Alta Terra di Lavoro

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Nota informativa n. 11maggio-dicembre 1999

Posted by on Mar 27, 2022

Nota informativa n. 11maggio-dicembre 1999

1. Editoriale

L’incontro promosso dall’ISIN, dal Centro Culturale di Milano e da Alleanza Cattolica a Milano, il 18 dicembre 1999, dal titolo La memoria e il perdono. Fatti e figure dell’Insorgenza italiana a duecento anni dal 1799, ha voluto in qualche modo concludere le celebrazioni del bicentenario delle insorgenze verificatesi durante il Triennio Giacobino in Italia dal 1796 al 1799, per difendere le diverse parti del paese dal tentativo di separare quest’ultimo dalle sue radici e per instaurare regimi ispirati all’ideologia della Rivoluzione francese.

Il Convegno è stato pensato anzitutto per commemorare le vittime del tentativo avvenuto, in quei tre anni, di costruire un mondo senza Dio, cioè ideocratico, dominato da una ideologia. Vittime, anzitutto, i combattenti caduti da entrambe le parti, vittime dimenticate e mai commemorate perché coinvolte in una guerra “sbagliata”, che non sarebbe dovuta scoppiare, in quanto espressione di una resistenza alla modernità che avanzava nella storia. C’è un dato per tutti che deve essere riportato ovunque possibile, tanta è la sua eloquenza: secondo il celebre storico Gaetano Salvemini, l’intero ciclo delle guerre d’indipendenza italiane dal 1848 al 1870 è costato 6.262 morti, mentre il professor Franco Della Peruta, non certo un partigiano dell’Insorgenza, a proposito dei caduti nella sola insorgenza del 1809, scrive di “alcune migliaia di morti”, che sarebbero addirittura sessantamila, secondo i calcoli del generale francese Paul Charles Thiébault — uno dei comandanti dell’Armée nel Regno di Napoli — all’inizio del 1799, ossia prima del grande scontro fra insorgenti e francesi nel Mezzogiorno nella prima metà dello stesso anno.

Chi ha mai ricordato questi caduti? Chi ha mai manifestato un qualsiasi atteggiamento di pietas, civile e cristiana, verso questo periodo della storia moderna italiana?

Memoria e preghiera, dunque, per commemorare i caduti e per ricordare che nessuna identità nazionale potrà mai essere ricostruita e proposta agli italiani di oggi, se non verrà presentata una rivisitazione, critica ma completa, di tutta la storia moderna e contemporanea.

Ma non soltanto memoria e preghiera. L’Istituto è nato per offrire i risultati della propria ricerca scientifica e per proporre le migliori opere in commercio relative all’Insorgenza a un pubblico composto anche di non specialisti, e quindi si rende conto di come non sia sufficiente studiare e diffondere libri, ma si debba anche organizzare l’opera di divulgazione. A questo fine sono stati invitati a intervenire al convegno singoli studiosi, che di propria iniziativa hanno svolto ricerche e pubblicato studi su figure o singoli aspetti dell’Insorgenza italiana, nonché esponenti di gruppi che nel corso di questi tre anni si sono costituiti per celebrare l’Insorgenza nei loro rispettivi paesi, istituendo comitati o comunque lasciando qualche segno tangibile. Strevi, in provincia di Alessandria, Cellole, in provincia di Caserta, Servigliano, in provincia di Ascoli Piceno, la zona di Tortona e quella della Riviera di Levante, le province napoletane toccate dalla riconquista sanfedista, sono i luoghi rappresentati in questo Convegno, pochi rispetto ai tanti in cui si svolsero le insorgenze, ma importanti perché sono i primi a organizzarsi e a riunirsi insieme: l’intenzione è, in tesi, quella di evitare che, duecento anni dopo, si ripeta l’errore che commisero gli insorgenti di non organizzarsi, di battersi ciascuno per conto proprio, di non cercare di unificare gli sforzi.

