Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXI)

Posted by on Gen 13, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXXI)
25. Le tavole parlanti, e la cometa.

Nel 1853 cominciarono a parlare le tavole, i cappelli, e altri arnesi materiali. Dopo i nunziati miracoli del magnetismo, cavarono quest’altra delle rotazioni e battute di tavole e buffettini, danti segni da spiegare l’ignoto, il lontano, e l’avvenire. Facevano attorno all’arnese un cerchio di persone, tenentisi pe’ diti mignoli; poi interrogavano il mobile, e questo rispondeva movendosi in giro, e dando colpi significativi pel numero e pel modo.

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I moti popolari contro i francesi alla fine del secolo XVIII (1796-1800)

Posted by on Gen 12, 2026

I moti popolari contro i francesi alla fine del secolo XVIII (1796-1800)

Giacomo Lumbroso, I moti popolari contro i francesi alla fine del secolo XVIII (1796-1800), con una premessa di Oscar Sanguinetti, Minchella, Milano 1997, pp. 224, £. 32.000

La figura umana e culturale di Giacomo Lumbroso è a tutt’oggi poco nota. Nato a Firenze nel 1897, giornalista, storico di scuola nazionalistica — suoi maestri furono Niccolò Rodolico (1873-1969) e Gioacchino Volpe (1876-1971) —, fascista convinto negli anni dello squadrismo, assume un atteggiamento critico nei confronti del partito fascista quando questo diventa regime e ne viene emarginato. Dedicatosi con passione alla storia — con particolare talento per la divulgazione —, scrive numerosi volumi e saggi. Di origine ebraica, si converte al cattolicesimo al momento delle nozze e vive a Roma. Muore ancor giovane a Firenze nel 1944, all’indomani della liberazione della città, poco dopo il suo ritorno nella città natale al seguito degli Alleati.

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Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXX)

Posted by on Gen 11, 2026

Storia delle due Sicilie dal 1847 al 1861 di Giacinto de Sivo (XXX)
 14. Morti.

A 4 febbraio 51 s’ammalava Leopoldo zio del re, principe di Salerno, per morbo a’ bronchi e al polmone, poi con tumore al femore sinistro e risipola. Mancò sull’ore sette pomeridiane del 10, compianto da quanti eran buoni, stato uomo amorevole e generosissimo. Ebbe esequie il 14, e sepolcro a S. Chiara. Anche il re perdeva a Portici, in settembre di quell’anno un figliuoletto, di nome Giuseppe Maria conte di Lucerà, d’anni tre e mezzo. L’ex re de’ Francesi Luigi Filippo d’Orleans, marito della zia del re nostro, era morto in esilio il 26 agosto 50 a Richemond, nato a Parigi il 6 ottobre 1772.

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USI E COSTUMI DI NAPOLI E CONTORNI

Posted by on Gen 9, 2026

USI E COSTUMI DI NAPOLI E CONTORNI

MOLTE collezioni di costumi si pubblicano tuttodì in Napoli, ma non vi è stato ancora alcuno che ne abbia falla un’opera compiuta, (aggiungendo a ciascun costume o scena popolare una corrispon- dente descrizione atta ad illustrarla. G però, volgendo in mente da qualche tempo il pensiero che un’opera di tal genere avesse dovuto riuscir gradita sì a’ napolitani che agli stranieri, mi animai a fare quella che offro al cortese lettore. —Essa contiene tutti quegli usi, costumi o scene popolane che, in Napoli e nei suoi contorni, si ren- dono affatto originali della nostra nazione, lasciando stare qualun- que subbietto potesse avere alcun che di comune co’ costumi degli altri paesi stranieri.

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PIERO RICCI DA RAGIONE A FERDINANDO IV E GIOVANNI PAISIELLO

Posted by on Gen 8, 2026

PIERO RICCI DA RAGIONE A FERDINANDO IV E GIOVANNI PAISIELLO

La grande cultura musicale e non solo, di Ferdinando IV di Borbone Re di Napoli è ampiamente conosciuta dalla storiografica non prezzolata infatti è sotto la sua Corona che il Regno raggiunse il suo massimo splendore culturale ed artistico portando Napoli a diventare “capitale della cultura” mondiale lasciando un patrimonio immateriale che ancora in nessun luogo è mai stato raggiunto, un patrimonio di cui il mondo ancora si nutre nonostante l’impegno e l’arroganza del potere giacobino che cerca, fino ad ora fallendo, di relegare Napoli ad realtà regionale. L’amore per la musica di Ferdinando IV non soltanto lo si vedeva in quello che veniva rappresentato al Teatro San Carlo ma anche nell’aver sdoganato definitivamente, seguendo il percorso che aveva iniziato il padre Carlo III, la musica popolare che fu portata a corte intensificando la contaminazione tra la musica del…San Carlo con la musica del popolo iniziata tre secoli prima dando un impulso per le trascrizioni facendola diventare “musica esatta”. L’opera lirica, l’opera buffa, il settecento napoletano sono diventate le colonne portanti della musica che ancora oggi viene prodotta in tutto il mondo con la musica popolare napolitana che è diventata unica e irripitibile creando un vero e proprio stile che nessuno ancora oggi riesce a spodestare dal gradino più alto del trono. Anche il mondo della zampogna ha avuto una prima rivoluzione che grazie a Giovanni Paisiello, il compositore più importante e più bravo dell’epoca che anche lo stesso Mozart non riuscì ad osfucare, sotto il Regno del Re Lazzarone compose sinfonie per zampogna portandola a corte che Riccardo Muti qualche anno fa portò in giro in molti teatri lirici avvalendosi dell’operatività del più grande musicista di zampogna vivente che è Piero Ricci.
Qualche giorno fa al Teatro Italo-Argentino di Agnone abbiamo avuto conferma che l’intuzione di Ferdinando IV che ha ispirato Giovanni Paisiello a tracciare un solco su cui Riccardo Muti ha fatto una….”passeggiata”, di inserire la zampogna da protagonista in sinfonie classiche grazie all’esibizione di Piero Ricci insieme all’orchestra del conservatorio di Campobasso andando oltre infatti ha suonato anche insieme alle campane di Agnone regalandoci un esibizione di altissimo livello unica. L’esibizione oltre che a regalarci una bellissima serata ci ha fatto vedere come i suoni prodotti in purezza in natura, quello della zampogna e quello delle campane, si sposano con facilità senza scendere in noiose sperimentazioni o tecnicismi inutili assumendo fondamenti sacri. Di seguito il concerto integrale della serata del 21 dicembre 2025 nell’ambito del Festival delle Campane

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