Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

L’ITALIA CONTESA “NAZIONE NAPOLETANA” E “NAZIONE ITALIANA” IN GIACINTO DE SIVO

Posted by on Ago 13, 2020

L’ITALIA CONTESA “NAZIONE NAPOLETANA” E “NAZIONE ITALIANA” IN GIACINTO DE SIVO

1. Un legittimista scomodo

Il 14 febbraio 1860, a bordo del piroscafo francese La Mouette, l’ultimo re delle Due sicilie abbandonava per sempre il territorio del regno per rifugiarsi tra le mura amiche della Roma papalina. Le precarie condizioni dell’Italia unita, travagliata dall’insorgenza legittimista nelle province meridionali e dal grave dissesto finanziario, alimentarono però a lungo le illusorie speranze della corte borbonica in esilio di una repentina restaurazione. In breve spazio di tempo, la capitale papale divenne il punto di aggregazione del variegato legittimismo in esilio costituendo la centrale naturale della propaganda borbonica e clericale contro il neonato Regno d’Italia.

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Preghiera alla Madonna della Civita per la cessazione del coronavirus

Posted by on Mag 10, 2020

Preghiera alla Madonna della Civita per la cessazione del coronavirus

Vorremmo avere la parola alata e penetrante di Cicerone

per suscitare nei cuori esacerbati un fervido palpito.

      Ci raccomandiamo a Te, o Vergine Maria, con slancio di fede,

      affinché la morte la smetta di falciare vite umane,

      che non  hanno avuto,  a volte,  l’onore di un cippo

      o di un marmoreo monumemto, che l’Angelo del Signore,

      l’Angelo delle tombe, amorevole, avrebbe ricoperto delle sue ali,

     difendendole  dagli insulti  delle procelle e dei venti.

     C’è nel nostro sguardo tutta  la possanza dell’umile prece

     che  sui poveri morti invoca refrigerio e luce sempiterna.

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GRIDA DI DOLORE DEI PRIGIONIERI NAPOLETANI (Pubblicato il 19 febbraio 1863)

Posted by on Apr 24, 2020

GRIDA DI DOLORE DEI PRIGIONIERI NAPOLETANI (Pubblicato il 19 febbraio 1863)

«Il n’y a pas de paix sans justice»

(Lord Clarendon al Congresso di Parigi, 8 aprile 1856)

Nel Congresso di Parigi del 1856, addi 8 di aprile, il conte Walewski, ministro degli affari esteri dell’Impero francese, e presidente dei Congresso, manifestava il desiderio che i plenipotenziari, prima di separarsi, scambiassero le loro idee sa diversi punti che richiedono una adozione, e dei quali potrebbe essere utile l’occuparsi affine di prevenire nuove complicazioni ». E proponeva di fare certe dichiarazioni «sempre e unicamente collo scopo di assicurare per l’avvenire il riposo del mondo» (Tratte de paix signé a Paris, le 30 man 1856, Turin, Imprimerle Royàle, 1856, pag. 144).

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