Certamente, l’Insorgenza nel corso di questi tre anni ha avuto un risalto giornalistico insperato, soprattutto negli ultimi mesi e settimane, come dimostra anche la rassegna stampa che riportiamo più oltre. Merito anche di pregevoli studi e raccolte bibliografiche, locali e nazionali, alcuni prodotti dal nostro istituto e altri da singoli studiosi, di cui avete trovato o troverete recensione sul presente bollettino. L’Insorgenza sta uscendo dal silenzio in cui l’avevano relegata storici faziosi o disattenti e ha ricevuto anche il riconoscimento e il contributo di autorità istituzionali come l’Assessorato alla Cultura della Regione Lombardia e quello all’Istruzione della Provincia di Milano, oltre a quelli di numerosi comuni. Essa ha anche attirato l’interesse di docenti universitari, come coloro che hanno partecipato al convegno promosso dall’editrice ARES a Milano nei giorni 25 e 26 novembre scorsi.

Ma cessate le celebrazioni legate al bicentenario, nel terzo millennio chi si ricorderà ancora dell’Insorgenza? È veramente uscita dall’oblio dove era stata relegata, oppure vi ricadrà inesorabilmente a dispetto di tutti gli sforzi promossi in questi tre anni?

Indubbiamente sono state poste alcune basi che renderanno più difficile continuare a ignorarla, ma è molto prematuro ritenere che l’Insorgenza sia stata riconosciuta a pieno titolo fra le pagine fondamentali della storia italiana e il ricupero della sua realtà e dei suoi ideali possa così contribuire alla ricostruzione dell’identità degli italiani. Per portare un esempio, siamo lontanissimi dall’ingresso dell’Insorgenza nei testi scolastici di storia, e almeno per due motivi.

Anzitutto, perché l’Insorgenza non è stata ancora studiata in profondità, con autentiche ricerche “sul campo”, cioè negli archivi locali, nei luoghi dove si sono svolte le centinaia di insorgenze di cui è pervenuta soltanto un’eco. Di conseguenza, esistono indizi e prove circa la portata dell’Insorgenza, ma non ancora una mappa affidabile di tutte le insorgenze locali e della loro portata, al fine di poter scientificamente valutare la dimensione completa del fenomeno e così stabilire se siamo di fronte a qualcosa di paragonabile, per addizione, per esempio all’Insorgenza spagnola contro Napoleone Bonaparte.

In secondo luogo, l’Insorgenza è ancora molto lontana dall’essere popolare, anche perché non sono conosciuti i protagonisti dei diversi episodi, tranne pochissimi, e questi ultimi spesso travisati, se non demonizzati. Questo aspetto è decisivo affinché un episodio entri a far parte della memoria di un popolo, come dimostra l’insorgenza tirolese, rimasta nel ricordo vissuto dei tirolesi anche e soprattutto grazie alla figura eroica di Andreas Hofer, esaltata e perpetuata attraverso biografie, monumenti, immagini, letteratura. In questo senso, arriva opportuna la narrazione della vita e della storia di uno dei principali capi dell’Insorgenza nell’Italia del nord, il maggiore Branda de’ Lucioni, fresca di stampa, stesa dal direttore dell’Istituto Oscar Sanguinetti e pubblicata dalla Libreria Torinese Editrice di Torino.

E il modo giusto per iniziare il 2000 senza dimenticare l’Insorgenza, è organizzare presentazioni di questo nuovo libro.

Marco Invernizzi

2. Appunti di storia dell’insorgenza / 10

Pubblichiamo — con lievi ritocchi redazionali e conservando le parti non lette per ragioni di brevità — la relazione che il direttore dell’Istituto, Oscar Sanguinetti, ha tenuto in occasione del convegno “Invasione Francese e Insorgenza Popolare Sanfedista”, a Corigliano Calabro (Cosenza), il 29 ottobre u. s..

L’Insorgenza italiana fra storia e attualità
di Oscar Sanguinetti

3. Notizie e segnalazioni bibliografiche
3.1 Pubblicazioni dell’Istituto

È disponibile la Guida bibliografica dell’Insorgenza in Lombardia (1796-1814) pubblicata dall’Istituto nel luglio 1999 nell’ambito di una ricerca — intrapresa con la sponsorship del Settore Trasparenza e Cultura della Regione Lombardia — ad ampio spettro sul fenomeno.

