Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE

Posted by on Lug 19, 2021

NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE

     L’ astuzia dell’uomo messa a servizio del suo istinto di sopraffazione è riuscita perfino a mettere in crisi l’inerranza della Bibbia. La massima dell’Ecclesiaste, vecchia quanto il mondo, che per la sua verità intrinseca è stata accettata come un dogma da tutte le generazioni che si sono succedute dalla sua enunciazione, è stata infatti invalidata, poiché qualcosa di nuovo, pur se ben occultato per eludere critiche, si è verificato. In verità, le cose del mondo, nella loro essenza, sono rimaste immutate. Il male, pur se ha cambiato aspetto, ha  continuato ad averla vinta sul bene; la logica del profitto ha fatto scomparire ogni legge morale e l’anarchia, indossando l’austera divisa dell’ordine e della regolatezza la fa da padrona in tutte le istituzioni create per facilitare i rapporti sociali..

     Per non andare troppo per le lunghe, arrivo subito al punto. Voglio dimostrare, con esempi di oggi (anno del Signore 2021) e senza la minima forzatura che:

il desiderio di unificare l’ Italia (almeno per come lo è stata) non occupava  né i pensieri dagli invasori , mossi da ben altri scopi, né quelli  dei vinti, che vivevano contenti nella loro condizione, senza che altri si arrogassero il diritto di pensarla diversamente;

che l’unità vera non è mai avvenuta (come dimostrano sia i diversi livelli di sviluppo e vita nella nazione costantemente definita una e uguale per tutti i suoi abitanti, sia i due esempi finali)

e che quelli che nel Risorgimento vestivano i panni di un esercito invasore sono incarnati oggi dall’attuale classe che detiene i vari poteri.  Questa classe, appoggiata da un parlamento in tutto simile a quello post-unità ( che non trovò alcunché da obiettare su come era stata conseguita l’unità) e da tanti meridionali che, per non compromettere le posizioni raggiunte, si comportano peggio dei più acerrimi nemici del Sud, continua a infierire su quelli che, discendenti di avi sconfitti, sono considerati ancora “vinti”.

Dunque. Quale sarebbe questo qualcosa di nuovo che smentirebbe la verità della sentenza biblica? Il linguaggio: la più grande invenzione/conquista del genere umano, e che, nato col preciso scopo di favorire e facilitare i rapporti umani, è diventato, invece,  un’arma non solo per complicare tali rapporti, quanto per ingannare i propri simili. L’inganno consiste nella capacità di convincere chi sta subendo una rapina non solo che il rapinatore è proprio lui, ma che gli si sta portando addirittura aiuto,così chi  commette effettivamente la cattiva azione ritiene di avere la coscienza a posto (ammesso, però, che ne abbia una), visto che, con un linguaggio non alla portata di tutti,  si è preoccupato di informare il destinatario delle proprie intenzioni. Quindi, ad una eventuale contestazione, potrebbe sempre affermare: <<Io glielo avevo detto, ma, non avendo ricevuto alcuna risposta in merito, ne ho dedotto che gli andasse bene!>>.

     In quest’arte sono diventati veri maestri i politici, proprio coloro che si affannano per raggiungere certe posizioni  da cui, poi, dovrebbero andare incontro ai bisogni della parte più debole della società.

     E’ notizia di un giorno fa che le risorse destinate dall’Europa per la ripresa economica dell’Italia,di cui la maggior parte, secondo calcoli e in considerazione delle quote sottratte fino ad ora con stratagemmi vari, dovrebbe essere destinata al Sud per colmare il divario con il resto dell’Italia, proprio in virtù di tali sofismi, andranno quasi per intero alla parte della nazione che ne avrebbe meno bisogno. Ma questo, come detto, non viene illustrato a chiare lettere, bisogna saperlo decrittare dal messaggio in “politichese” col quale viene diffusa la notizia. Perché, se non si è in grado di interpretare bene l’ ambigua terminologia usata per nascondere la verità, il messaggio che “fa notizia” è quello che il derubato figura come beneficiato che, ingrato, non sente nemmeno il bisogno di ringraziare i suoi benefattori,ma che “strumentalizzando disuguaglianze e sofferenze … evoca un certo meridionalismo disfattista e benaltrista”. Così, chi continua da quasi due secoli a portar via risorse alla parte più bisognosa del paese si sente offeso ed anche in diritto di accusarla di disfattismo e strumentalizzazione appena questa chiede che le sia dato quello che le appartiene.

