NASCITA DEL FOLKLORE NAPOLETANO
Il dipinto: “La festa di Piedigrotta” di autore ignoto, 1813, rappresenta piazza Piedigrotta con sullo sfondo la chiesa di S. Maria di Piedigrotta)
Questa nostra terra, il cui folklore ha le sue lontane origini negli usi delle popolazioni osche che abitavano la Campania ancor prima dei greci e dei romani, ha ancora feste popolari il cui richiamo varca i confini del paese e persino l’oceano ed attirano un turismo internazionale che anche se negli ultimi anni va purtroppo scemando costituisce pur sempre una buona fonte di guadagno.
Indubbiamente manifestazioni folkloristiche piene di carattere non mancano in tutta Italia, come il Carnevale di Viareggio e di Ivrea, il
Palio di Siena, lo Scoppio del Carro a Firenze, i Ceri di Gubbio, la Festa del Redentore a Venezia, Santa Rosa a Viterbo, le Maggiolate della Versilia, i Serpari di Abruzzo, i Fiori a Ventimiglia, Santa Rosalia a Palermo, l’Infiorata di Genzano, l’Impruneta nella Valle del Chianti, i Talami ad Orsogna, la Sagra del Mare a Chioggia, San Nicola a Bari, comprese alcune profanissime come i muli e i cili in Sicilia, le bare di Calabria, ma nessuna di esse ha le tradizioni di una Piedigrotta, né pensiamo alcun altro paese italiano abbia una tale abbondanza di feste popolari, che si susseguono a breve scadenza per tutto l’anno.
Molti denigratori della nostra tradizione non approvano ciò che sopravvive delle antiche feste, poiché queste indubbiamente tirano a galla tutto quanto vi è di meno progredito e di più primordiale nel popolo, tanto è vero che i festeggiamenti popolari sono ormai un retaggio dei popoli sottosviluppati e la loro quantità è oggi indirettamente proporzionale al grado di sviluppo economico e culturale di un paese.
Io non sono di quelli che vogliono coprire sotto il manto del folklore tutto ciò che vi è di squallido, di miserevole ed a volte purtroppo di vergognoso nella nostra città, ma ritengo che il rinnovarsi delle feste, il ritrovarsi uniti nei ricordi e negli entusiasmi contribuisca a conservare quanto di buono vi è nella tradizione di un popolo semplice, parco, generoso e civile nell’animo, anche se spesso non del tutto nell’esteriorità.
fonte
(Nota da: “Feste, Farine e Forche”
Il dipinto: “La festa di Piedigrotta” di autore ignoto, 1813, rappresenta piazza Piedigrotta con sullo sfondo la chiesa di S. Maria di Piedigrotta)


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