È disponibile il volume — pubblicato in dicembre — di Marco Albera e Oscar Sanguinetti, Il maggiore Branda de’ Lucioni e la “Massa Cristiana”. Aspetti e figure dell’insorgenza anti-giacobina e della liberazione del Piemonte nel 1799, Libreria Piemontese Editrice, Torino 1999, pp. 144, L. 26.000.

3.2 Altre pubblicazioniMassimo Viglione, Le insorgenze. Rivoluzione & controrivoluzione in Italia. 1792-1815, Edizioni ARES, Milano 1999, pp. 240, L. 32.000.

Il volume di Massimo Viglione vuole indicare alcune linee interpretative del complesso fenomeno dell’Insorgenza italiana, colto — e questo costituisce il primo tratto originale del suo lavoro — come un unico processo, speculare e collegato a quello della Rivoluzione italiana, che si dipana lungo tutto l’arco di tempo che va dalle riforme illuministiche dei sovrani assoluti degli anni 1770-1790 fino all’affermarsi della Rivoluzione di modello “francese” nella Penisola e al periodo della dominazione imperiale napoleonica. Dopo un riepilogo dei principali avvenimenti del periodo e dei più significativi episodi della reazione popolare contro il fenomeno rivoluzionario (pp. 19-58), Viglione descrive il retroterra storico e ideologico dell’insorgenza, ossia la Rivoluzione italiana nella sua fase di affermazione della modernità politica nei vari principati europei, affermazione che aveva come contropartita la liquidazione dei residui culturali e politici di quello che verrà detto, nell’Ottocento, l’antico regime (pp. 59-86). Passa quindi a descrivere l’atteggiamento dei diversi soggetti sociali di fronte alle “innovazioni” provenienti da Oltralpe: vi era chi faceva proprie e diffondevano tali idee — le avanguardie rivoluzionarie, ossia i cosiddetti giacobini italiani —, chi si opponeva — il popolo insorgente —, infine, la “palude” degli attendisti e degli opportunisti (pp. 87-110). All’indagine intorno al senso dell’Insorgenza è dedicato il quarto capitolo (pp. 111-146), in cui Viglione prende in esame il problema storiografico generale dell’Insorgenza nel quadro della storia italiana e ripercorre i principali filoni storiografici che ne hanno trattato. Alla fine le interpretazioni dell’Insorgenza si possono ridurre a tre: quella sociologico-classista — che comprenderebbe, secondo Viglione, la corrente giacobina e quella idealistica crociana —, la prospettiva nazionalistica — che “ricupera” l’Insorgenza in chiave proto-risorgimentale — e, infine, quella “revisionista”, in cui l’autore si riconosce, che vede l’Insorgenza come una realtà unitaria e omogenea di opposizione all’affermarsi del processo rivoluzionario nella Penisola. Si tratta di un volume — che completa e integra quanto contenuto nell’altro, Rivolte dimenticate, di cui abbiamo riferito nello scorso numero — che raccoglie in maniera non estemporanea i maggiori dati e i principali motivi che da un lato descrivono il fenomeno, e, dall’altro, sostanziano l’opposizione a un certo modo invalso di fare storia sui temi scottanti della prima esperienza rivoluzionaria italiana e della resistenza nei suoi confronti. In quanto tale, costituisce un’utile introduzione al problema e una valida formulazione d’ipotesi di lavoro da sviluppare e d’avvalorare attraverso la ricerca.Vito Cicale e [p.] Giacomo Verrengia [O.F.M. Conv.], L’abate Mattia de Paoli da Cellole. Le opere della controrivoluzione del 1799, Caramanica, Marina di Minturno (Latina) 1997, pp. 148, L. 20.000.

