Quando i tempi erano maturi per la seconda rivoluzione industriale in Inghilterra un certo William John Thoms nel 1846 nel vedere in una pausa degli operai che si divertivano a dare rappresentazioni artistiche dei propri luoghi d’origine, coniò il termne folk-lore che divenne folklore italianizzato folclore e che oggi è il termine più utilizzato al mondo.
Il 23 ottobre 2026 abbiamo avuto l’onore e il piacere di presentare l’opera “Voci, suoni e canti di Briganti in Terra di Lavoro” a Piedimonte Matese grazie all’associazione Ass. Storica del Medio Volturnoche ha organizzato e ospitato nella propria sede l’evento. L’associazione ha più di mille iscritti con oltre un secolo di vita, se si ha una lunga vita con un successo importante e costante nel tempo, lo ottieni solo se la tradizione e l’identità che rappresenti le utilizzi per andare oltre il presente proiettandoti costantemente nel futuro, cosa che gli amici di Piedimonte fanno molto bene. Hanno compreso e intuito lo spirito con cui stiamo presentando la suddetta opera che non è quello del muro contro muro, dei buoni contro i cattivi o di affrontare quel periodo storico, che va dal 1799 alla prima guerra mondiale, con nostalgia pensando di riportare indietro le lancette dell’orologio, ma è quello di narrare storie realmente accadute, in forma teatrale musicale, di personaggi noti e meno noti che all’improvviso si sono ritrovati con “la scoppetta in mano” in montagna con un territorio, il già Regno delle Due Sicilie, che si trovò investito da una meteorite. Nonostante il picco stagionale dei mali di stagione, la sala era piena con persone interessate ad ascoltare l’argomento, apprezzando lo stile non divisivo. C’è stato un confronto alla fine della presentazione che ha dato dinamicità e vivacità all’evento che è risultato non noioso e soprattutto non banale come più di qualcuno tra i presenti ci ha fatto notare. L’associazione Ass. Storica del Medio Volturno ha oltre un secolo di vita, come già detto, non solo per le motivazioni sopra esposte ma anche perché è composta da persone colte legate al proprio territorio che non gli fanno smarrire il senso di aristocraticità ereditato dalla sua appartenenza al Regno di Naplli, due fulgidi esempi che legittimano la mia tesi sono Rosanna Onori e Pasquale Simonelli che hanno voluto la presentazione non solo per un legame affettuoso che ci lega, ma perché hanno compreso che sono maturi i tempi per affrontare il tema del brigantaggio insorgente con laicità senza pregiudizio e fanatismo perché alla fine “anche se non ci piace ci appartiene, anche se non lo amiamo ci appartiene, anche se lo detestiamo ci appartiene” e non si può più pensare che non sia esistito o tenerlo chiuso in un cassetto. Colgo l’occasione per ringraziarli di nuovo per l’opportunità che ci hanno dato nel presentare l’opera nella loro casa e per averci fatto conoscere “tanta bella gente”, ringrazio altresì Raimondo Rotondi e Piero Ricciper gli intermezzi artistici che sono stati la ciliegina sulla torta della serata e Fernando Occhibove per la ripresa integrale e le possibilità di divulgarla di seguito
Un viaggio nella memoria storica attraverso parole, suoni e canti che raccontano una delle pagine più complesse e sofferte del Mezzogiorno. È questo il senso dell’iniziativa in programma venerdì 23 gennaio alle ore 18.00, presso l’Aula Minerva dell’Associazione Storica del Medio Volturno, dove si terrà la presentazione del libro “VOCI, SUONI E CANTI DEI BRIGANTI: STORIA E MUSICA NEL CUORE DEL MEDIO VOLTURNO
Il brigantaggio, fenomeno storico sviluppatosi soprattutto nel periodo post-unitario, ha segnato profondamente le comunità rurali dell’Italia meridionale. Lontano da letture semplicistiche o ideologiche, esso rappresentò un intreccio di ribellione sociale, sopravvivenza, violenza e identità popolare. Accanto alle vicende armate, nacque un ricco patrimonio di canti e musiche che diedero voce alle paure, alle speranze e alle sofferenze di intere popolazioni. Brani tramandati oralmente, spesso strumentalizzati nel tempo, ma che oggi vengono riletti come documenti storici e culturali.
Il volume al centro del convegno si inserisce proprio in questa prospettiva. Non un’opera di parte, né filo né antiborbonica, ma un lavoro che restituisce dignità storica e culturale a un periodo “terribilmente vissuto” dalla Terra di Lavoro, come sottolinea il presidente dell’Associazione Storica del Medio Volturno, Pasquale Simonelli, che farà gli onori di casa.
«Un interessante convegno – spiega Simonelli – dove verrà presentato un libro accompagnato da canzoni e musiche dei briganti, ma non è filo o anti borbonico; è solo la presentazione di un periodo di storia terribilmente vissuto dalla nostra amata terra».
Interverranno Claudio Saltarelli, produttore dell’opera, e Raimondo Rotondi, autore dei testi in lingua laborina, che offrirà uno sguardo autentico sulle radici linguistiche e popolari dei monologhi teatrali e canti. Gli interventi artistici saranno curati da Piero Ricci, che darà voce e suono alle atmosfere evocate dal libro.
Un appuntamento culturale che unisce storia, musica e identità locale, invitando il pubblico a riflettere sul passato senza pregiudizi, attraverso le voci di chi quel passato lo ha vissuto e cantato