Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Napoli, gennaio 1861

Posted by on Lug 30, 2025

Napoli, gennaio 1861

Gianandrea de Antonellis

Napoli, gennaio-febbraio 1861. Il Regno delle Due Sicilie sta finendo a Gaeta e un viaggiatore passa vicino alla fortezza, diretto a visitare la capitale e i suoi dintorni, che descriverà con attenzione.

Un momento storico d’eccezione e un turista altrettanto d’eccezione: si tratta infatti dello scrittore (allora non ancora celebre) Pedro Antonio de Alarcón, giunto alla fine di un lungo viaggio in Italia, del quale riportò le impressioni nel suo De Madrid a Nápoles, che – nonostante la mole – riscontrò un immenso successo editoriale.

È stata per la prima volta tradotta in italiano la sezione napoletana del viaggio che Pedro Antonio de Alarcón compì in Italia nel 1860-1861.

La descrizione degli scavi di Pompei (allora ancora sotterranei, ricoperti dallo strato ispessito di fango) si fonde con quella di una città ancora sotto “stato d’assedio”, coperta da una cappa oppressiva di cui, nonostante le simpatie liberali dell’autore, trapela la pesantezza.

Infatti non sarebbe interessantissimo pubblicare il Diario del grand tour italiano di Pedro Antonio de Alarcón, se non fosse per la particolare data in cui venne effettuato e perché – al di là della consueta ammirazione per il “colore” della vita popolare napoletana o per il fascino di “Pompei la morta”, per la descrizione delle bellezze artistiche ed architettoniche o per l’incanto suscitato dagli scenari naturali – sono di particolare interesse è dato da alcune annotazioni che riguardano la vita politica.

Ad esempio: che ci fanno tutti quei garibaldini in giro per la città a vari mesi dalle ultime battaglie? Verrebbe da pensare – questo Alarcón non lo dice, ma lo riportano tanti altri autori, da Giacinto de’ Sivo a Carlo Alianello – a squadristi in camicia rossa, pronti a chiudere la bocca ai “nostalgici” a suon di bastonate.

E che dire, poi, di quel riferimento al fiasco della Battaglia di Legnano verdiana? Ecco le sue parole: «La nuova opera di Verdi si intitola La battaglia di Legnano ed è quindi un’opera allusiva alle attuali circostanze. Si tratta della Lega Lombarda contro gli Austriaci. Nonostante questa raccomandazione, è stato fischiato, e a ragione».

Che significa «quella raccomandazione»? Il successivo, immediato riferimento alle “sentinelle” presenti in teatro, «usanza antica» ed istituita dai Borbone, si specifica (ma mantenuta dai Savoia, evidentemente), fa ulteriormente pensare all’arte utilizzata a scopo di propaganda e, ancora una volta, non si può fare a meno di considerare che la propaganda serve quando la situazione non è serena…

Gaeta segna l’inizio e la fine del viaggio napoletano di Alarcón. La città-fortezza viene indicata dapprima come «asilo di coraggio e di sventura, ultimo baluardo di una Monarchia morente» e, al termine dell’avventura partenopea, viene ricordata per rendere «onore anche all’ultimo Campione della storia, onore anche alla bella Eroina di Gaeta, alla Regina detronizzata!».

Pedro Antonio de Alarcón (Guadix, 10 marzo 1833 – Madrid, 19 luglio 1891), conosciuto soprattutto per il romanzo El sombrero de tres picos (Il cappello a tre punte, 1874, da cui furono tratti l’opera Der Corregidor di Hugo Wolf, 1876 e il balletto di Manuel de Falla, 1919), va ricordato anche per i romanzi El escándalo (1875), El Niño de la Bola (1880), El Capitán Veneno (1881) e La pródiga (1882); le raccolte di racconti Historietas nacionales (1881) e Narraciones inverosímiles (1882).

Raggiunta la maturità, abbandonato il liberalismo esaltato giovanile per un moderato conservatorismo, subì la condanna della congiura del silenzio da parte della critica.

Pedro Antonio de Alarcón, Napoli, gennaio 1861

D’Amico, Nocera Superiore (Salerno) 2025

p. 120 – € 10

https://www.damicoeditore.it/fragmenta/2297-pedro-antonio-de-alarcon-napoli-gennaio-1861.html

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.