Pasquale Domenico Romano, conosciuto come il Sergente Romano
Nel lontano 1833, nasceva un mito, un eroe.
Un esempio di coraggio, di amore per la propria terra e per la propria gente. Il suo nome è Pasquale Domenico Romano, conosciuto come il Sergente Romano.
Figlio della Puglia, figlio del Sud, uomo semplice e soldato valoroso, che non esitò a impugnare le armi per difendere ciò che riteneva giusto: la sua patria, le sue radici, la sua gente.
Quando i Borbone furono sconfitti e il Regno delle Due Sicilie piegato, lui non accettò di arrendersi.
Si mise alla testa di uomini come lui, ex soldati e contadini, e trasformò la disperazione in resistenza.
Per Dio, per il Re, per la Patria, sfidò l’invasore piemontese in battaglie impari, spesso vittoriose, sempre ardite. La sua vita fu breve, ma intensa, e il suo sacrificio eterno:
morì il 5 gennaio 1863, crivellato di colpi, senza tradire mai il suo giuramento di fedeltà e d’onore.
Il Sergente Romano non fu solo un brigante, come troppo spesso la storia ufficiale ha voluto raccontare.
Fu un simbolo di dignità, un combattente per la libertà, un uomo che non esitò a pagare con la vita il prezzo della coerenza e dell’amore per la sua terra.
Per questo, popolo meridionale, soprattutto pugliese, ricordiamo quel nome e teniamolo inciso nei nostri cuori:
Sergente Romano.
Un figlio della Patria Napolitana che ha scritto col sangue e con l’onore una pagina immortale della nostra storia.
Tiziana Quartulli


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