Alta Terra di Lavoro

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Nota informativa n. 1 15 febbraio 1996

Posted by on Mar 4, 2022

Nota informativa n. 1 15 febbraio 1996

1. INFORMAZIONI SULL’ISTITUTO

 L’Istituto si prefigge di studiare e di diffondere la conoscenza del fenomeno storico delle insorgenze popolari contro-rivoluzionarie, esplicatosi particolarmente negli anni della dominazione rivoluzionaria francese e napoleonica in Italia (1796-1815); non esclude altresì dal proprio cono di interesse fenomeni analoghi all’estero o in altri periodi storici.

 L’attività dell’I.S.IN., più in particolare, consiste:

nella raccolta di materiali bibliografici, iconografici, editoriali e di qualunque altro genere relativi alle insorgenze;

nella fornitura di servizi a realtà istituzionali, accademiche, scolastiche, culturali, ricreative, politiche – pubbliche e private – consistenti in articoli, recensioni, conferenze, sussidi per la ricerca, organizzazione di tavole rotonde, mostre, proiezioni, sia sul tema in generale, sia in relazione a episodi locali;

nella promozione della pubblicazione di articoli, monografie, libri, atti di convegni, audio- e video-cassette;

nella pubblicazione di un bollettino periodico, quale organo di informazione per il pubblico cui l’Istituto si rivolge, nonchè di collegamento tra i membri dell’Istituto stesso.

Per incrementare poi il patrimonio informativo dell’Istituto, allo scopo di migliorare l’efficacia della sua azione, l’I.S.IN. sollecita la segnalazione di:

a) episodi locali tuttora ignoti;

b) materiali di qualunque natura (libri, articoli, fonti documentarie, oggetti, luoghi, monumenti) a essi attinenti che si possano raccogliere o soltanto individuare presso archivi, biblioteche, emeroteche, musei, ecc.;

c) iniziative di ricerca e formazione (studi, corsi, seminari, convegni, nazionali o locali) o promosse da istituzioni pubbliche (regioni, province e comuni) o private, di iniziative commemorative delle insorgenze, sia con riferimento generale, che di àmbito locale.

d) nominativi (completi di indirizzo e recapito telefonico) di persone potenzialmente o effettivamente interessate alle iniziative dell’Istituto, ossia disponibili a collaborare con l’I.S.IN. (a discrezione di questo), mediante conferenze o altri mezzi propagandistici o a contribuire finanziariamente al sostegno dell’I.S.IN. oppure semplicemente a essere informate delle attività di esso.

2. INFORMAZIONI E SEGNALAZIONI

E’ in vendita il libro di FRANCESCO MARIO ÀGNOLI, Guida introduttiva alle insorgenze contro-rivoluzionarie in Italia durante il dominio napoleonico (1796-1815), con una prefazione di Marco Invernizzi, Mimep-Docete, Pessano (MI) 1996, pp. 130, L. 15.000. Il libro si trova presso le librerie cattoliche oppure può essere richiesto all’indirizzo dell’Istituto.

Il saggio di Francesco Mario Àgnoli – magistrato, membro del Consiglio Superiore della Magistratura tra il 1986 e il 1990, autore di molteplici saggi e opere letterarie sul tema delle insorgenze (ricordiamo i principali: Andreas Hofer, eroe cristiano, Res, Milano 1979; Rivoluzione, scristianizzazione, insorgenze, Krinon, Caltanissetta 1991; La conquista del Sud e il generale spagnolo José Borges, Di Giovanni, Milano 1994; il romanzo Gli Insorgenti, Reverdito, Trento 1988) – si prefigge di fornire un primo orientamento storico, ma non puramente storico, al fenomeno delle insorgenze italiane. A tal fine, nella prima (Il quadro storico) delle quattro parti che lo compongono, egli affronta le premesse storiche dei fatti, mentre nella successiva (Rivoluzione e Contro-Rivoluzione) tenta l’inquadramento del conflitto sotto il profilo sociologico – scontro tra modernità e società sacrale – ma soprattutto metafisico e teologico. Prosegue poi (parte III, I protagonisti) con l’analisi dei profili degli attori di questa pagina storica, che individua nei giacobini italiani, cioè nella minoranza rivoluzionaria che si pone immediatamente al servizio dell’occupante francese, nel clero, l’autentica élite dirigente delle classi popolari, nella “massa” cristiana, ossia nel popolo armato organizzato, e, infine, nei “capimassa”, cioè nei leaders che esso si dà. Termina (parte IV, Sconfitte e silenzi) con un bilancio della storiografia in materia e con considerazioni, purtroppo amare, sulla collocazione delle insorgenze nella cultura nazionale “ufficiale” e sul ruolo di quest’ultima nell’educazione del cittadino.