Il volume è dedicato alla figura di un sacerdote, Mattia de Paoli (post 1750-1831), di Cellole, nei pressi di Sessa Aurunca, nell’attuale provincia di Caserta, che con i suoi studi e con la sua vita esemplare ha contribuito a sostanziare e a irrobustire la reazione delle popolazioni meridionali italiane — in particolare quelle della natia provincia aurunca — contro la Rivoluzione proveniente dalla Francia, reazione che conobbe il suo apice nell’anno 1799, quando tutta la Penisola si sollevò coralmente contro la dominazione militare della repubblica transalpina. Uomo di elevato profilo culturale, fu teologo — con predilezione in morale per le dottrine di sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787) —, letterato, accademico, apologista, strenuo difensore dei diritti della Chiesa, nonché leale e fedele suddito e difensore della monarchia borbonica. Fu naturale che in lui cercasse ispirazione e guida la montante ribellione “sanfedista” delle popolazioni del Mezzogiorno — per cui compose nel maggio del 1799, in cui si concludeva la riconquista del regno di Napoli guidata dal cardinale Fabrizio Ruffo (1744-1827), lo scritto Incitamento al popolo sessano — contro i soprusi e la radicale eversione portata dall’invasore e dai suoi satelliti italici. E per questa fedeltà pagò un prezzo, subendo una persecuzione culminata nell’esilio, cui fu sottoposto al ritorno delle armi napoleoniche nel Regno dopo il 1806. Il volume di Cicale e di p. Verrengia si divide in tre parti, rispettivamente dedicate alla vita (pp. 19-56), alle opere (pp. 57-88) e alla presentazione di ampi estratti in originale di queste ultime (pp. 89-138). Da menzionare come esemplare per estensione e approfondimento è lo sforzo di ricerca fatto sulle fonti archivistiche non solo locali, che l’opera propone con dovizia. Lo studio è il primo di una serie di tre lavori dedicati alla figura di Mattia de Paoli, con riferimento, rispettivamente, al periodo dell’insorgenza del 1799, all’opera teologica e agli scritti pastorali e letterari.
3.3 Echi di stampa sull’Insorgenza

Nei mesi trascorsi l’Insorgenza è approdata sulla stampa in diverse occasioni: di seguito diamo un elenco dei principali interventi — sia in positivo che in negativo — sul tema; non sono incluse le pure cronache di convegni o di altri avvenimenti.Paolo Mieli, Ebrei d’Italia la maledizione giacobina, in la Repubblica, 18-7-1999.[Luigi Mascheroni], Il 1799, l’anno terribile visto dalla parte degli sconfitti, in Il Foglio quotidiano, 21-7-1999.Mario Pirani, I nuovi seguaci di “Viva Maria”, in la Repubblica, 26-7-1999.Francesco Alberoni, Rubrica “Domande & risposte”, in Sette [settimanale illustrato del Corriere della Sera], anno XII, n. 31/32/33, agosto 1999.Oscar Sanguinetti, “Novità” in tema d’Insorgenza?, in L’Arno [mensile di Livorno], anno XII, n. 8, agosto 1999.Francesco Pappalardo, L’insorgenza nella penisola italiana, in Rivista Cistercense. Periodico quadrimestrale di letteratura, storia, arte, liturgia, spiritualità, cultura e vita monastica, anno XVI, n. 2, maggio-agosto 1999, pp. 204-208.Guido Verna, La cronaca dell’avvenimento [l’eccidio di sei monaci dell’abbazia di Casamari (Frosinone) a opera dei francesi nel 1799], in Rivista Cistercense. Periodico quadrimestrale di letteratura, storia, arte, liturgia, spiritualità, cultura e vita monastica, anno XVI, n. 2, maggio-agosto 1999, pp. 209-223.Oscar Sanguinetti, La reazione dei milanesi contro l’occupazione francese, in Terra Ambrosiana [bimestrale della diocesi di Milano], anno XXX, n. 4, luglio-agosto 1999, pp. 52-58.Rino Cammilleri, Le mutande di Eleonora, in Percorsi di politica, cultura, economia, anno III, n. 21/22, agosto-settembre 1999, p. 46.Francesco Pappalardo, “La Civiltà Cattolica” e l’Insorgenza napoletana del 1799, in Cristianità, anno XXVII, n. 292-293, agosto-settembre 1999, pp. 8-12.Maria Antonietta Macciocchi, il massacro dimenticato, in io donna [settimanale illustrato del Corriere della Sera], anno IV, n. 37, 11-9-1999.Marco Invernizzi, La resistenza dimenticata, in Avvenire, 24-9-1999.Oscar Sanguinetti, La rivincita dei briganti, in Avvenire, 24-9-1999.Anna Maria Braccini, I giorni di guerriglia a Milano e il fuoco che distrusse Binasco, in il nostro tempo [settimanale della Diocesi di Milano], n. 36, 10-10-1999.Beppe del Colle, Le Insorgenze? Boh…, in il nostro tempo [settimanale della Diocesi di Milano], n. 36, 10-10-1999.

