PADRE LUDOVICO DA CASORIA E L’OSPIZIO MARINO A POSILLIPO
Sergio Dattilo
L’Ospizio Marino di Napoli si trova in via Posillipo, riconoscibile dal suo colore giallo napoletano.
Apparentemente una villa, è una struttura storico-religiosa-artistica importante legata a Padre Ludovico da Casoria, proclamato santo nel 2014 e appartenente ai frati bigi della Carità.
Padre Ludovico era un uomo di vasta cultura che insegnò matematica e fisica, conosceva francese e inglese e si interessava di chimica; la sua missione fu la carità verso i più deboli, combattendo contro l’usura, promuovendo i primi “monti di pegni”, fondando scuole professionali e istituti per sordomuti, con la frase celebre “Faccio il negoziante per i poveri”.
Fu amico di re Ferdinando II, coinvolse De Sanctis e Tommaseo nei suoi progetti e fu il primo ispiratore dell’impegno politico dei cattolici in Italia.
Dopo aver tentato invano di acquistare Palazzo Donn’Anna, nel 1873 acquistò all’asta un vecchio lazzaretto in pessime condizioni e dieci anni dopo, nel 1883, fondò ufficialmente l’Ospizio Marino che divenne un ricovero per la gente di mare; per raccogliere fondi aprì anche uno stabilimento balneare per religiosi, ottenendo anche finanziamenti pubblici e offerte private.
L’istituto forniva assistenza medica e accoglienza a bambini affetti da scrofolosi, una forma di tubercolosi, e a vecchi pescatori indigenti, rappresentando uno dei primi tentativi di assistenza sanitaria e previdenza sociale in Italia.
Il complesso si sviluppa su tre piani, dei quali due sono parzialmente inerpicati sotto via Posillipo e confinano con una spiaggia protetta da una scogliera; tra i punti di interesse ci sono due chiese interne, il sarcofago di Padre Ludovico, una Via crucis in maiolica, un pseudo obelisco di San Francesco scolpito da Stanislao Lista nel 1882 che raffigura il santo con Dante, Colombo e Giotto, e spazi scavati nella roccia ancora oggi oggetto di studi.
Dopo la morte di Padre Ludovico nel 1885 l’edificio fu lasciato all’oblio e all’incuria, fino a essere ristrutturato completamente nel 1985; oggi è un punto di riferimento turistico del quartiere di Posillipo, luogo di memoria e cultura per la città di Napoli.


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