Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Olo Caustico

Posted by on Mag 21, 2021

Olo Caustico

Inoppugnabili fonti autografe degli italiani di origini ebraica diffondono ulteriori verità sul “risorgimento”.

A scanso di equivoci e per non toccare l’eccessiva suscettibilità del “popolo di Abramo”, iniziamo con l’affermare che i termini “sionista” ed “ebreo” non si equivalgono; la precisazione si rende utile ai fini della migliore lettura di quanto si va a proporre in questo servizio che tratta invece del “sionismo massonico”.

Maurizio Blondet – benchè prestigiosa firma del giornalismo e storico revisionista – trova, spesso, difficoltà anch’egli nella pubblicazione di molti articoli di approfondito discernimento e competenza, colà ammettesi che “una pletora di professoroni del laicismo patriottico è impegnata a difendere a spada tratta quei principi laici che fondano la nostra repubblica, scagliandosi contro improbabili reazionari che tendono – mediante il revisionismo – a ledere la sacralità di alcuni tabù, eternamente utili alla gestione del potere”. Noi Meridionali – e la nostra Storia Proibita – siamo uno di questi tabù; i nostri Padri Padroni della Patria rifiutano il confronto, sui FATTI della verità storica, poiché il LORO INTERESSE non è nella cultura quindi nell’evoluzione di un popolo ma esclusivamente nell’ostinazione a non voler rinunciare a quelle idee UTILI al loro Potere. Chi rifiuta il confronto con altre tesi non aiuta il Paese a crescere, ad evolvere, ma lo schiaccia sotto il peso della sua voracità. Ciò detto, fa intendere quanta paura facciano le nostre fonti di ricerca storica e la diffusione di queste, che comunque verranno sempre tacciate di mera fantasia poiché proposte da noi revisionisti, giudicati “clericali” e “reazionari”.

Allora, non ci resta che invertire la rotta, e spulciare presso le LORO FONTI, considerate “VANGELO”; utili documentazioni CERTE, VERIFICABILI, INOPPUGNABILI!…Un po’ come “dare la zappa sui piedi” ai finti sordi di sempre. Qui, ci vengono in aiuto i componenti dell’Associazione Insegnanti Ebrei d’Italia – con sede a Milano – che in un loro volume (ormai esaurito) – a cura dell’Histadruth Hamorìm, nel 1961 – celebrazione dei cent’anni dell’Unità d’Italia – pubblicarono gli atti di un seminario organizzato nel 1959 a Vigo di Cadore, colà attestasi l’importante aiuto fornito dagli Ebrei al “risorgimento” italiano. Il marxiano divieto “di far domande”, sottintende presso gli annosi storici di quel settore “laico”, resistenziale, fra cui primeggiano Galante Garrone e Norberto Bobbio, il riconoscimento negli storici della generazione “revisionista” del nemico di sempre : “sanfedista” ovvero “la parte più primitiva del clericalismo italiano”, “neointegralista papista” in coalizione, per la perpretazione di “una provocazione inaccettabile per l’Italia civile”, accusata di “erodere l’assetto democratico della società laica e repubblicana”(M.Blondet). C’è qualcosa che non deve essere assolutamente scoperto, nel nostro risorgimento? Un Establishment che corre in anticipo ai ripari, per controllare la storia?. Pare proprio di sì!