Paolo Mieli, Con la Madonna contro Cavour, in La Stampa, 24-10-1999.

Rino Cammilleri, Collaborazionisti giacobini trattati da eroi, in la voce-il Borghese, anno L, n. 2, 4-11-1999, pp. 72-73.

4. Attività dell’IstitutoQuello che segue è un elenco dei convegni pubblici che l’Istituto ha organizzato, ha contribuito a organizzare oppure a cui è stato presente nel corso dei mesi da maggio a dicembre del 1999.

Arezzo, 8 maggio. Organizzatore: Alleanza Cattolica. Titolo: Una storia che non si cancella. Duecentesimo anniversario del “Viva Maria” (1799-1999). Intervenuti per l’Istituto: Paolo Martinucci.

Casamari (Frosinone), 13 maggio. Organizzatore: abbazia cistercense di Casamari. Titolo: 13 maggio 1799-1999 Bicentenario dei martiri di Casamari. Intervenuti per l’Istituto: Francesco Pappalardo.

Macerata, 20 maggio. Organizzatori: Assessorato alla Cultura del Comune di Macerata, in collaborazione con Università degli Studi di Macerata, Archivi di Stato di Macerata, Biblioteca Comunale di Macerata, Deputazione di Storia Patria per le Marche, Unione Filatelica e Numismatica maceratese, Istituto per la Storia delle Insorgenze di Milano. Titolo: 1799: l’insorgenza antifrancese e il sacco di Macerata. Intervenuti per l’Istituto: Paolo Martinucci e Sandro Petrucci.

Servigliano (Ascoli Piceno), 28-29 maggio. Organizzatori: Comune di Servigliano, Comitato Amici di Castel Clementino, Pro Loco, Mémoire du futur, Istituto per la Storia delle Insorgenze di Milano. Titolo: Il ricordo e il perdono. Intervenuti per l’Istituto: Sandro Petrucci e Marco Invernizzi.

Portici (Napoli), 4 giugno. Organizzatori: Alleanza Cattolica, rivista Cristianità, Istituto per la Dottrina l’Informazione Sociale, Istituto per la Storia delle Insorgenze di Milano. Titolo: Il 1799 Napoletano. La menzogna di una “celebrazione”. Il Tradimento di giacobini e repubblicani “collaborazionisti” contro il popolo napoletano. La Realtà di un’eroica impresa popolare: la “Santa Fede”. Intervenuti per l’Istituto: Francesco Pappalardo.

Roma, 24 giugno. Organizzatori: riviste Percorsi di politica, cultura, economia e Intervento nella Società. Titolo: L’altro 1799. Riflessioni su opere storiche non politicamente corrette. Intervenuti per l’Istituto: Sandro Petrucci e Francesco Pappalardo.Strevi (Alessandria), 4 settembre. Organizzatori: Comune di Strevi. Titolo: L’Insorgenza di Strevi del 1799 nel quadro dei moti antifrancesi tra sette e ottocento. Intervenuti per l’Istituto: Marco Invernizzi.

Tortona (Alessandria), 9 ottobre. Organizzatori: associazione culturale Il leone e la rosa di Tortona, Comune di Tortona, associazione Pro Julia Derthona e Istituto per la Storia delle Insorgenze di Milano. Titolo: 1799-1999: Viva Maria! Due secoli dalle insorgenze popolari antigiacobine italiane e tortonesi. Intervenuti per l’Istituto: Paolo Martinucci e Oscar Sanguinetti.

