Posted by altaterradilavoro on Nov 16, 2020
Un Manhes generale, aiutante di campo di Murat, che già aveva con singolar energia pacificato gli Abruzzi, parve al re uomo capace di condur a buona fine l’opera più difficile delle Calabrie. Il vi mando con potestà di fare come e quanto volesse.
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Posted by altaterradilavoro on Apr 9, 2020
Narrano le cronache che, nell’anno 1811, allorquando in Calabria faceva conoscere la sua arrogante alterigia il poco clemente potere installatosi all’ombra della tricolore coccarda transalpina, nella tranquilla cittadina bruniana sia accaduto un avvenimento singolare. Quel piccolo paese immerso trai i boschi delle Serre, già all’epoca conosciuto per la sua Certosa, peraltro distrutta dal terribile terremoto del 1783, era alle prese con un fenomeno tipico di quegli anni tenebrosi e tormentati dalla spietata dominazione straniera.
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Posted by altaterradilavoro on Set 8, 2026
Uno studio sfacciatamente risorgimentale ma che contiene degli spunti di ricerca che meritano attenzione
Si inizia a parlare di brigantaggio già nell’antica Roma, quando a Taranto intorno al 185 a.C. avvenne un’insurrezione sociale composta perlopiù da pastori, che arrivarono a formare vere e proprie bande. Per risolvere la questione, il pretore Lucio Postumio Tempsano attuò una dura repressione in cui furono condannati circa 7.000 rivoltosi, alcuni furono giustiziati e altri riuscirono a fuggire.
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Posted by altaterradilavoro on Giu 23, 2026
Gli “ANNI INFAMI” (mai più dimenticati) – il “brigantaggio” – le deportazioni
Antonio Pagano
La statistica di fine anno 1861, fatta dagli occupanti piemontesi, indicò che nel solo secondo semestre vi erano stati 733 fucilati, 1.093 uccisi in combattimento e 4.096 fra arrestati e costituiti. Le cifre, tuttavia, furono molto al disotto del vero, in quanto non erano indicati quelli della zona della Capitanata, di Caserta, Molise e Benevento, dove comandava il notissimo assassino Pinelli. Al Senato di Torino, il ministro della guerra Della Rovere, dichiarò che 80.000 uomini dell’ex armata napoletana, imprigionati in varie località della penisola, avevano rifiutato di servire sotto le bandiere piemontesi.
Vi erano stati migliaia di profughi, centinaia i paesi saccheggiati, decine quelli distrutti. Dovunque erano diffuse la paura, l’odio e la sete di vendetta. L’economia agricola impoverita, quasi tutte le fabbriche erano state chiuse e il commercio si era inaridito in intere province. La fame e la miseria erano diventate un fatto comune tra la maggior parte della popolazione.
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Posted by altaterradilavoro on Apr 12, 2026
Nel 1806 Napoleone Bonaparte, decise di liquidare il regno borbonico. Il corpo di spedizione francese, al comando del generale Massena, varcò i confini dello stato e occupò Napoli. I borbonici cercarono di fermarne l’avanzata, ma, nella battaglia di Campotenese, furono inesorabilmente sconfitti e gli invasori ebbero via libera anche per l’occupazione della Calabria.
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