NIENTE 8 PER MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA!

Le recenti aberrazioni dei Pontefici (chiusura delle chiese durante il Covid, Pachamama,Fiducia supplicans, immigrazionismo, guerra alla Messa di sempre, accettazione di liturgiche di tutti i tipi, persecuzione ai tradizionalisti mentre si “apre” a tutti i non credenti, etc.) e il contemporaneo, assordante silenzio della CEI hanno superato ogni limite della decenza.
Un giorno ne renderanno conto a Nostro Signore.
Intanto, visto che l’unica priorità dei vertici del Vaticano è la difesa a spada tratta dell’immigrazione e dell’agenda LGBT (assieme alla lotta al Rito tradizionale della Messa), seguendo i dettami dell’Onu e di Soros, data la mentalità materialista della gerarchia vaticana, uno “sciopero” del versamento dell’otto per mille alla Chiesa Cattolica è sicuramente l’arma più efficace, evitando le inutili “lettere aperte”, le superflue “petizioni filiali”, le dotte disquisizioni di carattere teologico, filosofico o morale, poco chiare al popolo e del tutto ininfluenti sulla gerarchia cattolica.
Non è possibile che Prevost e i suoi sostengano l’immigrazione e l’agenda di Soros con i soldi degli Italiani.
Poiché il denaro èl’unico argomentoa cui sono sensibili i vertici vaticani, è necessario dare un segnale forte invitando tutti gli Italiani ad uno sciopero fiscale:
NIENTE 8 PER MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA!
Meglio dare i nostri soldi allo Stato, così forse non ci metterà un’altra tassa!
ATTENZIONE:
è importante esercitare unascelta diversada quella in favore della Chiesa cattolica, perché altrimenti essa usufruirà comunque dei “resti” delle “schede bianche”. Attualmente, infatti, a fronte di una scelta diretta di meno del 30% in suo favore, la CEI recepisce circa il 70% degli introiti dell’8×1000 grazie alla ripartizione della quota degli “astenuti”, cioè di chi non effettua alcuna scelta.