Milano, 14 ottobre. Organizzatori: Giovanni Ruffo e Domenico De Maio, e Istituto per la Storia delle Insorgenze. Titolo: 1799-1999: a duecento anni dall’Insorgenza del Regno di Napoli contro la Repubblica giacobina e i francesi. Fabrizio Ruffo: l’uomo, il politico, il sanfedista. Intervenuti per l’Istituto: Marco Invernizzi.

Corigliano Calabro (Cosenza), 29 ottobre. Organizzatori: associazioni Il Seme e Joseph de Maistre. Titolo: Invasione Francese e Insorgenza Popolare Sanfedista. Intervenuti per l’Istituto: Francesco Pappalardo e Oscar Sanguinetti.

Fabriano (Ancona), 13 novembre e 26 novembre. Organizzatori: Centro Studi don G. Riganelli. Titolo: Le insorgenze antigiacobine in Italia e nelle Marche. Il sacco di Fabriano del 27 giugno 1799. Intervenuti per l’Istituto: Sandro Petrucci e Paolo Martinucci.

Milano, 25-26 novembre. Organizzatore: Associazione Ricerche e Studi (ARES). Titolo: Le insorgenze popolari nell’Italia napoleonica. Crisi dell’antico regime e alternative di costruzione del nuovo ordine sociale. Intervenuti per l’Istituto: Oscar Sanguinetti.

Napoli, 27 novembre. Organizzatori: Alleanza Cattolica, Istituto per la Storia delle Insorgenze e associazione Opportunità Europa. Titolo: 1799-1999. Dalla Santa Fede alla Questione Meridionale. Cronache di una resistenza. Intervenuti per l’Istituto: Francesco Pappalardo.