Ripreso testualmente dal libro ebraico di cui dicesi :”Per gli Ebrei, Risorgimento non significava solo unità d’Italia, ma anche e soprattutto emancipazione; la lotta non era solo contro lo straniero che calpestava il suolo nazionale, ma anche contro le classi più retrive della società italiana, preoccupate soltanto di mantenere i loro antichi privilegi e lige alle tradizioni del conservatorismo clericale. Tutti gli ebrei d’Italia partecipano a questa lotta, fanno parte di società segrete. A Firenze i fratelli Paggi stampano opuscoli e manifesti clandestini per questa lotta; a Vercelli, il collegio Foà diventa fucina di patriottismo: Tutti gli ebrei che viaggiano abitualmente per i loro affari diventano i naturali intermediari fra le varie società segrete; essi offrono CONTINUAMENTE ARMI E DANARO. Fra i primi combattenti ebrei del Risorgimento italiano dobbiamo ricordare : Abramo Fortis, che prende parte ai moti di Faenza nel 1820, Israel Latis, condannato dal duca di Modena alla Rubiera nel 1822, ed Angelo Levi, caduto nella battaglia di Salerno del 1828”. Qui, il fine “lotta” nazionale viene indicato chiaramente: non tanto uno sforzo per l’indipendenza, ma anzitutto – per gli ebrei – la “conquista di diritti di cittadinanza”. Sono loro a dare alla spinta unificatrice il carattere di una rivoluzione politica e culturale, giacobina; “una guerra civile contro la maggioranza cattolica, cioè “clericale”. E, da principio, il moto risorgimentale, totalmente finanziato dalla comunità israelita, si configura come cospirazione di minoranze militanti, di società segrete terroristiche”. Proseguiamo nella lettura della documentazione israelita: “La rivoluzione di luglio 1830 abbatte la monarchia borbonica in Francia, e anche questa rivoluzione ha ripercussioni in Italia: i moti del 1831. A Modena, Angelo Usiglio e suo fratello Enrico sono collaboratori di Ciro Menotti; si può dire che tutto il movimento dei patrioti modenesi è finanziato da banchieri ebrei. Ora, la causa degli Ebrei è più che mai legata a quella dei patrioti italiani; se un governo reazionario crolla, le leggi antiebraiche vengono abrogate: Così avvenne a Roma e a Ferrara, dove i governi provvisori abrogarono tali leggi; se pure una parte della popolazione continuasse a nutrire sentimenti ostili nei riguardi degli Ebrei. Ma i moti del ’31, soffocati dall’intervento delle milizie austriache, falliscono, e nella città di Ciro Menotti sono rimesse in vigore tutte le restrizioni antiebraiche(?) Anzi, il duca di Modena dimostrò un tale furore contro gli Ebrei, che perfino il comandante austriaco intervenne per consigliargli moderazione.”… ”…tutto il moto patriottico nasceva non dal popolo, ma da una circoscritta comunità OSPITE. Sapeva, il duca “reazionario” che “tutto il movimento dei patrioti è finanziato da BANCHIERI EBREI”….Certo è che i precoci moti di Modena furono un colpo di stato fallito, repubblicano, condotto da una minoranza non propriamente italiana, con metodi – inevitabili quando l’azione è di una minoranza militare, senza seguito popolare – della cospirazione terroristica”(M.Blondet)………il movimento di “liberazione” va affermandosi nella coscienza degli italiani. Giuseppe Mazzini fonda la “Giovine Italia”. Mazzini, da principio, non ha molta simpatia per gli Ebrei ma si ricrede e conta tra i suoi migliori amici degli ebrei. Nell’esilio di Londra ha come compagno Angelo Usiglio, il passaporto l’ha avuto dal rabbino di Livorno; a Londra stringe saldi vincoli di amicizia con la famiglia del banchiere Nathan, la cui casa era aperta a tutti gli esuli italiani. Sarina Nathan diverrà poi la sua fida consigliera, ed egli chiuderà la sua travagliata esistenza a Pisa nella casa di Jeannette Nathan Rosselli, figlia di Sarina. A Torino, il movimento mazziniano è finanziato dalla famiglia Todros. David Levi di Chieti, il banchiere poeta, scrive un’ode in memoria dei fratelli Bandiera, la cui nonna pare fosse un’ebrea di Ancona.

Cosa se ne deduce? Rispetto alle verità ammanniteci dalla “scolastica post-risorgimentale”, Mazzini non corrisponde ai canoni estetico-storici tramandatici; egli era al centro di una rete ebraica facente capo a ricche famiglie israelite : i Nathan, i Rosselli ed i Pincherle-Moravia; gruppi con forti connessioni all’estero, di cittadinanza inglese! L’esilio di Mazzini non fu affatto turbolento né dovette “guadagnarsi la vita” poiché a tutto provvedevano il “cittadino britannico” e “patriota italiano” Nathan ed il massimo banchiere di Londra, Moses Montefiore. Nei suoi viaggi da fuggiasco, Mazzini esibiva un passaporto non suo ma del rabbino Sabato Morace, livornese; Sara Nathan detta Sarina, moglie del banchiere, più che fida consigliera ne sarà l’amante, e probabilmente suo figlio Ernesto Nathan, iniziato alla Loggia Propaganda Massonica, “33” del Rito Scozzese, cittadino britannico e TUTTAVIA SINDACO DI ROMA NEL 1907( sindaco straniero, massone ed ebreo, eloquente messaggio delle logge al Papa)..era SEME di Mazzini! Concludo, con le parole dell’esimio Blondet, con un suo commento :”…impossibile dire quanto queste amicizie ebraiche controllassero il fanatico: Certo è che, dalla biblica Giuditta, è tradizione che eroine del popolo eletto si concedano al potente d’altra razza, per manovrarlo o – talora – ucciderlo nel letto condiviso. Ma è più urgente qui che, appena eletto, Carlo Azeglio Ciampi, livornese e azionista, ha moltiplicato i segni d’ossequio a quel genere specifico di “patriottismo”, quasi segnali di riconoscimento rivolti ad ambienti “più in alto”, forse all’estero : ha visitato la tomba di Mazzini e i luoghi di Livorno consacrati al “cospiratore”, e ha riportato nell’uso presidenziale non la bandiera italiana come la conosciamo, a tre bande, ma quella che innalzarono le varie “repubbliche mazziniane” imposte da colpi di stato e in breve fallite : il tricolore a losanga, con al centro (bianco) la ruota dentata. Come un simbolico segnalare l’appartenenza ad un preciso gruppo storico?

Marina Salvadore

fonte

Olo Caustico

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