L’agile volume è aperto dalla prefazione di Marco Invernizzi, presidente dell’I.S.IN., che cerca di collocare il dibattito storico sulle insorgenze nel più ampio dibattito culturale e politico sulle modalità con le quali è stato costruito lo stato unitario “moderno” nel nostro Paese, al fine di effettuarne una valutazione critica serena e di evidenziarne i “nodi”, allo scopo di contribuire a risolverli, soprattutto in un frangente nel quale il tema è particolarmente vivo – si pensi solo al dibattito sul federalismo – e la riforma degli istituti fondamentali dello stato nazionale sembra stia per iniziare.

Completano il libro un accurato Quadro cronologico dell’invasione franco-giacobina e del dominio napoleonico in Italia (1792-1815) e un nutrito saggio di orientamento bibliografico, che guida alle fonti per la ricerca e l’approfondimento, elencando gran parte – diverse centinaia ! – di quelle a oggi identificate, corredandole di puntuali valutazioni critiche.

Il lavoro dello storico bolognese, fornendoci quanto meno la mappa dei “cimiteri” culturali nei quali le insorgenze sono state cacciate, è di estrema utilità per aiutare a disseppellire una realtà di dimensioni già a un primo sguardo enormi, cha ha coinvolto masse umane – anche se di massa non si può parlare per il popolo dell’antico regime – ingenti per più anni, e della quale si è cercato di cancellare ogni vestigia, con spirito e intento diametralmente opposto a quelli che hanno fatto divenire oggetto di culto civile episodi minori, perfino trascurabili, del successivo Risorgimento nazionale.

 L’I.S.IN. ha indetto per il 21 aprile 1996 un convegno a Milano dal titolo “1796-1996. Triennio giacobino, dominazione napoleonica e insorgenze popolari in Italia. Dagli “albori” alla riscoperta dell’identità nazionale”.

L’incontro – organizzato con il patrocinio dell’Assessorato alla Trasparenza e alla Cultura della Regione Lombardia – vuole ricordare e celebrare il secondo centenario dell’inizio delle insorgenze italiane, che proprio in Lombardia ha avuto luogo nel 1796, nonchè introdurre il problema dell’identità nazionale italiana in un momento nel quale ferve il dibattito intorno alla genesi e alla possibile riforma dello Stato italiano.

Il programma della giornata prevede i seguenti momenti.

ore 10 – Presentazione dell’I.S.IN. e del Convegno.

Intervento dell’Assessore alla Trasparenza e alla Cultura della Regione Lombardia, dr. Marzio Tremaglia.

ore 11 – Presidenza e intervento del dr. Francesco Mario Àgnoli, magistrato e storico delle Insorgenze

Le insorgenze popolari contro-rivoluzionarie in Lombardia e in Italia, relazione del prof. Paolo Martinucci, studioso delle insorgenze

ore 12 – 1796-1799: il Triennio giacobino in Italia. I fatti, le conseguenze e l’interpretazione storiografica, relazione del dr. Marco Invernizzi, presidente dell’I.S.IN.

ore 15 – Presidenza e intervento del prof. Domenico Coccopalmerio, ordinario di Filosofia del Diritto e preside della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Trieste

L’introduzione e le influenze del Code Napoléon in Italia; relazione del prof. Adriano Cavanna, ordinario di Storia del Diritto Italiano all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

ore 16 – Amor di patria e nazionalismo in Italia, fra Antico Regime, Insorgenze e dominazione napoleonica, relazione di Giovanni Cantoni, direttore di Cristianità

Durante i lavori, è previsto l’intervento dell’on. Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia.

Il convegno avrà luogo presso il Palazzo delle Stelline, in corso Magenta, 61.

fonte

http://www.identitanazionale.it/boll_m001.php

1 Comment

  1. L’idea originaria era buona, sempre che avesse lo scopo di approfondire con imparzialità, e non c’e’ dubbio che l’iniziatore Mario Agnoli si muovesse con questi intenti che hanno sempre caratterizzato il suo operato di ricercatore e diffusore, ma ci sono notizie di come si sia sviluppata nel tempo?…se per esempio e’ proseguita negli anni allargando l’indagine delle conseguenze della fatidica unita’ nella parte dell’Italia che l’ha suo malgrado subita… Ho qualche dubbio che sia avvenuto! caterina ossi

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