Milano, 18 dicembre. Organizzatori: Istituto per la Storia delle Insorgenze, Alleanza Cattolica, Centro Culturale di Milano, parrocchia di San Pio X. Titolo: La memoria e il perdono. Fatti e figure dell’Insorgenza italiana a duecento anni dal 1799. Intervenuti per l’Istituto: Gabriele Fontana, Sandro Petrucci e Marco Invernizzi. Alla presenza di un pubblico di circa duecento persone, dopo un saluto del prof. Angelo Ruggiero, Assessore alla Pubblica Istruzione e all’Edilizia Scolastica della Provincia di Milano — con il cui sostegno l’incontro è stato organizzato —, il prof. Sandro Petrucci, membro corrispondente dell’Istituto di Macerata, ha introdotto i lavori con una relazione dal titolo “L’Insorgenza italiana, i suoi caduti, i suoi martiri”. A essa è seguita la rassegna di testimonianze in programma, iniziata dalla relazione “Il saccheggio e l’incendio di Strevi (Alessandria) nel 1799”, svolta dal prof. Gian Luigi Rapetti Bovio della Torre, del locale comitato di celebrazioni, svoltesi nel settembre 1999. La comunicazione successiva è stata del dott. Vito Cicale, di Cellole (Caserta), il quale ha trattato il tema “Un contro-rivoluzionario di Terra di Lavoro: l’abate Mattia de Paoli di Cellole”. Nella forzata assenza del rappresentante del comitato locale, dott. Adolfo Leoni, il prof. Sandro Petrucci ha poi riferito brevemente dell’episodio e della commemorazione — avvenuta il 29 maggio 1999 — del saccheggio di Servigliano (Ascoli Piceno). Il convegno è proseguito con l’intervento del dott. Giovanni Ruffo di Milano, che — intervistato dal moderatore dott. Gabriele Fontana — ha tratteggiato il profilo di “Un cardinale condottiero: Fabrizio Ruffo”. Il dott. Ruffo ha dedicato due volumi alla biografia del cardinale, pubblicati entrambi nel corso del 1999. Il sindaco di Tortona, dott. Giuseppe Bonavoglia, presidente dell’associazione Pro Julia Derthona, si è quindi soffermato su episodi e figure dell’Insorgenza nell’area tortonese, che sono stati oggetto di un convegno svoltosi nell’ottobre scorso. “L’insorgenza della Riviera di Levante nel 1797-1799” è stato il tema affrontato da don Gianni Cogorno, docente di storia della Chiesa allo Studio Teologico di Chiavari (Genova) e parroco a Portofino (Genova). Ha infine tenuto un breve intervento — fuori programma — il prof. Giuseppe Bolognese, docente universitario e collaboratore dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e alla Cultura del Comune di Altamura (Bari), che si è soffermato sull’insorgenza della sua città, avvenuta nel quadro della riconquista sanfedista del Regno di Napoli del 1799, smentendo categoricamente le notizie di violenze dei “crociati” ai danni di religiose, che sarebbero avvenute nel corso del saccheggio seguito alla conquista nel maggio 1799, diffuse la scorsa estate da Il Corriere della Sera. Infine, il dott. Marco Invernizzi, presidente dell’Istituto, ha brevemente tratto le conclusioni dell’incontro, ribadendone le finalità, ossia mettere in relazione fra loro differenti realtà e studiosi che si sono occupati a diverso titolo dell’Insorgenza nelle rispettive località; indicare loro un quadro d’insieme e sottolineare il carattere di chiave interpretativa del Risorgimento e di tutta la storia contemporanea italiana che l’Insorgenza riveste, nonché sollecitare pubblico e studiosi a mantenere vivo l’interesse al problema anche dopo la conclusione del secondo centenario dell’Insorgenza del Triennio Giacobino 1796-1799. Ha concluso il convegno una Santa Messa, concelebrata da don Luigi Negri e dai sacerdoti della parrocchia ospitante, in memoria e in suffragio dei caduti dell’Insorgenza e nel segno del perdono reciproco. Nella sua omelia, don Luigi Negri, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e dirigente di Comunione e Liberazione, ha sottolineato, fra l’altro, come la fede sia parte indissolubile e irrinunciabile della vita del popolo cristiano, come le sue esigenze debbano prevalere per il cristiano su quelle del progresso, e, infine, come il sacrificio di moltissimi italiani protagonisti dell’Insorgenza sia avvenuto proprio in questa prospettiva, per ricuperare cioè condizioni minimali di libertà di esercizio della fede e delle pratiche religiose, che la Rivoluzione portata dall’invasore francese voleva conculcare. Inoltre, don Negri ha ricordato che lo spirito che animò un tempo gl’insorgenti italiani è quello che deve accompagnare il cristiano nel futuro, nello sforzo di rievangelizzazione dell’Italia e dell’Europa, uno spirito che trova alimento nella luce e nell’invocazione di colei, il cui nome fu sulle labbra, nei cuori e sulle insegne di coloro che scesero in campo al grido di “Viva Maria”. Presenti fra il pubblico l’assessore all’Economato e al Turismo del Comune di Milano, dott.ssa Serena Manzin Maestrelli, Giovanni Cantoni, direttore di Cristianità e responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, il capo-gruppo di Alleanza Nazionale all’Assemblea Regionale Lombarda, Romano La Russa, lo scrittore dott. Rino Cammilleri, il prof. Edoardo Bressan, dell’Università degli Studi di Milano, e il prof. Cesare Alzati, dell’Università di Pisa. Del convegno, annunciato da inserti pubblicitari apparsi su il Giornale, hanno dato notizia Avvenire, il Secolo d’Italia e l’agenzia d’informazioni della Conferenza Episcopale Italiana SIR.

5. Libri e articoli ricevuti

La rassegna che segue riporta i titoli di opere — su temi vari — pervenute all’Istituto, il quale non esprime alcun giudizio sulle medesime, riservandosi, se del caso, di darne in seguito recensione.

Giuseppe Bolognese, Zecher la Chorban (Memoria del sacrificio). Altamura, 1799. Spunti e documenti, Città di Altamura. Assessorato P. I. e Cultura, Altamura (Bari) 1999, pp. 110.

Claudio Cassinotti ed Enzo Proni, Scontro sul fiume. Cassano d’Adda 1799-1999, Inchiostro Arti Grafiche, Cassano d’Adda (Milano) 1999.

