Alta Terra di Lavoro

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O TEMPORA O MORES

Posted by on Dic 14, 2025

O TEMPORA O MORES

Emilio Pistilli

O TEMPORA O MORES, ossia quando anche un barattolo ci aiutava a sopravvivere.

Conosciamoli quei tempi!

Mi è capitato di studiare a lume di candela nei primi anni delle scuole elementari perché la luce elettrica ancora non arrivava nelle case: eravamo nell’immediato dopoguerra.

Nel nuovo edificio scolastico, appena ricostruito, non c’era riscaldamento, se si esclude la stufa in terracotta rossa che non si accendeva quasi mai per mancanza di legna, ma che, anche quando si provava a metterla in funzione, impiegava molte ore prima che si riscaldasse essa stessa.

A quei tempi non si usava ancora scioperare, ah, ah.

Nelle giornate rigide dell’inverno eravamo in classe imbacuccati con cappotti, spesso riciclati da chi li aveva dismessi, sciarpe di lana fatte dalla nonna e cappucci di varie fogge.

Guanti neppure a pensarci; scrivere in quelle condizioni diventava particolarmente difficoltoso per via delle dita quasi congelate.

Ma a quei tempi noi ragazzi eravamo molto ingegnosi: imparammo ad utilizzare un barattolo di latta, perforato attorno alla base e legato ad un lungo filo di ferro ai due lati del bordo superiore; prima di uscire di casa vi mettevamo dentro della brace con della carbonella sopra; durante il tragitto a piedi verso la scuola per attizzare la brace lo facevamo roteare in aria prendendolo per l’estremità del filo di ferro. Capitava spesso che nel fare quell’operazione il barattolo andasse a cozzare sotto la mandibola di un malcapitato compagno che si trovava troppo vicino. E lì … mazzate!

Una volta in classe sistemavamo la nostra personale “stufetta” tra le gambe sulla pedana di legno del banco. Così quando dovevamo scrivere mettevamo le dita al di sopra del barattolo per scongelarle, fruendo del debole tepore della brace.

Quanti sacrifici! si direbbe oggi. Macché, a quei tempi tutto appariva normale perché si conviveva con le difficoltà che ci stimolavano ad arrangiarci. E non mancava mai il mutuo soccorso tra vicini: la solidarietà era la chiave della sopravvivenza.

“O tempora o mores” avrebbe detto Cicerone, ma noi non lo diciamo col senso di sdegno per la corruzione dei costumi come intendeva l’illustre oratore; lo diciamo invece per segnalare l’inevitabile cambiamento dei tempi, in tutte le sue forme di evoluzione e talvolta anche involuzione.

Importante è guardarci indietro ogni tanto.

e non solo……………

«Come stai?»

«Beh, insomma …»

«Ma dai, ti trovo bene!»

«Eh, la cucchiara sa che cë sta rentö la pignata …», tradotto: il cucchiaio sa cosa c’è nella pignatta sul fuoco quando va a rimestare. Fuori di metafora: le apparenze ingannano.

Quanta capacità espressiva nel nostro vecchio dialetto, dove le battute metaforiche erano più illuminanti di qualsiasi espressione in lingua.

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