§. 1. Anarchia. — 2. Pericoli del padre Gavazzi. — 3. Capua non presa. — 4. Fatti di Civitella del Tronto. — 5. Protesta di re Francesco. — 6. Simpatie francesi ed inglesi. — 7. Affetto all’infortunio. — 8. Le grandi misure del Cavour. — 9. Avvisaglie sul Volturno. — 10. Attentato al Garibaldi. — 11. Fatto del Macerone.— 12. Il radiatore dei paesani. — 13. Disegni di guerra. — 14. Succede duce il Salzano. — 15. Abboccamento del Cialdini e ’l Salzano. — 16. Incontro di Vittorio col Garibaldi. — 17. Scontra a Cascano. — 18. Pericolo corso da re Vittorio. — 19. Capua bombardata. — 20. Resa. — 21. Commedie garibaldesche. — 22. Prima impresa del Chiavone. — 23. La linea del Garigliano. — 24. Vittorio respinto dal Garigliano. — 25. Il regio campo bombardato da mare. — 26. Nuovi disegni di guerra. — 27. Pratiche per passare la frontiera. — 28. Mola bombardata. — 29. Nuove diffalte.— 30. Tentata capitolazione a Terracina. — 31. L’arme a’ Francesi. — 32. Il basta all’Italia. — 33. Gaeta. — 34. Fazioni a Montesecco. — 35. Diffalta del colonnello Pianelli. — 36. L’assedio a Gaeta. — 37. Il presidio di Messina. — 38. Il congresso di Varsavia. — 39. Ibridezza inglese.
Read MoreArticolo segnalato da Gianandrea de Antonellis e alla fine ripubblichiamo intervista a Fernando Di Mieri che anni fa segnalò la profezia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori
di Don Bruno Lima
atti del convegno tradizionalista di civitella del tronto 1997
Il secolo XVIII passerà alla storia come il “secolo dei lumi” – paradossalmente diciamo noi – dato che proprio l’idea stessa di luce ci rimanda a quella sublime immagine di Luce perenne che si identifica con Dio; quei lumi tanto conclamati e applauditi dagli spiriti settecenteschi menzogneri ed ebbri di miscredenza – quanto del resto dai loro epigoni fino ad oggi – sono piuttosto l’emblema della oscurità più tenebrosa, quella che sfida il Creatore e che trova l’antenato più vecchio in Lucifero, il primo rivoluzionario della storia.
Read MoreIl Pianelli avea rampognato il Clary pel vilipeso onor militare, e perché volea forse intatto l’esercito e pattuir col Piemonte; ma dominato da’ comitati rivoluzionarii, egli era strumento, né potea che ubbidire; laonde si copriva di doppia veste, faceva più parti per trovarsi vincitore con gli eventi; e vi riuscì, ma con infamia. Allora strascicato dalla rivoluzione, la serviva parendo avversarla. La setta sapeva ogni cosa civile e militare, e per quanto segretissima la divulgava. I dispacci in cifra che passavan pel telegrafo eran stampati netti in Calabria. Il re ordinò si mutasse cifra, non fu ubbidito, e se né dolse a’ 27 luglio in Consiglio di Stato.
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