Vito Cicale e [p.] Giacomo Verrengia [O.F.M. Conv.], L’Abate Mattia de Paoli da Cellole. L’opera teologica: La Rivelazione Difesa, Luciano Editore, Napoli 1999, pp. 260.

Laurence Cole, Andreas Hofer: The Social and Cultural Construction of a National Myth in Tirol, 1809-1909, European Forum dell’European University Institute di Firenze, EUI Working Papers, San Domenico di Fiesole (Firenze) 1994, pp. 64.

Franco Cristelli, Niccolò Marcacci vescovo di Arezzo (1778-1799), estr. da Atti e Memorie della Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze, n. s., vol. LVIII, 1996, pp. 185-223 (Arezzo 1999).

Comune di Leonessa [Rieti], 1799. Leonessa, san Giuseppe, i giacobini, a cura di Andrea Di Nicola e Tersilio Leggio, catalogo della mostra storico-documentaria per il bicentenario dell’invasione francese, leonessa 3/7-30/8/1999, Arti Grafiche Nobili Sud, Santa Rufina di Cittaducale (Rieti) 1999, pp. 72.

Benedetto Fornari, Assassinio nell’abbazia. La rivoluzione francese in Ciociaria, Abbazia di Casamari (Frosinone) 1987, pp. 112.

Emilio Gin, Santa Fede e Congiura Antirepubblicana, Gallina, Napoli 1999, pp. 228.

Vincenzo Moscardi, L’invasione francese nell’Abruzzo aquilano (1798-1799), Adelmo Polla Editore, Cechio (L’Aquila) 1998, pp. 116.

Angelo Manna, 1799: morte a li Francise! E nella valle di Suessola [fra Napoli e Caserta] insorsero cafoni a migliaia, Editrice “Il Portico”, Arienzo (Caserta) 1999, pp. 48.

Ignazio Menin, Breve storico compendio della guerra d’Italia dell’anno 1796-1797, a cura di Giuseppe Battaglia, Biblioteca Civica di Verona, Verona 1997, pp. 208.

[Don] Giuseppe Orlandi, Io Felice Proposto Zucchi… Notizie storiche e curiosità dai registri parrochiali di S. Cristoforo S. Maria della Meta S. Pietro in Castagna dal 1572, Centro di Produzione Culturale “Dinos”, Amandola (Ascoli Piceno) 1997, pp. 208.

Leonello Oliveri, è arrivata la liberté. Vita e morte in Val Bormida durante la dominazione napoleonica (1793-1815), Comune di Carcare, Carcare [Savona] 1998, pp. 80.

Tommaso Pedio, La storia bandita. Il brigantaggio meridionale (1799-1808), a cura di Giampiero Perri e Nicola Manfredelli, Quaderni della Memoria, n. 1, a cura della Società Consortile P.A.L., STES, Potenza 1998, pp. 56.

Tommaso Pedio, La storia bandita. Origine del brigantaggio in Basilicata (1860-1861), a cura di Giampiero Perri e Nicola Manfredelli, Quaderni della Memoria, n. 2, a cura della Società Consortile P.A.L., STES, Potenza 1998, pp. 56.

Spartaco Pupo, Le ragioni culturali della Rivoluzione del 1799 in Calabria, Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 1999, pp. 96.

Amedeo Ricciardi, Napoli 1799. Memoria sugli avvenimenti, a cura di Silvana Musella, Franco Di Mauro Editore, Napoli 1999, pp. 120.

Filippo Ronchi, La crisi della dominazione veneziana nel bresciano alla vigilia dell’invasione napoleonica: una riflessione storiografica, in Rassegna Storica del Risorgimento, anno LXXXVI, fasc. III, luglio-settembre 1999, pp. 323-354.

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Luca Tadolini, Contro il tricolore. La resistenza antigiacobina e antifrancese nel reggiano (1796-1814), Edizioni all’insegna del Veltro, Parma 1994, pp. 40.

Gabriele Turi, Viva Maria. Riforme, rivoluzione e insorgenze in Toscana (1790-1799), rist., con una nuova postfazione dell’A., il Mulino, Bologna 1999.

fonte

http://www.identitanazionale.it/boll_m011.php

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