Alta Terra di Lavoro

già Terra Laboris,già Liburia, già Leboria olim Campania Felix

EDOARDO E ROSOLINA O LE CONSEGUENZE DEL 1861

Posted by on Ago 31, 2020

EDOARDO E ROSOLINA O LE CONSEGUENZE DEL 1861

Era un bel mattino di gennaio del 1866, e dal Capo Posillipo entrava a tutta macchina un piroscafo, che, dopo pochi minuti, issava bandiera francese: era la Durance, proveniente da Marsiglia. I passeggieri, quasi tutti, erano sulla tolda, taluni ancora in deshabillé, altri in fretta accomodavano la loro toilette, e tutti ammiravano lo stupendo panorama di Napoli, del golfo, delle sue incantevoli colline e la maestà del Vesuvio, la cui cima era in parte coperta di nubi. Le onde tranquille, l’aere tiepido, il limpido cielo, e il sole che sorgeva dietro i monti di Castellammare, rallegravano ed entusiasmavano i passaggieri tutti della Durance.

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Victor-Maie Hugo, padre del romanzo moderno, venerato come un patriarca

Posted by on Lug 25, 2020

Victor-Maie Hugo, padre del romanzo moderno,  venerato come un patriarca

Il francese Victor-Marie Hugo fu il poeta dei rivoluzionari, dei “miserabili”, degli uomini che lottarono sulle barricate. Per generazioni e generazioni, gli umili hanno letto ed amato il  profeta del riscatto degli oppressi, trascinatore di cuori, paladino della giustizia e della libertà, considerandolo  un poco il loro alfiere, colui che teneva in alto la loro bandiera.

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“La pratica delle idee” di Giuseppe Ventrone

Posted by on Lug 16, 2020

“La pratica delle idee” di Giuseppe Ventrone

NeLa pratica delle idee” (L’Aperia, 2009)Giuseppe Ventronespiega il movimento che a partire dall’Illuminismo francese e napoletano ha prodotto lo spostamento della prospettiva intellettuale dalla “uniformità” alla “multiformità”, nell’ambito del pensiero, ma anche e soprattutto politico.

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Radici giacobine del fascismo? Breve commento alle tesi di De Felice

Posted by on Giu 25, 2020

Radici giacobine del fascismo? Breve commento alle tesi di De Felice

Come è noto, Renzo De Felice, prima di affermarsi a livello mondiale come lo storico per eccellenza del fascismo (movimento e regime), dedica le sue ricerche al giacobinismo.
Il giacobinismo italiano è infatti il suo principale tema di ricerca e di studio fino all’inizio degli anni sessanta(1); le sue ricerche e le sue interpretazioni mirano, in proposito, ad abbattere il mito storiografico di un’«Idra giacobina dalle mille teste e dalle mille forme»(2).
Lo storico reatino manifesta insoddisfazione anche verso quella storiografia, che riprende, mediante l’interpretazione gramsciana, il concetto di “rivoluzione passiva”, elaborato da Vincenzo Cuoco(3).

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