     Purtroppo nessun apparato della società, nato con un tale peccato originale, viene gestito e amministrato con l’oculatezza del buon padre di famiglia. Si sente o si legge giornalmente di super commissari, di super ispettori, di super direttori che, collocati ai vertici di prestigiose aziende o istituti in difficoltà, anziché salvarli li affossano. Ma, caso strano, invece di pagare per questa loro prova di incapacità, vengono premiati con liquidazioni da capogiro e destinati ad incarichi più onerosi. (Anche qui, niente di nuovo!)

     Se tutta la società venisse considerata e amministrata come una famiglia, tante differenze non si noterebbero. Da buon padre di famiglia, infatti, se mi accorgessi di un figlio in difficoltà rispetto agli altri, anziché continuare a prestare le mie attenzioni agli altri figli, cercherei di portare quello in difficoltà al livello degli altri. Se mando  questi all’asilo e poi a scuola fino all’università, perché non mandare anche l’ altro figlio, se mi reputo lo stesso padre per  tutti e se considero tutti i suoi componenti come “famiglia mia”? Continuando a comportarmi in modo da privilegiare alcuni e sfavorire altri non potrò evitare che chi si trovasse a giudicare il mio comportamento avrebbe tutti i motivi per affermare che per me alcuni sono “figli” ed altri “figliastri”!

     Veniamo alla notizia di cronaca e alla dimostrazione  dell’esistenza di una insanabile frattura che divide la nostra  nazione e che si ricollega direttamente al modo in cui , nel cosiddetto Risorgimento, l’Italia  fu precipitosamente e malamente unificata.

     Per tornare all’esempio dei due figli, se ad uno consento di farsi cucire vestiti su misura nei più prestigiosi atelier e ad un altro lesino le stesse risorse, non posso accusare quest’ultimo di non essere all’altezza dello altro o degli altri fratelli, né posso rimproverarlo se egli non “progetta” di farsi confezionare anche lui un bell’abito da un rinomato sarto. Da quale sorgente dovrebbe egli attingere  la forza di “progettare”, se è in continue ristrettezze?

     Sicché, visto che non ha progettato nulla, io che ho potere per farlo, decido che questo figlio non ha bisogno di nulla. Ed allora tutte le risorse disponibili le indirizzo altrove! In questo ultimo esempio si configurano l’abuso di potere e la sopraffazione che una parte della nazione esercita nei confronti dell’altra. Se, infatti, non riesco a “territorializzare”, cioè a progettare, qualcosa per il mio territorio( comune, provincia o  regione) perché, perennemente privo di fondi, mi è stato solo concesso di sognare, sic et simpliciter, la mancata progettazione viene subito interpretata come opera non ritenuta necessaria, ed allora la parte più ricca e laboriosa della nazione, per non far andare sprecate queste risorse le utilizza per aumentare la sua condizione di benessere. Così luminari dell’economia possono sostenere che per crescere bisogna investire nei settori e nelle aree geografiche che sono all’ avanguardia e che sono già più integrate nell’economia mondiale, e che le risorse vanno indirizzate dove sono più produttive, anche se ciò comporta un aumento del gap tra aree avanzate e arretrate del Paese, e responsabili della sanità del nord Italia possono sentirsi autorizzati a richiedere di attribuire le dosi di vaccino anti-COVID19 in base al PIL regionale, cioè più al nord e meno al sud. 

Castrese Lucio Schiano – 17 luglio 2021

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