demografico si arrestò bruscamente.
Anche all’interno delle mura fortificate, molte aree furono abbandonate e reinvase dalla campagna, con la ricomparsa di terreni agricoli e spazi non edificati.
In questo contesto di trasformazione, gli ordini monastici iniziarono a svolgere un ruolo centrale nella vita cittadina, promuovendo la costruzione di complessi conventuali che diventarono nuovi centri di aggregazione, culto e conservazione del patrimonio culturale, preparando il terreno allo sviluppo della Napoli medievale.
Sergio Dattilo



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